LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 342 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Pagina 10 di 10

195 provvedimenti

Altri anni per Art. 342 Codice di Procedura Civile

Giudicato implicito: quando una domanda è preclusa?
Un lavoratore ha citato in giudizio degli enti pubblici per ottenere un risarcimento danni relativo a una procedura di assunzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del giudice di merito secondo cui la pretesa era preclusa dal principio del giudicato implicito. La stessa domanda, infatti, era stata presentata in via subordinata in un precedente giudizio e, sebbene non esaminata esplicitamente, si considerava implicitamente rigettata a seguito dell'accoglimento della domanda principale.
Continua »
Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
Una società cooperativa si è vista confermare un accertamento fiscale in appello, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. Il motivo? La sentenza di secondo grado presentava una motivazione apparente, in quanto affermava la mancata presentazione di prove da parte del contribuente senza di fatto esaminare la documentazione prodotta. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice ha l'obbligo di analizzare il materiale probatorio e spiegare perché lo ritiene irrilevante, altrimenti la sentenza è nulla.
Continua »
Ricorso inammissibile per difetto di autosufficienza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato da due garanti. La decisione si fonda principalmente sul difetto di autosufficienza del ricorso, poiché gli appellanti non hanno specificato adeguatamente i motivi d'appello originari. La Corte ha inoltre ribadito la piena validità del cosiddetto "mutuo solutorio", chiarendo che non è nullo e che l'accredito su conto corrente costituisce una valida dazione di denaro.
Continua »
Scientia decoctionis: prova e oneri del curatore
Una società cooperativa in liquidazione ha agito in revocatoria contro una compagnia di telecomunicazioni per pagamenti ricevuti prima dell'insolvenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione d'appello. La Corte ha stabilito che la procedura non ha fornito prove sufficienti della 'scientia decoctionis' del creditore, ovvero la sua effettiva conoscenza dello stato di insolvenza. È stato ribadito che la valutazione degli indizi è di competenza dei giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se la motivazione è adeguata.
Continua »
Inammissibilità dell’appello: motivi e conseguenze
Una società cooperativa in liquidazione ha agito contro un fornitore per la revoca di un pagamento. La Corte d'Appello ha dichiarato l'impugnazione inammissibile per genericità. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che una volta dichiarata l'inammissibilità dell'appello, ogni successiva argomentazione sul merito diventa irrilevante e non può essere oggetto di ricorso, poiché il giudice si è già spogliato del potere di decidere.
Continua »
Specificità appello: la Cassazione chiarisce i requisiti
Un'associazione ippica, condannata in primo grado per i danni causati da un cavallo, si è vista dichiarare l'appello inammissibile per mancanza di specificità. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che per la validità della specificità appello è sufficiente individuare con chiarezza i punti contestati e le ragioni della critica, senza che sia necessario trascrivere parti della sentenza impugnata o formulare un progetto di decisione alternativo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Scientia decoctionis: i limiti alla prova in appello
Una compagnia aerea in amministrazione straordinaria ha agito in revocatoria contro una società di consulenza per recuperare un pagamento, sostenendo che quest'ultima fosse a conoscenza dello stato di insolvenza (scientia decoctionis). La domanda è stata respinta in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della compagnia aerea, confermando che l'argomento cruciale sulla specifica competenza professionale della società di consulenza, quale prova della scientia decoctionis, era stato introdotto tardivamente solo in appello, violando i limiti processuali.
Continua »
Agevolazioni fiscali ASD: quando si perdono i benefici
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza il caso di un'associazione sportiva dilettantistica a cui sono state negate le agevolazioni fiscali ASD. La Corte ha stabilito che l'onere di provare la natura non commerciale dell'attività ricade sull'associazione stessa e che la mera conformità formale dello statuto o l'iscrizione al CONI non sono sufficienti. La gestione di fatto come un'impresa commerciale ha portato alla revoca dei benefici e alla responsabilità solidale degli amministratori di fatto per i debiti tributari.
Continua »
Clausola risolutiva espressa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa individuale contro una società di servizi in una controversia su un contratto. Il punto centrale era la validità di una clausola risolutiva espressa, che l'imprenditore riteneva fosse una mera 'clausola di stile'. La Corte ha stabilito che l'interpretazione del contratto spetta al giudice di merito e, se la sua valutazione è plausibile, non può essere messa in discussione in sede di legittimità. Di conseguenza, è stata confermata la risoluzione del contratto e la condanna dell'imprenditore al pagamento della penale prevista.
Continua »
Responsabilità direttore lavori: il giudicato interno
La Corte di Cassazione interviene su un caso di infiltrazioni in un condominio, delineando la responsabilità del direttore lavori. La sentenza chiarisce la distinzione tra il ruolo di progettista e quello di direttore, affermando il principio del giudicato interno: se la responsabilità come progettista è esclusa in primo grado e nessuno impugna, la Corte d'Appello non può riesaminarla. Viene inoltre censurata la motivazione apparente sulla liquidazione dei danni, sottolineando l'obbligo del giudice di rispondere puntualmente alle critiche sollevate.
Continua »
Avviso di accertamento: motivazione e onere prova
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento ICI per difetto di motivazione, dato che gli atti su cui si fondava non erano stati allegati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio chiave: se le ragioni di merito e quelle procedurali (come la motivazione) sono strettamente connesse, l'appello contro la decisione di merito è sufficiente per riesaminare l'intera questione, senza che si formi un giudicato autonomo sulla sola motivazione. La Corte ha inoltre ribadito che non può riesaminare nel merito la valutazione delle prove effettuata dai giudici dei gradi inferiori.
Continua »
Domande assorbite: come riproporle in appello
Un condomino impugna una delibera assembleare. Il tribunale gli dà ragione per un vizio di notifica della convocazione. La Corte d'Appello ribalta la decisione. Il condomino ricorre in Cassazione, la quale stabilisce che la Corte d'Appello ha errato nel non esaminare le altre questioni di merito, le cosiddette 'domande assorbite', che erano state correttamente riproposte. La causa viene quindi rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su tali punti.
Continua »
Concordato semplificato: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro il rigetto di una domanda di concordato semplificato. La decisione si basa sulla inadeguatezza della documentazione contributiva (DURC) e sulla mancanza di una chiara dimostrazione della convenienza del piano per i creditori rispetto alla liquidazione giudiziale, confermando che la valutazione di fattibilità *prima facie* è cruciale.
Continua »
Plusvalenza immobiliare: l’accertamento del Fisco
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per una maggiore plusvalenza immobiliare derivante dalla vendita di un terreno. L'Agenzia delle Entrate aveva basato la sua pretesa sul valore dell'immobile ai fini dell'imposta di registro e sulle quotazioni OMI. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, sebbene le sole quotazioni OMI non siano sufficienti, la loro combinazione con altri elementi indiziari, come il valore accertato per l'imposta di registro, costituisce una prova presuntiva valida per l'accertamento della plusvalenza immobiliare. La Corte ha anche confermato la validità della firma dell'atto da parte di un funzionario delegato.
Continua »
Caparra confirmatoria: come si calcola l’importo?
In un caso di compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha confermato il diritto del venditore di recedere dal contratto e trattenere la caparra confirmatoria a causa dell'inadempimento dell'acquirente. Tuttavia, ha annullato la decisione della Corte d'Appello riguardo all'importo, stabilendo che il giudice deve accertare e motivare specificamente quale parte delle somme versate costituisca effettivamente la caparra, non potendo presumerlo. La causa è stata rinviata per una nuova valutazione su questo punto specifico.
Continua »