Un corriere ovulatore, arrestato a Firenze con 1,5 kg di eroina, ha impugnato il ripristino della custodia cautelare in carcere disposto dal Tribunale del riesame, che aveva annullato i domiciliari precedentemente concessi. La difesa sosteneva che l'incensuratezza, il regolare soggiorno e il tempo trascorso senza violazioni attenuassero le esigenze cautelari. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il semplice decorso del tempo ha valore neutro e che la gravità del reato, unita all'opacità della condotta di vita del ricorrente, rende la custodia cautelare in carcere l'unica misura idonea a prevenire il concreto pericolo di recidiva. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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