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Art. 321 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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510 provvedimenti

Altri anni per Art. 321 Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo auto: uso occasionale non basta
La Corte di Cassazione annulla il sequestro preventivo di un'autovettura utilizzata una sola volta nell'ambito di un'attività di contrabbando. La Corte ha stabilito che per giustificare un sequestro impeditivo è indispensabile un legame strumentale essenziale e non occasionale tra il bene e il reato, ritenendo insufficiente un singolo episodio di utilizzo.
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Sequestro preventivo: no all’auto se l’uso è solo uno
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo a carico di un'autovettura di proprietà di una persona estranea ai fatti. Il veicolo era stato utilizzato dal coniuge in una sola occasione per un'attività di contrabbando. La Corte ha stabilito che, per essere legittimo, il sequestro preventivo richiede un vincolo di strumentalità essenziale e non meramente occasionale tra il bene e il reato, vincolo che il giudice del riesame non aveva adeguatamente motivato.
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Sequestro preventivo: quando è legittimo sul denaro?
La Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo su una somma di denaro trovata a casa di un imprenditore. La Corte ha stabilito che per sequestrare il denaro del presunto corruttore non basta un sospetto generico, ma serve una prova concreta del nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato di corruzione contestato.
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Sequestro preventivo: la disponibilità del bene prevale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di un'autovettura di lusso. Sebbene il veicolo fosse intestato al ricorrente, la sua effettiva disponibilità era del figlio, indagato per riciclaggio. L'impugnazione è stata respinta perché contestava la motivazione della decisione, un vizio non deducibile in sede di legittimità per questa materia, se non in casi eccezionali.
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Autoriciclaggio e Contravvenzione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 41136/2025, interviene su un complesso caso di sequestro preventivo per reati tributari, contrabbando e autoriciclaggio. La pronuncia stabilisce un principio fondamentale: una contravvenzione, come il contrabbando 'peculiare', non può costituire il reato presupposto per l'autoriciclaggio se la pena edittale non è superiore nel massimo a un anno di arresto. La Corte ha quindi annullato parzialmente il sequestro, accogliendo anche il motivo relativo al rischio di duplicazione del vincolo ablativo, laddove lo stesso valore economico veniva sequestrato sia come profitto del reato presupposto sia come prodotto dell'autoriciclaggio. Ha invece respinto le doglianze sull'omessa dichiarazione IVA, chiarendo la distinzione tra scadenze fiscali diverse.
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Autoriciclaggio: quando il sequestro è legittimo?
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di autoriciclaggio in ambito familiare, sorto da un precedente reato di corruzione tra privati. Un dirigente, con l'aiuto dei familiari, avrebbe riciclato proventi illeciti attraverso una società, distribuendoli come dividendi. La Corte ha confermato l'impianto accusatorio per il reato di autoriciclaggio, rigettando le questioni su competenza e sussistenza del reato. Tuttavia, ha annullato con rinvio la decisione sul sequestro per due dei familiari, ordinando al Tribunale di quantificare esattamente le somme confiscabili, distinguendo con precisione tra 'prodotto' e 'profitto' del reato e individuando solo le somme effettivamente reinvestite in attività economiche.
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Sequestro preventivo: motivi di ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Le eccezioni procedurali, se non sollevate tempestivamente, si considerano sanate. Per la Cassazione, la valutazione del *fumus commissi delicti* nel sequestro preventivo non può essere riesaminata nel merito se la motivazione del giudice non è meramente apparente.
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Sequestro preventivo: legittimo per soldi nascosti
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo di 48.000 euro trovati nascosti in un vano segreto di un furgone. Secondo la Corte, per procedere con la misura cautelare in un caso di ricettazione, non è necessaria la prova certa del reato presupposto. L'occultamento del denaro e l'assenza di giustificazioni sulla sua provenienza costituiscono indizi sufficienti (fumus commissi delicti) per giustificare il sequestro in fase di indagini preliminari.
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Inammissibilità ricorso: l’interesse a impugnare
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40849/2025, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un indagato contro un'ordinanza di arresti domiciliari. La decisione si fonda sulla carenza di interesse ad agire: l'indagato non ha specificato che l'impugnazione mirava a ottenere una futura riparazione per ingiusta detenzione, requisito fondamentale quando si contesta un provvedimento emesso da un giudice poi dichiarato incompetente.
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Sequestro preventivo: la motivazione può bastare
La Cassazione chiarisce i poteri del giudice del riesame in materia di sequestro preventivo. Se la motivazione sul periculum in mora è presente, anche se concisa, il tribunale non può annullare il provvedimento per carenza di motivazione, ma ha il dovere di integrarla. Annullata l'ordinanza che aveva liberato beni sequestrati.
