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Art. 342 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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634 provvedimenti

Altri anni per Art. 342 Codice di Procedura Civile

Fattibilità giuridica concordato: la durata del piano
Un'azienda creditrice ha impugnato l'omologazione del concordato preventivo di un'altra società, lamentando l'esclusione del proprio voto per conflitto di interessi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, non sul conflitto, ma sulla questione della durata decennale del piano. La Corte ha stabilito che una durata eccessivamente lunga non attiene alla mera convenienza economica, bensì alla fattibilità giuridica del piano, che il tribunale ha il dovere di verificare. La sentenza chiarisce che la realizzabilità della proposta in tempi ragionevoli è un requisito di legge inderogabile.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2006, notificato nel 2012, sostenendone la tardività. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per il raddoppio dei termini dell'accertamento, secondo la normativa applicabile all'epoca (ratione temporis), era sufficiente la sola esistenza di una violazione che comportasse l'obbligo di denuncia penale, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia stessa.
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Clausola penale per ritardo: limiti di applicabilità
Una società edile si opponeva al pagamento di una penale per il ritardo nella stipula di un contratto definitivo di permuta. Dopo la declaratoria di inammissibilità in appello, la Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che una clausola penale per mero ritardo non può essere applicata all'infinito se l'inadempimento è divenuto definitivo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione nel merito.
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Notifica appello tributario: Cassazione e fascicolo
Una contribuente ricorre in Cassazione lamentando la mancata notifica dell'appello tributario che l'ha vista soccombente in secondo grado, dove era rimasta assente. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito, emette un'ordinanza interlocutoria. Rilevando l'indisponibilità del fascicolo telematico d'appello, la Corte dispone l'acquisizione del fascicolo cartaceo per poter verificare la regolarità delle notifiche e rinvia la causa a nuovo ruolo, sospendendo di fatto il giudizio.
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Errore di fatto in Cassazione: ordinanza revocata
La Corte di Cassazione revoca una propria ordinanza a causa di un errore di fatto. Inizialmente, aveva dichiarato un ricorso improcedibile per il presunto mancato deposito della relata di notifica della sentenza impugnata. Il ricorrente ha però dimostrato, tramite una copia conforme rilasciata dalla stessa cancelleria della Corte, che il documento era stato regolarmente depositato. La Corte, riconosciuto l'errore, ha revocato la precedente decisione e ha riesaminato il ricorso nel merito, rigettandolo.
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Clausola penale e buona fede: la Cassazione decide
In un caso riguardante un contratto preliminare di cessione di quote societarie, la Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola penale non è dovuta se l'inadempimento del debitore è stato causato dal comportamento del creditore contrario a buona fede. La Corte ha ritenuto che la condotta del promittente venditore, caratterizzata da ritardi e mancanza di comunicazione, avesse reso l'inadempimento non imputabile al promissario acquirente, escludendo così il diritto a riscuotere la penale.
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Provvigione mediatore: la prova del nesso causale
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto alla provvigione del mediatore immobiliare anche in caso di pregressa conoscenza tra acquirente e venditore. La sentenza stabilisce che elementi documentali, come la proposta di acquisto sottoscritta su carta intestata dell'agenzia, sono sufficienti a dimostrare il nesso causale tra l'attività del mediatore e la conclusione dell'affare, superando la decisione contraria del primo grado di giudizio.
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Interpretazione testamento: coesistenza e revoca tacita
La Corte di Cassazione affronta un complesso caso di interpretazione testamento, esaminando la compatibilità tra un legato di usufrutto e la successiva costituzione di un fondo patrimoniale. L'ordinanza stabilisce che, in assenza di un'incompatibilità assoluta, le disposizioni successive non comportano una revoca tacita delle precedenti, in applicazione del principio di conservazione della volontà del testatore. La Corte rigetta il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito e chiarendo principi su onere della prova e godimento esclusivo di beni comuni.
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Compenso del mandatario: quando è dovuto?
La Corte di Cassazione chiarisce che il compenso del mandatario non è dovuto se il contratto lo vincola espressamente al conseguimento di un risultato che, invece, viene raggiunto direttamente dal mandante. Anche se il mandatario ha svolto attività preparatoria, la specifica clausola contrattuale prevale, escludendo il diritto alla provvigione qualora il successo dell'operazione non sia direttamente imputabile al suo operato.
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Obblighi informativi banca: risarcimento per bond
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un istituto di credito al risarcimento del danno per la violazione degli obblighi informativi banca relativi all'acquisto di obbligazioni argentine. La sentenza stabilisce che la mancata dimostrazione di aver fornito informazioni specifiche sul rischio giustifica un risarcimento che può equivalere all'intero capitale investito, chiarendo anche aspetti sulla decorrenza e interruzione della prescrizione.
