LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 335 Codice di Procedura Penale

Pagina 6 di 14

269 provvedimenti

Atto abnorme: GIP non può ordinare imputazione coatta
A seguito di una richiesta di archiviazione, il GIP di Milano ordinava l'iscrizione di un nuovo indagato e la sua contestuale imputazione coatta. Il Pubblico Ministero ha impugnato il provvedimento, ritenendolo un atto abnorme. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando l'ordine di imputazione coatta. La Corte ha stabilito che, sebbene il GIP possa ordinare l'iscrizione di un nuovo indagato, non può forzarne l'imputazione, poiché tale potere spetta esclusivamente al PM, configurando altrimenti un'invasione di competenze.
Continua »
Utilizzabilità chat criptate e termini indagini
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro una misura cautelare basata su prove da chat criptate. La Corte ha stabilito che l'iscrizione di una nuova indagine per lo stesso reato associativo, ma con un ruolo apicale diverso e più grave, non viola i termini di durata massima delle indagini preliminari. Si tratta infatti di un'iscrizione autonoma. Ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo sull'utilizzabilità chat criptate perché l'eccezione non era stata correttamente sollevata e provata in sede di riesame.
Continua »
Utilizzabilità prove penali: la Cassazione sui chat
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di custodia cautelare. L'imputato sosteneva l'inutilizzabilità delle prove penali, in particolare chat criptate, ottenute dopo la scadenza dei termini di indagine di un precedente procedimento. La Corte ha stabilito che la nuova iscrizione era legittima trattandosi di fatti nuovi e diversi. Ha inoltre confermato che l'onere di provare l'illegittima acquisizione di prove dall'estero spetta alla difesa e che, in ogni caso, la decisione era supportata da altre prove sufficienti (prova di resistenza).
Continua »
Imputazione coatta: i limiti del GIP sui poteri del PM
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un Giudice per le indagini preliminari (GIP) che, rigettando una richiesta di archiviazione per un incidente stradale mortale, aveva ordinato al Pubblico Ministero (PM) non solo di svolgere ulteriori indagini per identificare nuovi responsabili, ma anche di formulare contestualmente una imputazione coatta nei loro confronti. La Corte ha ritenuto il provvedimento "abnorme", in quanto costituisce un'indebita ingerenza nei poteri esclusivi del PM e una grave violazione del diritto di difesa di soggetti non ancora identificati né sottoposti a indagini.
Continua »
Utilizzabilità intercettazioni SKY ECC: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per associazione finalizzata al traffico internazionale di cocaina, confermando la misura cautelare in carcere. La Corte ha stabilito la piena utilizzabilità delle intercettazioni SKY ECC acquisite dalla Francia tramite Ordine Europeo di Indagine (OEI), qualificandole come acquisizione di prove documentali e non come intercettazioni da autorizzare ex novo. Ha inoltre escluso la violazione del principio del 'ne bis in idem', poiché il procedimento pendente in Belgio non si era concluso con una sentenza definitiva e riguardava fatti parzialmente diversi.
Continua »
Associazione a delinquere stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di far parte di un'associazione a delinquere stupefacenti. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del Tribunale del riesame sulla sussistenza di gravi indizi di colpevolezza, basati su intercettazioni e sul ruolo di finanziatore e garante della 'copertura' criminale del sodalizio, confermando la validità della misura.
Continua »
Iscrizione delibera scioglimento: quando è efficace?
Una società dichiarata fallita sosteneva di essere già in liquidazione in virtù del solo deposito della delibera di scioglimento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12156/2024, ha stabilito che l'iscrizione delibera scioglimento nel Registro Imprese ha efficacia costitutiva. Pertanto, solo da quel momento la società può considerarsi in liquidazione verso i terzi. Di conseguenza, lo stato di insolvenza è stato correttamente valutato secondo i criteri di un'impresa attiva e non in base al patrimonio.
Continua »
Rescissione del giudicato: l’onere della prova
La Cassazione ha respinto un ricorso per rescissione del giudicato, stabilendo che la nomina di un difensore di fiducia e l'elezione di domicilio presso il suo studio costituiscono prove della conoscenza del processo. L'imputato ha l'onere di mantenere i contatti con il proprio legale e non può invocare l'ignoranza incolpevole se dimostra disinteresse, anche in caso di rinuncia al mandato da parte del difensore.
Continua »
Aggravante mafiosa: prova insufficiente, la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza di custodia cautelare per reati finanziari, tra cui autoriciclaggio e intestazione fittizia. Il punto cruciale della decisione è la motivazione, ritenuta illogica e carente, riguardo la sussistenza dell'aggravante mafiosa. La Suprema Corte ha stabilito che la mera vicinanza di un coimputato a una fazione criminale non è sufficiente a dimostrare la finalità specifica di agevolare un'altra fazione, come contestato dall'accusa. Il caso è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame che dovrà applicare un maggior rigore probatorio.
Continua »
Sequestro probatorio nullo senza notitia criminis
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro probatorio a carico di un candidato a un concorso pubblico, il cui telefono era stato sequestrato sulla base di una denuncia anonima. La Corte ha stabilito che un'informativa anonima può solo stimolare indagini, ma non può fondare un sequestro se le successive verifiche producono solo elementi neutri, incapaci di configurare una concreta 'notitia criminis' e il necessario 'fumus commissi delicti'.
