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Art. 322 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

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136 provvedimenti

Altri anni per Art. 322 Codice di Procedura Penale

Impugnazione sequestro preventivo: interesse ad agire
Un individuo ricorre contro il sequestro preventivo di un immobile di edilizia pubblica da lui occupato senza titolo. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che per l'impugnazione del sequestro preventivo non è sufficiente essere l'indagato, ma è necessario dimostrare un interesse concreto e attuale alla restituzione del bene. Mancando un titolo giuridico che giustifichi la restituzione in suo favore, l'occupante abusivo è privo di tale interesse e, di conseguenza, della facoltà di impugnare.
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Interesse ad impugnare: no al ricorso senza titolo
Una persona che occupa un alloggio pubblico senza un titolo legittimo ha impugnato il sequestro preventivo dell'immobile, invocando lo stato di necessità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di un concreto interesse ad impugnare, poiché l'annullamento del sequestro non le avrebbe conferito alcun diritto alla restituzione del bene, che appartiene a un Ente Pubblico.
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Sequestro preventivo e interesse all’impugnazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una persona che occupava un immobile pubblico. La Corte stabilisce che chi non ha un titolo giuridico valido (proprietà, detenzione qualificata) non ha l'interesse necessario per impugnare un sequestro preventivo, poiché la restituzione del bene non potrebbe comunque avvenire in suo favore.
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Interesse ad impugnare: quando il riesame è valido?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità emessa dal Tribunale del Riesame. Quest'ultimo aveva erroneamente respinto un ricorso contro un sequestro preventivo, presumendo la sua non esecuzione e quindi la mancanza di un interesse ad impugnare. La Suprema Corte ha stabilito che, essendo il sequestro stato effettivamente eseguito, l'interesse era concreto e attuale, rendendo illegittima la decisione presa senza un'udienza in contraddittorio.
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Ricusazione giudice: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un'istanza di ricusazione del giudice a causa di un errore formale cruciale: la mancata allegazione del provvedimento ritenuto pregiudizievole. Il caso riguardava due imputati per autoriciclaggio che contestavano la parzialità dei giudici, i quali si erano già espressi in una fase cautelare. La sentenza sottolinea il rigore formale della procedura di ricusazione, evidenziando che gli errori procedurali, come l'omessa o errata produzione di documenti, non possono essere sanati d'ufficio e portano al rigetto dell'istanza senza esame nel merito.
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Sequestro preventivo: appello inammissibile se manchi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36204/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo presentato da un soggetto che occupava un immobile senza esserne proprietario. La Corte ha stabilito che, per poter impugnare la misura, non basta essere l'indagato, ma è necessario dimostrare un interesse concreto e attuale, ovvero il diritto a ottenere la restituzione del bene in caso di annullamento del sequestro. Mancando tale presupposto, il ricorso è stato respinto per difetto di legittimazione.
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Interesse ad impugnare: quando si può ricorrere?
Un soggetto indagato per l'occupazione abusiva di un immobile di edilizia pubblica ricorre contro il sequestro preventivo del bene. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per mancanza di un concreto interesse ad impugnare. Poiché l'indagato non è proprietario né titolare di alcun diritto sull'immobile, non avrebbe diritto alla sua restituzione nemmeno in caso di annullamento del sequestro, venendo così a mancare il presupposto essenziale per poter contestare la misura cautelare.
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Notifica al co-difensore: l’udienza è nulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo milionario per un vizio di procedura: la mancata notifica al co-difensore dell'avviso di fissazione dell'udienza. La Corte ha stabilito che tale omissione costituisce una nullità a regime intermedio. Poiché il difensore presente in udienza ha sollevato tempestivamente l'eccezione, la nullità non è stata sanata, rendendo necessario l'annullamento del provvedimento e la restituzione degli atti al Tribunale del riesame per un nuovo giudizio. Gli altri motivi di ricorso sono stati assorbiti dalla decisione su questo punto preliminare.
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Interesse all’impugnazione: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona contro il sequestro preventivo di un immobile di edilizia residenziale pubblica. La ricorrente, pur essendo indagata per occupazione abusiva, non aveva un titolo giuridico qualificato sull'immobile. La Corte ha stabilito che manca l'interesse all'impugnazione quando l'annullamento del sequestro non comporterebbe la restituzione del bene all'indagato, poiché l'assegnazione di tali alloggi segue procedure pubbliche specifiche.
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Sequestro probatorio smartphone: la Cassazione decide
