LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 342 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 3 di 32

634 provvedimenti

Altri anni per Art. 342 Codice di Procedura Civile

Completezza informativa concordato: l’obbligo di verità
La Cassazione conferma l'inammissibilità di una proposta di concordato preventivo per violazione del principio di completezza informativa. La società aveva omesso di indicare nel piano una potenziale azione di responsabilità contro l'amministratore e aveva fornito dati incompleti e fuorvianti sulla crisi aziendale. Secondo la Corte, la mancanza di trasparenza inficia la procedura e impedisce ai creditori di esprimere un voto consapevole.
Continua »
Fideiussione omnibus: eccezioni e onere della prova
La Corte di Cassazione esamina un ricorso relativo a una fideiussione omnibus. Il caso riguarda l'opposizione a un decreto ingiuntivo da parte dei fideiussori di una società. La Corte analizza i limiti delle eccezioni opponibili dal garante, in particolare riguardo alla mancata contestazione degli estratti conto da parte del debitore principale. Vengono accolti i motivi relativi all'errata applicazione della capitalizzazione annuale degli interessi e all'omessa pronuncia sulla responsabilità per illegittima segnalazione in Centrale Rischi, cassando la sentenza con rinvio.
Continua »
Inammissibilità appello: quando l’atto è generico
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello in materia bancaria, poiché i ricorrenti si erano limitati a richiedere una perizia tecnica senza muovere critiche specifiche e argomentate contro la sentenza di primo grado. L'ordinanza ribadisce che un gravame, per essere ammissibile, deve contenere una critica puntuale alle motivazioni della decisione impugnata, configurandosi altrimenti come un atto generico. La decisione sottolinea il rigore formale richiesto per l'atto di appello.
Continua »
Impresa familiare: requisiti e procura generale
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato a una pubblica udienza la decisione su un caso di impresa familiare. Il caso riguarda un marito che ha ottenuto in appello il riconoscimento del suo diritto al 60% degli utili e degli incrementi dell'azienda della moglie. La Suprema Corte dovrà ora decidere su due questioni di principio: se il lavoro del collaboratore familiare debba essere prevalente rispetto ad altre attività e se la figura dell'impresa familiare sia compatibile con il conferimento di una procura generale.
Continua »
Opposizione a decreto ingiuntivo: i termini perentori
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una decisione della Corte d'Appello. Il caso riguarda una opposizione a decreto ingiuntivo per compensi professionali, proposta con ricorso anziché con citazione. La Cassazione chiarisce che l'errore sulla forma dell'atto non è sanabile se la notifica dello stesso non avviene entro il termine perentorio di 40 giorni. La tardiva notifica rende l'opposizione inammissibile e il decreto ingiuntivo definitivo, assorbendo ogni questione di merito.
Continua »
Rimesse solutorie: Cassazione chiarisce i criteri
Una società ha citato in giudizio il proprio istituto di credito per addebiti illegittimi su conti correnti. La Corte di Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso, ha enunciato principi fondamentali sul calcolo delle rimesse solutorie ai fini della prescrizione. Ha stabilito che tale calcolo deve basarsi sul saldo rettificato (epurato dagli addebiti illegittimi) e deve tenere conto degli incrementi del fido bancario, qualora documentati, anche se non specificamente eccepiti in primo grado. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi criteri.
Continua »
Tassazione concordato fallimentare: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32492/2025, ha stabilito i principi sulla tassazione del concordato fallimentare con terzo assuntore. Il caso riguardava un avviso di liquidazione con cui l'Agenzia delle Entrate aveva tassato l'accollo dei debiti. La Corte ha chiarito che l'imposta di registro proporzionale si applica solo sul valore dei beni e dei diritti trasferiti (l'attivo), mentre il contestuale accollo dei debiti, essendo un effetto legale della procedura, è escluso dalla base imponibile. Poiché l'avviso impugnato si fondava erroneamente solo sull'accollo senza individuare l'attivo trasferito, è stato annullato.
Continua »
Inammissibilità appello: quando il ricorso è generico
La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello di un consorzio contro la sua condanna a restituire una somma ingente a un ente appaltante. La decisione si fonda sulla mancata critica da parte del consorzio di tutte le autonome ragioni (rationes decidendi) usate dalla Corte d'Appello per confermare la sentenza di primo grado. L'appello era stato giudicato generico, un vizio che il consorzio non ha contestato adeguatamente in Cassazione, determinando così l'inammissibilità del ricorso finale.
Continua »
Inammissibilità appello: basta riproporre i motivi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32389/2025, ha stabilito un importante principio in materia di processo tributario. Ha chiarito che la semplice riproposizione dei motivi originari in sede di appello è sufficiente per superare il vaglio di ammissibilità, evitando la dichiarazione di inammissibilità dell'appello. La Corte ha cassato la decisione di secondo grado che aveva ritenuto generico l'appello dell'Agenzia delle Entrate, affermando che il dissenso può investire l'intera decisione del primo giudice, e la critica può emergere dalle stesse argomentazioni già esposte.
Continua »
Motivi specifici appello: la Cassazione chiarisce
L'Agenzia delle Entrate si è vista dichiarare inammissibile un appello perché ritenuto troppo generico. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un importante principio sui motivi specifici appello nel processo tributario. Secondo la Corte, anche la riproposizione delle argomentazioni originarie può essere sufficiente a soddisfare il requisito di specificità, a condizione che da esse emerga una chiara critica alla sentenza di primo grado. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame nel merito.
