Nel corso di una violenta lite presso un distributore di carburante, l'Aggressore colpisce l'Indagato con ripetuti pugni al volto. Una volta divincolatosi, l'Indagato estrae una pistola clandestina ed esplode tre colpi: i primi alle gambe e l'ultimo, dopo una breve esitazione, direttamente al volto della vittima ormai distante. Il Tribunale del Riesame conferma la custodia cautelare in carcere per il reato di tentato omicidio. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'Indagato. I giudici di legittimit escludono la legittima difesa e l'eccesso colposo, evidenziando che l'ultimo colpo stato sparato quando l'aggressione fisica era ormai cessata e la vittima non rappresentava pi un pericolo immediato. Viene inoltre respinta la richiesta di scarcerazione per motivi di salute (asma), da farsi valere con apposita istanza di revoca o sostituzione della misura e non in sede di riesame.
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