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Art. 3 Costituzione — Anno 2025

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1535 provvedimenti

Altri anni per Art. 3 Costituzione

Rimborso IVA agenzie viaggi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che il rimborso IVA per agenzie viaggi con sede fuori dall'UE non è dovuto per i pacchetti turistici. La Corte ha disapplicato una norma nazionale che faceva salvi i rimborsi passati, ritenendola in contrasto con il diritto dell'Unione Europea. Il caso è stato rinviato per verificare se l'agenzia vendesse pacchetti turistici o singoli servizi, unico caso in cui il regime speciale non si applica.
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Rimborso IVA agenzie di viaggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sul tema del rimborso IVA per agenzie di viaggio non stabilite nell'UE. Con l'ordinanza in esame, ha chiarito che spetta all'agenzia stessa, e non all'amministrazione finanziaria, l'onere di provare di non aver venduto 'pacchetti turistici', bensì singoli servizi, al fine di ottenere il rimborso. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, basato su elementi presuntivi, e ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente addossato l'onere della prova all'ufficio fiscale.
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Servizi assicurativi IVA: la Cassazione sui limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29886/2025, ha stabilito che l'attività di una banca che promuove polizze di una compagnia assicurativa tramite un link sul proprio sito web non rientra nell'esenzione per i servizi assicurativi IVA, configurandosi come prestazione pubblicitaria. La Corte ha inoltre affrontato il tema delle sanzioni, negando l'applicazione retroattiva di una nuova legge più favorevole (lex mitior) in quanto parte di una riforma sistemica e non isolata.
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Colloqui detenuti 41-bis: sì al figlio senza vetro?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un detenuto in regime speciale che chiedeva di incontrare il figlio quindicenne senza il vetro divisorio. Inizialmente, il Tribunale di sorveglianza aveva concesso l'autorizzazione, ma il Ministero della Giustizia ha presentato ricorso. La Suprema Corte ha annullato la decisione, stabilendo che, per i colloqui detenuti 41-bis, la rimozione del vetro richiede una valutazione molto più approfondita e motivata sui rischi di sicurezza, non potendo basarsi solo sull'assenza di problemi passati, verificatisi proprio grazie alla presenza del vetro.
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Riliquidazione pensione: la Cassazione dice no
Un professionista ha richiesto la riliquidazione della sua pensione, contestando i criteri di calcolo della quota retributiva e l'applicazione di un coefficiente di neutralizzazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le riforme adottate dalla Cassa di previdenza privatizzata sono legittime. La Corte ha sottolineato che la necessità di garantire l'equilibrio finanziario a lungo termine dell'ente prevale sull'applicazione assoluta del principio pro-rata, e che i regolamenti interni della Cassa hanno natura negoziale, limitando il sindacato della Corte alla sola violazione delle norme di interpretazione contrattuale.
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Dichiarazioni di terzi: valore probatorio nel Fisco
Una società di ristorazione contesta un accertamento fiscale basato su un maggior numero di bottiglie di vino consumate rispetto a quelle dichiarate. La Cassazione, confermando la decisione di merito, ha stabilito che le dichiarazioni di terzi (ex dipendenti) prodotte dalla società non costituiscono prova piena, ma solo indizi. In questo caso, sono state ritenute inattendibili e non sufficienti a superare la presunzione dell'Amministrazione finanziaria, perché prive dei requisiti di gravità e precisione.
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Cumulo giuridico sanzioni: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene su un caso di operazioni oggettivamente inesistenti, rigettando gran parte delle doglianze di una società contribuente. Tuttavia, accoglie il motivo relativo all'applicazione del cumulo giuridico delle sanzioni per violazioni della stessa indole commesse in diversi periodi d'imposta. La Corte chiarisce che il giudice dell'ultimo atto processuale deve ricalcolare la sanzione complessiva, anche se gli accertamenti per le altre annualità sono oggetto di distinti giudizi. La sentenza è cassata con rinvio per la rideterminazione delle sanzioni.
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Riparazione pecuniaria: stop al cumulo con confisca?
Un funzionario pubblico, condannato per corruzione, si vede applicare sia la confisca della tangente di 5.000 euro, sia la sanzione della riparazione pecuniaria per un importo identico. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha sospeso il giudizio ritenendo che tale cumulo di sanzioni possa violare il principio di proporzionalità della pena. La Corte ha quindi rimesso gli atti alla Corte Costituzionale per decidere sulla legittimità di questa "doppia sanzione" patrimoniale.
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Confisca allargata: i limiti del ricorso del terzo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo interessato avverso un provvedimento di confisca allargata su un immobile a lui intestato. La sentenza stabilisce un principio cruciale: il terzo può difendersi unicamente provando la sua effettiva e legittima titolarità del bene, senza poter contestare i presupposti giuridici della confisca stessa, facoltà riservata solo all'imputato del reato presupposto. La Corte ha inoltre confermato la valutazione di merito sulla fittizietà dell'intestazione, basata sulla sproporzione tra il valore del bene e i redditi dichiarati dal terzo.