Continua »
Stabilizzazione P.A.: quando esclude il risarcimento
Una lavoratrice del Ministero dell'Interno, dopo anni di contratti a termine, ottiene la stabilizzazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la stabilizzazione P.A., se direttamente collegata al precariato e non una mera 'chance', costituisce una misura riparatoria adeguata, escludendo il diritto a un ulteriore risarcimento del danno per l'illegittima successione di contratti a tempo determinato. La Corte ha rigettato il ricorso della lavoratrice, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva negato l'indennità risarcitoria proprio in virtù dell'avvenuta assunzione a tempo indeterminato.
Continua »
Contratti derivati nulli: la Cassazione chiarisce
Una società ha citato in giudizio una banca per la nullità di alcuni contratti derivati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la corte d'appello aveva errato nel non considerare un atto interruttivo della prescrizione. La Corte ha inoltre rigettato il ricorso della banca, confermando che i contratti derivati nulli per assenza del 'mark to market' sono viziati da mancanza di causa e che l'azione di restituzione si prescrive in dieci anni.
Continua »
Modifica domanda in corso di causa: i chiarimenti
Una risparmiatrice ha citato in giudizio un intermediario finanziario per i danni subiti dall'acquisto di obbligazioni argentine. Durante il processo, ha precisato le sue richieste di risarcimento, annullamento e risoluzione. I giudici di merito hanno ritenuto tale precisazione una modifica domanda inammissibile e tardiva. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che la modifica è lecita se le nuove domande sono comunque connesse alla vicenda sostanziale originaria (l'investimento in obbligazioni). La sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello.
Continua »
Notifica cartella esattoriale: firma e validità
La Corte di Cassazione stabilisce che la notifica di una cartella esattoriale, effettuata prima delle riforme del 2006, è valida anche se il familiare convivente che riceve l'atto non appone la propria firma sulla relata. La Corte ha accolto il ricorso dell'agente della riscossione, annullando la decisione di merito che aveva dichiarato nulla la notifica. Secondo i giudici, la normativa all'epoca vigente non prevedeva la firma come requisito di validità, rendendo sufficiente l'attestazione dell'ufficiale notificatore.
Continua »
Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha esaminato il caso di alcuni medici che chiedevano un risarcimento per la mancata remunerazione durante la scuola di specializzazione, in base a vecchie direttive comunitarie. La Corte ha rigettato gran parte dei ricorsi, ribadendo due principi fondamentali: primo, per ottenere il risarcimento, è necessario dimostrare l'equivalenza sostanziale tra la propria specializzazione e quelle elencate nelle direttive; secondo, il diritto al risarcimento è soggetto a prescrizione decennale che decorre dal 27 ottobre 1999. La decisione sottolinea l'importanza dell'onere della prova a carico del medico e consolida un orientamento giuridico ormai stabile sulla remunerazione medici specializzandi.
Continua »
Soccombenza virtuale e spese legali: la Cassazione
Un caso di compravendita immobiliare finisce in tribunale per una disputa sul possesso. Il giudizio si conclude con la cessazione della materia del contendere e la compensazione delle spese. La parte venditrice ricorre in Cassazione chiedendo l'applicazione del principio di soccombenza virtuale per l'addebito delle spese. La Corte Suprema rigetta il ricorso, chiarendo che i 'giusti motivi' per la compensazione delle spese costituiscono una ragione autonoma che deve essere specificamente contestata nell'appello, cosa che non è avvenuta.
Continua »
Specificità motivi appello: la Cassazione chiarisce
Una società ha impugnato avvisi di accertamento per l'imposta comunale sulla pubblicità. Dopo una sentenza sfavorevole in appello, ha fatto ricorso in Cassazione lamentando, tra l'altro, la violazione del principio di specificità dei motivi d'appello da parte dell'ente impositore. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che nel processo tributario, data la sua natura, la riproposizione delle medesime difese del primo grado è sufficiente a soddisfare il requisito della specificità, in quanto l'appello mira a un riesame completo del merito della causa.
Continua »
Inammissibilità appello tributario: la Cassazione decide
Un contribuente impugna un preavviso di fermo amministrativo. La corte d'appello dichiara il ricorso inammissibile per genericità, ma ne esamina anche il merito. La Corte di Cassazione cassa la sentenza, chiarendo che se il giudice esamina il merito, la causa non può essere liquidata per inammissibilità. Viene ribadito che per evitare l'inammissibilità dell'appello tributario, è sufficiente che i motivi siano chiaramente individuabili dall'atto nel suo complesso, senza necessità di formule sacramentali.
Continua »
Fondo patrimoniale: quando è revocabile dal creditore?
La Corte di Cassazione conferma che la creazione di un fondo patrimoniale è un atto a titolo gratuito e, come tale, facilmente revocabile dai creditori. L'ordinanza analizza il caso di una coppia che aveva costituito un fondo per proteggere i propri beni immobiliari, ma la società creditrice ha ottenuto la declaratoria di inefficacia. La Corte rigetta i motivi di ricorso, ribadendo la natura gratuita dell'atto e risolvendo questioni procedurali sulla procura telematica e la prova della cessione del credito.
Continua »
Cessione del credito: le eccezioni del debitore
Un professionista riceve un credito tramite cessione del credito da un'impresa di costruzioni. Il debitore si rifiuta di pagare, contestando l'esistenza stessa del credito. La Corte di Cassazione conferma che il debitore può sollevare contro il nuovo creditore tutte le eccezioni che avrebbe potuto far valere contro quello originario, inclusa la mancata esecuzione della prestazione. Una fattura commerciale, se contestata, non costituisce prova sufficiente del credito. Di conseguenza, il ricorso del nuovo creditore viene respinto.
Continua »