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Art. 2946 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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420 provvedimenti

Altri anni per Art. 2946 Codice Civile

Vittime del dovere: lo status è imprescrittibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5426/2025, ha stabilito un principio fondamentale per le Vittime del dovere. Il ricorso del Ministero dell'Interno è stato respinto, confermando che la condizione di vittima del dovere è uno status giuridico imprescrittibile. Di conseguenza, l'azione per ottenerne il riconoscimento non è soggetta a limiti di tempo. Tuttavia, i singoli benefici economici che derivano da tale status, come gli assegni vitalizi, sono soggetti alla prescrizione ordinaria.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale professionale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che solo la legge statale, e non i regolamenti interni degli enti, può imporre prelievi patrimoniali. Inoltre, ha confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non è legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5959/2025, ha stabilito che un ente previdenziale privato non può imporre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Tale prelievo, configurandosi come una prestazione patrimoniale, è di esclusiva competenza del legislatore. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato a ottenere il rimborso delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni, non nel termine più breve di cinque anni.
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Contributo di solidarietà pensioni: quando è illegale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale privata contro un suo pensionato. La Corte ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà pensioni imposto autonomamente dalla cassa, in quanto tale prelievo viola la riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione, che affida solo al legislatore il potere di imporre prestazioni patrimoniali. È stato inoltre ribadito che il diritto al rimborso di tali somme si prescrive in dieci anni e non nel termine breve di cinque anni.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale che aveva applicato un contributo di solidarietà sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha confermato che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto autonomamente dalla cassa ma richiede una specifica previsione di legge. È stato inoltre ribadito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni e che gli interessi decorrono dalla data di ogni singola trattenuta illegittima.
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Contributo solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un professionista. La decisione si fonda sulla violazione del principio costituzionale della riserva di legge, secondo cui solo una legge dello Stato può introdurre prestazioni patrimoniali obbligatorie. La Corte ha inoltre confermato che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, consolidando un orientamento a favore dei pensionati.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata su una pensione, poiché tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, è soggetto alla riserva di legge prevista dall'Art. 23 della Costituzione e non può essere introdotto da un regolamento interno. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato alla restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una cassa previdenziale, confermando che il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di una professionista era illegittimo. La Corte ha ribadito che solo una legge dello Stato, e non una delibera autonoma dell'ente, può imporre un prelievo di natura patrimoniale. È stato inoltre confermato il diritto al rimborso entro il termine di prescrizione di dieci anni.
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Prescrizione contributi: no nuove prove in rinvio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale relativo alla prescrizione contributi. L'ente aveva tentato di introdurre nel giudizio di rinvio un nuovo documento per dimostrare l'interruzione della prescrizione. La Corte ha ribadito che il giudizio di rinvio è un procedimento "chiuso", nel quale non è consentito ampliare il tema della discussione con nuove eccezioni o prove documentali non prodotte in precedenza.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se da casse private
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto a un suo iscritto. La Corte ha ribadito che, in base all'art. 23 della Costituzione, solo una legge statale può introdurre prestazioni patrimoniali obbligatorie, e le casse non hanno questo potere. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per la restituzione delle somme illegittimamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
Una Cassa Previdenziale privata aveva applicato un contributo di solidarietà sulle pensioni, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato l'illegittimità di tali trattenute. La Corte ha stabilito che, in assenza di una specifica norma di legge, le casse non hanno il potere autonomo di imporre tale contributo, confermando la prescrizione decennale per le richieste di rimborso.
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Contributo solidarietà: illegittimo se senza legge
Una cassa di previdenza privata ha imposto un contributo di solidarietà sulle pensioni dei suoi iscritti. Un pensionato ha contestato la trattenuta, ottenendo ragione sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni, dichiarando il ricorso dell'ente inammissibile. La Suprema Corte ha ribadito che il potere regolamentare delle casse private non consente di introdurre prestazioni patrimoniali imposte, come il contributo di solidarietà, in assenza di una specifica base legale. Ha inoltre confermato la prescrizione decennale per la restituzione delle somme e la decorrenza degli interessi da ogni singola trattenuta.
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Legittimazione ad agire concessionario: l’appello
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un agente della riscossione contro una sentenza che aveva dichiarato prescritti dei crediti previdenziali. La decisione si fonda sulla carenza di legittimazione ad agire del concessionario, che non può contestare il merito della pretesa (come la prescrizione), diritto che spetta unicamente all'ente creditore.
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Vittime del dovere: lo status è imprescrittibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16193/2025, ha rigettato il ricorso del Ministero dell'Interno, stabilendo un principio fondamentale per le vittime del dovere. La Corte ha confermato che la condizione di 'vittima del dovere' costituisce uno status giuridico permanente e, come tale, l'azione per il suo riconoscimento è imprescrittibile. Tuttavia, i singoli ratei delle prestazioni economiche correlate sono soggetti alla normale prescrizione. La decisione distingue nettamente tra il diritto allo status e il diritto alle singole prestazioni economiche periodiche.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che solo la legge può introdurre tali prelievi e ha confermato il termine di prescrizione di dieci anni per la restituzione delle somme indebitamente trattenute al pensionato.
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Calcolo buonuscita avvocati pubblici: onorari inclusi?
Un ente pubblico previdenziale ha richiesto a un suo ex avvocato dipendente la restituzione di una parte della buonuscita, sostenendo che gli onorari professionali non dovessero essere inclusi nel calcolo. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, riconoscendo l'elevata importanza della questione e la necessità di valutare recenti sentenze della Corte Costituzionale, ha rinviato il caso a una pubblica udienza. La decisione finale stabilirà un principio fondamentale per il calcolo buonuscita avvocati pubblici.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
Una cassa di previdenza per professionisti ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, dichiarando il prelievo illegittimo. La Corte ha ribadito che solo lo Stato, tramite una legge, può imporre contributi finanziari obbligatori, e non le casse di previdenza private. Di conseguenza, il ricorso della cassa è stato respinto, confermando l'obbligo di restituire le somme trattenute e applicando una prescrizione di dieci anni per la richiesta di rimborso.
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Perdita di chance pubblico impiego: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento per perdita di chance di una dipendente pubblica. A causa di un illegittimo ritardo nel suo inquadramento, la lavoratrice non ha potuto partecipare a progressioni economiche successive. La Corte ha qualificato la responsabilità dell'ente come contrattuale, con prescrizione decennale, e ha ritenuto sufficientemente provata la probabilità di successo della dipendente nelle selezioni mancate, quantificando il danno nell'80% delle differenze retributive perse.
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Prescrizione assegno vitalizio: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17448/2025, ha stabilito che per l'assegno vitalizio dovuto alle vittime del dovere, la prescrizione decennale non estingue il diritto in sé, ma solo i singoli ratei maturati oltre dieci anni prima della domanda. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato l'intero diritto prescritto. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Vittima del dovere: prescrizione e benefici
Un servitore dello Stato, ferito durante un'operazione, ha richiesto il riconoscimento dello status di 'vittima del dovere' e i relativi benefici. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: mentre lo status di 'vittima del dovere' è imprescrittibile, il diritto ai benefici economici, come la speciale elargizione, si prescrive in dieci anni. Tale termine decorre dal momento in cui la legge ha previsto il beneficio, non dalla data di formale riconoscimento dello status. Di conseguenza, sono stati respinti sia il ricorso del cittadino sulla prescrizione dei benefici, sia quello dell'Amministrazione che sosteneva la prescrittibilità dello status stesso.
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