Durante una perquisizione, le forze dell'ordine hanno trovato nell'abitazione e nello scooter di un barbiere oltre due chilogrammi di hashish e 5.145 euro in contanti. Il Giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo del denaro per sproporzione rispetto al reddito dichiarato. L'indagato ha fatto ricorso sostenendo che il denaro derivasse dalla sua attività lavorativa, anche se parzialmente non dichiarata, e che non vi fosse un legame diretto tra i contanti e la detenzione della droga. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la misura. I giudici hanno chiarito che, sebbene il denaro non sia l'immediato profitto del reato di detenzione di stupefacenti, il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione è pienamente legittimo quando vi è un divario evidente tra i beni posseduti e i redditi ufficiali, non potendo i guadagni in nero giustificare la provenienza lecita delle somme.
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