Continua »
Provvedimento abnorme: i poteri del GIP in esame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza del GIP. L'ordinanza aveva respinto la richiesta di archiviazione per il reato di autoriciclaggio, ordinando al P.M. di svolgere nuove indagini e di iscrivere l'indagato per un ulteriore reato fiscale. La Corte ha stabilito che tale atto non costituisce un provvedimento abnorme, poiché il GIP ha agito nell'ambito dei poteri conferitigli dalla legge, senza paralizzare il processo né violare il diritto di difesa.
Continua »
Competenza territoriale reati tributari: la Cassazione
Un imprenditore, condannato per vari reati fiscali tra cui l'emissione di fatture false e l'omissione di dichiarazioni, ha impugnato la sentenza in Cassazione eccependo l'incompetenza territoriale del giudice di primo grado. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, fornendo chiarimenti cruciali sulla competenza territoriale reati tributari. In caso di reati connessi, si applicano le regole ordinarie che privilegiano il reato più grave o, a parità, il primo commesso. La Corte ha inoltre specificato che il delitto di emissione di fatture false si consuma con l'ultimo episodio, radicando la competenza nel luogo in cui è avvenuto quest'ultimo, confermando così la correttezza della decisione dei giudici di merito.
Continua »
Termine indagini: legittima la nuova iscrizione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato che lamentava l'inutilizzabilità delle prove raccolte oltre il termine indagini. La Corte ha chiarito che l'emersione di fatti-reato nuovi e distinti, anche nei confronti dello stesso soggetto, legittima una nuova e autonoma iscrizione nel registro delle notizie di reato, con un conseguente nuovo termine per le indagini, rendendo utilizzabili gli elementi raccolti.
Continua »
Custodia cautelare e termini: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la retrodatazione dei termini di custodia cautelare. La Corte ha chiarito che, in caso di due ordinanze emesse in procedimenti penali diversi, la retrodatazione è possibile solo se gli elementi per la seconda misura erano già desumibili dagli atti del primo procedimento con una specifica valenza indiziaria, non essendo sufficiente la mera conoscenza dei fatti. Nel caso specifico, le prove decisive sono emerse solo anni dopo la prima ordinanza, giustificando la decisione.
Continua »
Contestazione a Catena: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato che chiedeva l'annullamento di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. L'imputato sosteneva l'inefficacia della misura per via della cosiddetta "contestazione a catena", ritenendo che i termini di custodia fossero già scaduti. La Corte ha chiarito che la retrodatazione dei termini non si applica se il secondo reato (in questo caso, associativo) è stato commesso in un'epoca successiva al primo. Inoltre, ha confermato la massima misura cautelare data la pericolosità del soggetto, che aveva commesso i nuovi fatti mentre si trovava già agli arresti domiciliari.
Continua »
Confisca per equivalente: Limiti e Proporzionalità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 993/2026, interviene su un caso di reato tributario commesso in concorso. Viene annullato un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, poiché applicato per l'intero importo del profitto a ciascun indagato. La Corte ribadisce che, esclusa ogni forma di solidarietà passiva, la misura deve essere proporzionata alla quota di profitto effettivamente conseguita da ogni singolo concorrente.
Continua »
Sequestro per equivalente: no alla solidarietà passiva
La Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro per equivalente per reati fiscali. Il sequestro era stato applicato per l'intero profitto a uno dei co-indagati, in violazione del principio che esclude la solidarietà passiva e impone di commisurare la misura alla quota di profitto effettivamente conseguita da ciascuno. Confermato invece il rigetto degli altri motivi su competenza territoriale e sussidiarietà del sequestro.
Continua »
Durata indagini preliminari: quando sono utilizzabili?
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla complessa questione della durata indagini preliminari nei reati associativi permanenti. La sentenza stabilisce che, anche dopo la scadenza del termine massimo, l'emersione di nuovi elementi che attestano la prosecuzione del reato può legittimare una nuova iscrizione nel registro degli indagati, facendo decorrere un nuovo termine e rendendo utilizzabili gli atti successivi. Il ricorso è stato rigettato su questo punto, ma accolto per un vizio di manifesta illogicità relativo a capi d'imputazione per estorsione.
Continua »
Deposito appello penale: la PEC è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità del deposito appello penale effettuato tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) nel periodo transitorio. Un appello, inizialmente dichiarato inammissibile dalla Corte d'Appello perché depositato via PEC, è stato ritenuto valido dalla Cassazione, che ha annullato la precedente ordinanza. La Suprema Corte ha chiarito che, fino al 31 marzo 2025, per specifici procedimenti come il rito abbreviato, il deposito con modalità non telematiche, inclusa la PEC, era ancora consentito.
Continua »
Confisca e terzo proprietario: l’opposizione è il rimedio
L'Agenzia per i beni confiscati ricorre contro la revoca di una confisca di beni immobili, disposta a favore di un istituto terzo proprietario. La Corte di Cassazione, analizzando il caso di una confisca disposta prima dell'entrata in vigore delle tutele per i terzi, chiarisce che il rimedio corretto non è il ricorso per cassazione ma l'opposizione. L'ordinanza viene quindi riqualificata e gli atti rinviati alla Corte d'Appello.
Continua »