La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione di consegna all'autorità giudiziaria della Romania, emessa in esecuzione di un mandato di arresto europeo per tentato omicidio. La difesa contestava le condizioni carcerarie dello Stato richiedente, lamentando il rischio di trattamenti disumani. La Suprema Corte ha chiarito che la valutazione sullo spazio minimo in cella (almeno tre metri quadrati) deve considerare gli arredi e i fattori compensativi, come le ore trascorse fuori dalla cella e le attività ricreative garantite. Poiché lo Stato estero ha fornito idonee garanzie sul trattamento carcerario, il ricorso è stato rigettato, confermando la legittimità della consegna del soggetto alle autorità straniere.
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