Un detenuto, costretto a vivere in una cella con uno spazio personale inferiore a tre metri quadrati, ha ottenuto dal Tribunale il risarcimento per trattamento inumano. Il Ministero della Giustizia ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo che il giudice avesse valutato male le prove. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: la Corte Suprema non può riesaminare i fatti come un tribunale di merito, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. Poiché il Ministero chiedeva una nuova valutazione delle prove, il suo ricorso è stato respinto, confermando così la vittoria del detenuto.
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