Un indagato per reati associativi e patrimoniali ricorre in Cassazione contro il sequestro di due smartphone, uno dei quali in uso alla moglie. Il ricorso contesta la legittimità e proporzionalità del sequestro probatorio dello smartphone. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, confermando la legittimità dell'acquisizione integrale dei dati del dispositivo se motivata da esigenze investigative, anche se l'analisi e la selezione dei dati pertinenti debbano avvenire in un secondo momento. La Corte ribadisce inoltre che il ritardo nel deposito dell'ordinanza del riesame non invalida un sequestro probatorio.
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Fumus commissi delicti: contanti e ricettazione
La Cassazione conferma il sequestro di circa 600.000 euro in contanti trovati in possesso di una donna con redditi minimi. La Corte ha ritenuto sussistente il fumus commissi delicti del reato di ricettazione con presupposto di evasione fiscale, basandosi su un quadro indiziario grave, preciso e concordante, nonostante l'assenza di una prova diretta sull'origine del denaro.
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Interesse a ricorrere: appello nullo per beni altrui
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un sequestro preventivo. L'indagato sosteneva che i beni sequestrati (un bracciale e del contante) appartenessero alla moglie. Secondo la Corte, negando la proprietà, l'indagato dimostra di non avere un 'interesse a ricorrere', poiché l'obiettivo dell'impugnazione è la restituzione dei beni, un risultato a cui non avrebbe diritto.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo sul denaro?
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo di 75.000 euro in contanti, ritenendolo legittimo sulla base di un quadro indiziario solido. La decisione sottolinea che, per procedere con la misura cautelare, non è necessaria la prova diretta del reato presupposto (nel caso specifico, la ricettazione), ma è sufficiente un insieme di elementi gravi, precisi e concordanti, come l'ingente somma, lo stato di disoccupazione dell'indagata, l'assenza di giustificazioni lecite e la frequentazione di soggetti legati alla criminalità organizzata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Ricorso per abnormità: atto di P.G. è inammissibile
Una società ha impugnato direttamente in Cassazione un verbale di sequestro redatto dalla polizia giudiziaria, sostenendone l'abnormità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per abnormità inammissibile, chiarendo che tale rimedio eccezionale è esperibile solo contro provvedimenti dell'autorità giudiziaria (giudice o P.M.) e non contro atti della polizia giudiziaria. La sentenza sottolinea che esistono rimedi specifici, come l'istanza di revoca al P.M., per contestare tali atti.
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Legittimazione impugnazione: chi può opporsi al sequestro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato, socio unico e legale rappresentante di una società, avverso un sequestro preventivo sul conto corrente della stessa. La sentenza ribadisce che la legittimazione all'impugnazione spetta unicamente al titolare del bene (la società), non al socio in proprio, il quale non vanta un interesse giuridicamente tutelato alla restituzione. L'appello deve essere proposto formalmente in nome e per conto dell'ente.
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Interesse ad impugnare: sequestro e occupante abusivo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15156/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo che, in qualità di occupante abusivo, aveva impugnato il sequestro preventivo di un immobile. La Corte ha chiarito che, per avere un valido interesse ad impugnare, non basta essere l'indagato, ma è necessario dimostrare un interesse concreto e attuale alla restituzione del bene, diritto che non spetta all'occupante senza titolo.
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Rappresentanza legale ente: nomina difensore e conflitto
La Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due società contro un sequestro, poiché i difensori erano stati nominati dagli amministratori, a loro volta indagati per i reati presupposto. Si configura un insanabile conflitto di interessi che viola la corretta rappresentanza legale ente prevista dal D.Lgs. 231/2001.
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Rinuncia al ricorso: niente sanzione se tempestiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un appello a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente. La sentenza stabilisce un principio importante: se la rinuncia è comunicata tempestivamente, il ricorrente è condannato al solo pagamento delle spese processuali, ma non alla sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, poiché non viene ravvisata una colpa nella sua condotta.
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Riesame sequestro preventivo: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità relativa a un riesame di sequestro preventivo. Il Tribunale del riesame aveva erroneamente negato l'interesse ad agire dell'indagato, presumendo la mancata esecuzione del sequestro. La Suprema Corte ha chiarito che il Tribunale ha il dovere di verificare d'ufficio l'avvenuta esecuzione, poiché l'onere di trasmettere gli atti non grava sul ricorrente ma sull'autorità procedente.
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Rinuncia al ricorso: quando si evitano le sanzioni?
Un indagato propone ricorso in Cassazione contro un'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile la sua impugnazione contro un decreto di sequestro preventivo. Tuttavia, prima dell'udienza, l'indagato presenta una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte stabilisce che, in questo caso, il ricorrente deve pagare solo le spese processuali, ma non la sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende, poiché la rinuncia tempestiva esclude una colpa nell'impugnazione.
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