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Prezzo massimo di cessione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della domanda di affrancazione dal vincolo del prezzo massimo di cessione su un immobile di edilizia convenzionata. La Corte stabilisce che, in pendenza di una causa per la restituzione della somma pagata in eccesso dall'acquirente, la richiesta di affrancazione da parte del venditore non rende il giudizio improcedibile, ma ne determina la sospensione. La sentenza annulla la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente dichiarato l'improseguibilità dell'azione, e rinvia la causa per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Accertamenti bancari: la prova spetta al contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29504/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di accertamenti bancari: l'onere della prova sull'origine non imponibile dei versamenti su conti correnti grava interamente sul contribuente. Nel caso specifico, una cittadina aveva ricevuto avvisi di accertamento per omessa dichiarazione dei redditi, basati su movimentazioni bancarie non giustificate. La sua difesa, secondo cui le somme erano regalie dell'ex compagno, è stata ritenuta generica e insufficiente. La Suprema Corte ha confermato la legittimità dell'operato dell'Agenzia delle Entrate, sottolineando che la presunzione legale di reddito può essere superata solo con prove analitiche e specifiche, non con semplici affermazioni.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un accertamento fiscale per operazioni inesistenti. L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la decisione di una corte regionale favorevole a un'impresa di costruzioni. La Suprema Corte ha cassato la sentenza e rinviato il caso, chiarendo i principi sull'onere della prova per le operazioni inesistenti. Ha stabilito che la motivazione del giudice di merito era carente, non distinguendo tra inesistenza oggettiva e soggettiva e non valutando adeguatamente le prove che indicavano i fornitori come 'cartiere'. La Corte ha anche precisato che il raddoppio dei termini di accertamento non si applica all'IRAP.
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Operazioni inesistenti: onere della prova e IVA
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29475/2025, ha cassato con rinvio la decisione di una Commissione Tributaria Regionale in un caso di operazioni inesistenti. La Corte ha ribadito la netta distinzione tra operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti, chiarendo i diversi oneri probatori a carico dell'Amministrazione Finanziaria e del contribuente. In particolare, è stato sottolineato che il giudice di merito non aveva adeguatamente motivato la propria decisione, omettendo di qualificare le operazioni contestate e di valutare le prove fornite dall'Agenzia circa la natura di 'cartiere' delle società fatturanti.
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Parcheggiatore abusivo: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per l'attività di parcheggiatore abusivo. L'appello è stato ritenuto manifestamente infondato poiché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte nei gradi di merito, senza sollevare specifiche critiche alla sentenza d'appello e tentando impropriamente di ottenere una nuova valutazione dei fatti. La Corte ha confermato la condanna e ha disposto il pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ordine di demolizione: no stop con condono fittizio
La Corte di Cassazione conferma un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Il ricorso della proprietaria, basato su un condono edilizio ottenuto tramite il frazionamento fittizio dell'edificio in tre unità distinte per aggirare i limiti di cubatura, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che tale stratagemma non crea un legittimo affidamento e che l'ordine di demolizione, avendo natura ripristinatoria e non penale, non è soggetto a prescrizione.
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TOSAP e CCNR: cumulabilità e detrazione secondo la Cassazione
Una società di distribuzione energetica ha contestato una richiesta di pagamento del Canone Concessorio Non Ricognitorio (CCNR) da parte di un ente locale, sostenendo di aver già versato la Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (TOSAP) e che questa costituisse un limite massimo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, basandosi su un precedente giudicato tra le stesse parti. La Corte ha stabilito che TOSAP e CCNR sono cumulabili, ma l'importo versato per la TOSAP deve essere detratto da quello, maggiore, dovuto per il CCNR, pagando solo la differenza.
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Cumulo giuridico rito abbreviato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul calcolo della pena in caso di cumulo giuridico rito abbreviato applicato in fase esecutiva. Un condannato, con due sentenze distinte emesse con rito abbreviato, ha ottenuto il riconoscimento della continuazione tra i reati. La Corte ha stabilito che, in fase di esecuzione, la riduzione di pena per il rito speciale si applica prima del limite massimo del cumulo materiale previsto dall'art. 78 c.p. (trent'anni di reclusione). Questa metodologia differisce da quella applicata in fase di cognizione, ma secondo la Corte non viola il principio di uguaglianza, essendo giustificata dalla diversità delle situazioni processuali e dal principio di intangibilità del giudicato.
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Negoziate assistita avvocato: quando è obbligatoria?
Un avvocato ha citato in giudizio una società per il mancato pagamento di compensi professionali. I tribunali di merito e la Corte di Cassazione hanno dichiarato la domanda improcedibile per il mancato esperimento della procedura di negoziazione assistita avvocato. La Suprema Corte ha confermato che tale procedura è obbligatoria per le richieste di pagamento inferiori a 50.000 euro, anche nel caso in cui il legale si difenda personalmente in giudizio.
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Pericolosità Sociale: Patteggiamento Non la Esclude
La Corte di Cassazione conferma che la valutazione sulla pericolosità sociale di un individuo è autonoma rispetto all'esito del procedimento penale. Un patteggiamento per reati come i maltrattamenti, anche con pena sospesa, non è sufficiente a escludere la necessità di applicare una misura di prevenzione come la sorveglianza speciale, soprattutto se la condotta successiva del soggetto conferma la sua tendenza a delinquere.
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Lettore CD in carcere: diritto negato e 41-bis
A un detenuto sottoposto al regime speciale 41-bis è stato negato il permesso di acquistare un lettore CD. La Corte di Cassazione ha annullato tale diniego, giudicando la motivazione del Tribunale di Sorveglianza insufficiente e apparente. La Corte ha ribadito che negare un lettore CD in carcere senza ragioni di sicurezza concrete, provate e non discriminatorie, costituisce una violazione dei diritti fondamentali del detenuto, rappresentando un'inutile e ulteriore afflizione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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