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Notifica società estinta: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una notifica a società estinta a seguito di fusione. L'ordinanza stabilisce la nullità della notifica di una cartella di pagamento inviata a un'entità giuridica non più esistente perché cancellata dal registro delle imprese. La Corte ha annullato la decisione del giudice di secondo grado, che aveva erroneamente considerato tardiva l'eccezione dei contribuenti, poiché questi erano stati impossibilitati a sollevarla prima a causa delle mutevoli difese dell'agente della riscossione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Responsabilità professionale e obbligo di informare
Un servizio di lavanderia è stato ritenuto responsabile per il restringimento di antichi tendaggi, non per un errore tecnico di lavaggio, ma per aver violato la propria responsabilità professionale omettendo di informare il cliente dei rischi connessi. La Cassazione ha confermato che il professionista ha il dovere di valutare e comunicare i pericoli, anche in presenza di difetti preesistenti del bene. Tuttavia, la richiesta di risarcimento del cliente è stata respinta per mancata prova del danno specifico.
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Sanzione disciplinare: i limiti al diritto di critica
Un lavoratore ha impugnato una sanzione disciplinare conservativa (sospensione di 2 giorni) ricevuta per aver espresso critiche nei confronti dell'azienda. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, dichiarando il ricorso del lavoratore inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di verificare la corretta applicazione della legge. Nel caso specifico, i giudici di merito avevano correttamente valutato che la critica del dipendente superava i limiti di pertinenza e continenza, rendendo legittima la sanzione disciplinare.
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Motivazione contraddittoria: sentenza annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado a causa di una motivazione contraddittoria. Il giudice d'appello aveva accolto la tesi dell'Agenzia delle Entrate su un aspetto procedurale, ma aveva poi rigettato l'intero gravame senza esaminare il merito della controversia fiscale. La Suprema Corte ha ritenuto tale costruzione logica incomprensibile, affermando che la contraddizione interna viola il requisito minimo costituzionale della motivazione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Litisconsorzio necessario e fallimento di società
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14412/2025, chiarisce che nel procedimento per la dichiarazione di fallimento di una società di fatto non sussiste un litisconsorzio necessario tra tutti i soci. La Corte ha stabilito che l'accertamento del rapporto sociale è solo strumentale alla decisione sul fallimento e non richiede la partecipazione di tutti i presunti soci. Di conseguenza, ha cassato la sentenza d'appello che aveva dichiarato inammissibile l'impugnazione per mancata integrazione del contraddittorio, rinviando la causa per un nuovo esame nel merito.
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Azione di responsabilità: l’appello deve essere specifico
La Cassazione ha respinto il ricorso di un ex amministratore contro una condanna per l'azione di responsabilità promossa dalla curatela fallimentare. L'appello era stato dichiarato inammissibile per genericità, e la Corte ha confermato la validità dell'azione del curatore anche senza il parere del comitato dei creditori, se non reclamato, e ha ribadito l'unitarietà dell'azione.
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Fondo di Garanzia INPS: titolo esecutivo necessario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23619/2025, ha ribadito un principio fondamentale per l'accesso al Fondo di Garanzia INPS: è necessario che il lavoratore possieda un titolo esecutivo che accerti il proprio credito verso il datore di lavoro. Questa condizione sussiste anche nel caso in cui la società datrice sia stata dichiarata fallita e la procedura concorsuale si sia conclusa per insufficienza di attivo. La Corte ha rigettato il ricorso di una lavoratrice, sostenendo che l'impossibilità di ottenere un titolo non giustifica una deroga ai requisiti di legge, posti a tutela delle risorse pubbliche e per evitare domande meramente esplorative.
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Specificità motivi appello: la guida completa
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza d'appello che aveva già sancito l'inammissibilità del gravame per difetto di specificità dei motivi. La Corte ribadisce che, per contestare tale vizio, è necessario riportare nel ricorso per cassazione i motivi d'appello originari per dimostrarne la presunta specificità, pena una nuova declaratoria di inammissibilità.
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Motivi di appello: specificità e divieto di mutatio libelli
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello, stabilendo che i motivi di appello erano sufficientemente specifici e che il giudice di primo grado aveva violato il divieto di 'mutatio libelli'. Il caso riguardava un'azione del curatore fallimentare per la cessione di un'auto, originariamente qualificata come atto a titolo gratuito (art. 64 l.fall.) e poi decisa come se fosse un'azione revocatoria (art. 67 l.fall.), che costituisce una domanda diversa e inammissibile.
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Onere della prova nella ripetizione di indebito: analisi
Un'associazione di farmacie ha citato in giudizio un'autorità sanitaria per la restituzione di trattenute ritenute eccessive. La Corte d'Appello, pur riconoscendo l'errata interpretazione della legge da parte dell'ente, ha respinto la domanda per mancanza di prove adeguate da parte dei richiedenti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile e ribadendo il principio fondamentale secondo cui, nelle azioni di ripetizione di indebito, l'onere della prova grava interamente su chi agisce in giudizio.
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