Un uomo, accusato di truffa aggravata dalla recidiva per fatti commessi nel 2013, era stato condannato nei primi due gradi di giudizio. Durante il ricorso in Cassazione, la vittima ha presentato la remissione della querela, accettata dall'imputato. La Suprema Corte ha dovuto stabilire se applicare la legge del 2019, che rende la truffa aggravata procedibile d'ufficio, o la legge precedente, più favorevole, che richiedeva la querela. I giudici hanno stabilito che si applica la norma previgente perché più favorevole al reo. Di conseguenza, la remissione della querela ha estinto il reato. La Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna, ponendo fine al processo.
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