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Art. 316-bis Codice Penale

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84 provvedimenti

Appalti pubblici e truffa: la differenza con il 640-bis
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10881/2025, si è pronunciata su un complesso caso di appalti pubblici e truffa legati alla gestione di centri di accoglienza. La Corte ha confermato la decisione di secondo grado, riqualificando il reato da truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.) a truffa semplice (art. 640 c.p.). La motivazione risiede nella natura del rapporto tra ente pubblico e gestori, identificato come un appalto di servizi e non come l'erogazione di un contributo o finanziamento. Questa distinzione si è rivelata cruciale, poiché ha determinato l'inutilizzabilità delle intercettazioni, prova cardine dell'accusa, portando all'assoluzione di numerosi imputati.
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Malversazione e Riciclaggio: La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso contro un sequestro preventivo per riciclaggio. La sentenza chiarisce che il reato presupposto di malversazione si perfeziona con la distrazione dei fondi, non alla scadenza del termine per la loro destinazione. Le questioni sulla proporzionalità del sequestro, secondo la Corte, vanno sollevate in fase esecutiva e non in sede di riesame.
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Pericolosità sociale: la Cassazione chiarisce i criteri
La Corte di Cassazione ha confermato una misura di prevenzione della sorveglianza speciale nei confronti di un professionista, chiarendo importanti principi sulla valutazione della pericolosità sociale. La Corte ha stabilito che le norme sulle misure di prevenzione non sono soggette al principio di irretroattività, che la valutazione del reddito da attività illecite deve essere complessiva e non esclude chi possiede anche ingenti fonti lecite, e che la collaborazione con la giustizia non è di per sé sufficiente a dimostrare la cessazione della pericolosità attuale.
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Sequestro per equivalente: gerarchia e onere di prova
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo, stabilendo una chiara gerarchia nell'aggressione dei patrimoni. In caso di reato commesso a vantaggio di una società, si deve procedere prima con il sequestro diretto del profitto presso l'ente, poi con il sequestro per equivalente sui beni della stessa società e, solo in via residuale, sui beni dell'amministratore. La Corte ribadisce inoltre la necessità di una motivazione specifica sul 'periculum in mora', non potendo essere automatica.
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