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Art. 339 Codice Penale

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264 provvedimenti

Resistenza a pubblico ufficiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 590/2025, ha confermato la condanna per resistenza a pubblico ufficiale a carico di tre manifestanti. La Corte ha stabilito che partecipare attivamente a un'azione collettiva di scontro con le forze dell'ordine, anche senza compiere personalmente atti di violenza, integra il reato. È stato ritenuto sufficiente 'fronteggiare' la polizia in prima fila per configurare una condotta penalmente rilevante, rafforzando l'azione del gruppo. La sentenza ha inoltre validato l'identificazione degli imputati basata sulle testimonianze degli agenti che li avevano riconosciuti tramite video e fotografie.
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Aggravante metodo mafioso: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di tre imputati e dichiarato inammissibile quello di un quarto, confermando le condanne per reati gravissimi tra cui tentato omicidio plurimo e rapina. La sentenza si sofferma sull'applicazione dell'aggravante del metodo mafioso, chiarendo che essa sussiste quando le modalità esecutive del reato evocano la forza intimidatrice tipica delle associazioni criminali. Viene inoltre ribadito il principio secondo cui il vizio di travisamento della prova non è ammissibile in caso di doppia conforme, ovvero quando due sentenze di merito giungono alla stessa conclusione.
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Violenza privata: quando la minaccia è reato più grave
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante una condanna per tentata violenza privata. L'imputato chiedeva la riqualificazione del fatto in minaccia, ma la Corte ha ritenuto il ricorso infondato, poiché la condotta era volta a coartare la volontà della vittima, e privo di interesse, dato che la pena inflitta sarebbe stata congrua anche per il reato di minaccia aggravata dall'uso di un martello.
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Sospensione procedimento disciplinare: quando è lecita?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della sospensione del procedimento disciplinare a carico di un'infermiera, in attesa della conclusione di un processo penale per gli stessi fatti. La sentenza chiarisce che, nonostante il principio di autonomia tra i due procedimenti, la Pubblica Amministrazione ha la facoltà discrezionale di sospendere l'azione disciplinare in casi di particolare complessità, senza che ciò violi le norme vigenti.
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