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Fumus commissi delicti: la Cassazione e l’abuso edilizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo per un presunto abuso edilizio. La Corte ha confermato la legittimità del provvedimento, chiarendo che la sussistenza del 'fumus commissi delicti' per il reato edilizio può essere valutata autonomamente rispetto a un'altra accusa di falsità, anche se connessa. La decisione sottolinea che il ricorso in Cassazione è limitato alle violazioni di legge e non può riesaminare il merito dei fatti già valutati dal giudice del riesame.
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Sequestro preventivo abuso edilizio: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma il sequestro preventivo di un'area trasformata da parcheggio a sala ristorante in zona a vincolo paesaggistico. Il ricorso della società proprietaria è stato dichiarato inammissibile, in quanto la chiusura perimetrale di una tettoia, anche se precedentemente condonata, costituisce una nuova costruzione che richiede specifici permessi. La Corte ha ritenuto sussistente sia il 'fumus commissi delicti' per i reati edilizi e paesaggistici, sia il 'periculum in mora' legato all'aumento del carico urbanistico e al danno all'ecosistema protetto.
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Sequestro preventivo terzo: quando la buona fede non basta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società terza acquirente di beni sottoposti a sequestro preventivo. Il caso riguarda macchinari distratti da una società fallita tramite una vendita fittizia. La Corte sottolinea che, in ambito penale, la buona fede del terzo è esclusa anche in caso di colposa inosservanza delle regole di cautela. I legami di parentela tra gli amministratori e le modalità sospette della transazione sono stati decisivi per negare la buona fede e confermare il sequestro preventivo terzo.
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Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame cautelare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo. La sentenza ribadisce che il ricorso in Cassazione in materia cautelare è consentito solo per violazioni di legge e non per contestare la valutazione dei fatti operata dal Tribunale del riesame, il quale ha il dovere di verificare in concreto la sussistenza del 'fumus commissi delicti' sulla base degli elementi forniti dalle parti.
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Aggravante metodo mafioso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una serie di ricorsi presentati da diversi imputati condannati per reati gravi, tra cui estorsione e usura, aggravati dal cosiddetto 'metodo mafioso'. La sentenza analizza in dettaglio i presupposti per l'applicazione dell'aggravante del metodo mafioso, chiarendo che non è necessaria l'appartenenza formale a un clan. La Corte ha dichiarato inammissibili alcuni ricorsi, mentre per altri ha disposto l'annullamento con rinvio alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su specifici punti, come la sussistenza di alcune aggravanti o la concessione delle attenuanti generiche. Un capo d'imputazione per un ricorrente è stato annullato senza rinvio per intervenuta prescrizione.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e sequestro
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso un'ordinanza di sequestro preventivo di un locale pubblico. La ragione risiede nel fatto che l'appellante ha sollevato per la prima volta in sede di Cassazione un motivo di doglianza non presentato al Tribunale del Riesame, violando così il principio della "catena devolutiva". La sentenza sottolinea l'importanza di articolare tutte le contestazioni fin dalle prime fasi del procedimento cautelare.
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Terzo interessato sequestro: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo interessato avverso un'ordinanza di sequestro preventivo. La ricorrente, coniuge dell'indagato principale, contestava la misura cautelare sui beni a lei intestati. La Suprema Corte ha ribadito che il terzo interessato può far valere in sede di legittimità unicamente la propria effettiva titolarità o disponibilità del bene e l'assenza di un suo contributo al reato, ma non può contestare l'esistenza dei presupposti della misura cautelare nei confronti dell'indagato.
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Sequestro per equivalente: limiti e ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro per equivalente esteso ai beni di una società. La sentenza chiarisce che le questioni relative alle modalità esecutive del sequestro, come l'aggressione di beni di un soggetto terzo, non possono essere fatte valere con il riesame ma con l'apposito incidente di esecuzione. Viene inoltre confermata la regola sulla competenza territoriale per il reato di corruzione, radicata nel luogo di consumazione del reato.
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Periculum in mora: non basta la gravità del reato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo in un caso di corruzione. La decisione sottolinea che il 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni, non può essere presunto dalla sola gravità del reato o dalla spregiudicatezza dell'indagato, ma deve essere specificamente motivato dal giudice con elementi concreti.
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Sequestro preventivo e fallimento: chi prevale?
La Cassazione chiarisce i rapporti tra sequestro preventivo penale e liquidazione giudiziale. In un caso di presunta distrazione di un'azienda in favore di una nuova società, la Corte ha annullato l'ordinanza che restituiva i beni sequestrati all'indagata invece che al curatore fallimentare. Viene stabilito che la prevalenza della procedura concorsuale sul sequestro preventivo si applica solo ai beni già presenti nel patrimonio del debitore e che solo il curatore, a tutela dei creditori, può chiederne la restituzione.
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