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Art. 348-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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84 provvedimenti

Altri anni per Art. 348-bis Codice di Procedura Civile

Usucapione fondo rustico: ricorso inammissibile
Un soggetto ha richiesto di essere dichiarato proprietario di un terreno agricolo per usucapione, ma la sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La ragione principale risiede nella mancata dimostrazione del 'possesso' necessario per l'usucapione, poiché l'individuo aveva iniziato a occupare il fondo come semplice detentore, riconoscendo la proprietà altrui, senza mai provare un successivo mutamento della sua condizione in possessore. L'impugnazione è stata giudicata un tentativo non consentito di riesaminare le prove e i fatti, compito che spetta esclusivamente ai giudici di merito.
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Assegno di mantenimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19650/2023, ha rigettato il ricorso di una moglie che contestava la sentenza della Corte d'Appello di Perugia in una causa di separazione. La ricorrente lamentava l'errata individuazione del tribunale competente, vizi procedurali e un importo dell'assegno di mantenimento troppo basso (€200 mensili). La Suprema Corte ha confermato la decisione, stabilendo che la competenza si radica nell'ultima residenza comune dei coniugi e che la quantificazione dell'assegno era corretta, tenuto conto della breve durata del matrimonio e della capacità lavorativa della donna, pur con un reddito difficilmente quantificabile.
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Assegno divorzile: cura figlia disabile e impossibilità
La Cassazione conferma l'assegno divorzile a una donna che per anni si è dedicata alla cura della figlia gravemente disabile. La Corte ha ritenuto oggettiva la sua impossibilità di procurarsi redditi, valorizzando il suo contributo familiare e rigettando il ricorso dell'ex marito.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9767/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi volto a ottenere il risarcimento del danno per la tardiva attuazione di direttive europee. Il fulcro della decisione riguarda la prescrizione del diritto: la Corte ha confermato il proprio orientamento consolidato, stabilendo che il termine decennale per l'azione di risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Tale legge, pur non estendendo il beneficio a tutti, ha reso certo e azionabile il diritto al risarcimento, facendo così scattare la prescrizione risarcimento medici.
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