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Art. 299 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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187 provvedimenti

Altri anni per Art. 299 Codice di Procedura Penale

Presunzione esigenze cautelari: il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'ordinanza che negava la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La decisione si fonda sulla cosiddetta doppia presunzione esigenze cautelari prevista per gravi reati di narcotraffico. Secondo la Corte, gli elementi forniti dalla difesa, come la giovane età e un'attività lavorativa, non erano sufficienti a superare tale presunzione, specialmente a fronte del concreto pericolo di reiterazione del reato, confermato dal ritrovamento di stupefacenti presso l'abitazione dell'imputato.
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Specificità motivi appello: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 610/2025, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza in materia di misure cautelari. La decisione sottolinea che la specificità dei motivi di appello è un requisito inderogabile: non è sufficiente riproporre le argomentazioni già respinte in primo grado. L'appello deve contenere una critica puntuale e argomentata della decisione impugnata, pena l'inammissibilità, anche qualora il provvedimento contestato sia poco motivato.
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Ricorso inammissibile: limiti dell’appello cautelare
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro la misura degli arresti domiciliari. La difesa aveva contestato la gravità indiziaria e il rischio di recidiva, ma il ricorso è stato respinto perché sollevava motivi non presentati nell'istanza originaria, eccedendo i limiti dell'appello cautelare.
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Misura cautelare: quando è legittima in carcere?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato, accusato di reati di natura sessuale, che chiedeva la sostituzione della misura cautelare in carcere con una meno afflittiva per seguire un percorso psicoterapeutico. La Corte ha confermato la decisione, sottolineando che per tali reati vige una presunzione di adeguatezza del carcere. Gli elementi presentati, come il percorso terapeutico e la condanna in primo grado a 12 anni, non sono stati ritenuti sufficienti a superare l'elevato rischio di recidiva, anzi, la condanna rafforza le esigenze cautelari.
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Motivazione apparente: annullata ordinanza cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale che negava la revoca degli arresti domiciliari a un imputato. La decisione è stata cassata per vizio di motivazione apparente, in quanto il Tribunale si era limitato a usare frasi generiche e tautologiche, senza analizzare concretamente gli elementi nuovi forniti dalla difesa, come il lungo periodo di buona condotta e un'esperienza lavorativa positiva. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Custodia Cautelare: la pena intera conta sempre
Due individui, condannati per narcotraffico internazionale, hanno impugnato la decisione di ripristinare la loro custodia cautelare in carcere dopo un annullamento parziale della condanna da parte della Cassazione. Sostenevano che il tempo già scontato superasse la pena per i reati residui. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, affermando un principio fondamentale sulla custodia cautelare: quando la misura è applicata per più reati connessi, per calcolarne la durata massima si deve considerare la pena complessiva irrogata per tutti i reati, e non solo quella relativa ai reati per cui la misura resta in vigore. La Corte ha inoltre ritenuto ancora attuali e concreti sia il pericolo di reiterazione del reato che il pericolo di fuga.
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Esigenze cautelari eccezionali: over 70 in carcere
Un soggetto ultrasettantenne, accusato di essere un dirigente di un'associazione mafiosa e già condannato in primo grado, ha richiesto la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le **esigenze cautelari eccezionali**, derivanti dal ruolo apicale e dalla spiccata pericolosità sociale, prevalgono sulla presunzione di non adeguatezza del carcere per gli anziani, giustificando il mantenimento della misura detentiva.
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