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Art. 2946 Codice Civile

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1577 provvedimenti

Prescrizione cartelle: Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22689/2024, ha rigettato il ricorso di una contribuente, chiarendo importanti principi sulla prescrizione delle cartelle esattoriali non impugnate. La Corte ha stabilito che la mancata opposizione non converte automaticamente il termine di prescrizione in quello ordinario decennale. Al contrario, si applica il termine specifico previsto per ciascun tributo (es. triennale per il bollo auto, decennale per i tributi erariali), che decorre nuovamente dalla data di notifica della cartella. L'ordinanza ha inoltre confermato la validità della costituzione in giudizio dell'Agente della riscossione tramite avvocati del libero foro.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
Un lavoratore, esposto ad amianto, si è visto negare il diritto alla rivalutazione contributiva in appello per intervenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che il termine di prescrizione decennale per questo beneficio, autonomo rispetto alla pensione, decorre dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza dell'esposizione, non dal pensionamento. La Suprema Corte ha inoltre ribadito che il giudice ha il potere di individuare autonomamente tale momento iniziale, basandosi sugli atti di causa.
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Prescrizione compenso custode: 10 anni, non 5
Una società di servizi, creditrice per la custodia di veicoli sottoposti a sequestro amministrativo, si è vista opporre la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22462/2024, ha ribaltato la decisione di merito, chiarendo che la prescrizione del compenso del custode è decennale. Il diritto al pagamento, infatti, sorge solo quando il provvedimento di confisca diventa definitivo o il veicolo viene restituito, e non si tratta di un credito periodico. Pertanto, il termine di prescrizione non può essere quello breve di cinque anni.
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Notifica cartelle esattoriali: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un'ipoteca legale sostenendo la mancata notifica delle cartelle esattoriali sottostanti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la validità della notifica cartelle esattoriali effettuata a familiari conviventi e ribadendo che per i principali tributi erariali, come IRPEF e IVA, si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni, non quella breve di cinque.
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Indennità di anzianità: TFR aggiuntivo e recupero
La Corte di Cassazione conferma che una specifica indennità di anzianità, prevista da un regolamento interno, costituisce un TFR aggiuntivo contrario alla legge. Di conseguenza, il datore di lavoro ha diritto a richiederne la restituzione entro il termine di prescrizione ordinario di dieci anni. La Corte ha rigettato il ricorso dei lavoratori, chiarendo che l'azione del datore di lavoro per la ripetizione dell'indebito non è soggetta alla prescrizione breve di cinque anni prevista per i crediti di lavoro.
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Prescrizione crediti erariali: quando è 10 anni?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22409/2024, chiarisce la differente durata della prescrizione dei crediti erariali. Viene stabilito che per i tributi statali e il canone RAI si applica il termine ordinario di 10 anni, mentre per le sanzioni e gli interessi collegati il termine è di 5 anni. La Corte ha cassato la decisione di merito che applicava erroneamente il termine breve a tutte le componenti del debito, specificando che la natura di ciascun credito determina il proprio termine di prescrizione.
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Prescrizione crediti concessione: la decisione del Tribunale
Un ente di diritto pubblico si è opposto a una cartella di pagamento relativa a contributi per una concessione di frequenze radio, sostenendo la prescrizione del credito. Il Tribunale di Roma ha rigettato l'opposizione, confermando la legittimità della richiesta di pagamento. La decisione chiarisce che il credito derivante da concessione non è soggetto alla prescrizione breve quinquennale e che le continue comunicazioni tra le parti hanno efficacemente interrotto i termini di prescrizione, rendendo il debito ancora esigibile.
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Arbitrato irrituale: limiti all’impugnazione del lodo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22310/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di arbitrato irrituale. In una controversia decennale nata dallo scioglimento di un'associazione professionale, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso volto a contestare il lodo arbitrale per presunti errori di diritto, come la violazione delle norme sulla prescrizione. La decisione sottolinea che il lodo emesso in un arbitrato irrituale è impugnabile solo per vizi che inficiano la volontà degli arbitri, e non per errori di giudizio (error in iudicando).
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Prescrizione decennale per ricalcolo pensione: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto di un pensionato a ottenere il ricalcolo della propria pensione, in opposizione a trattenute illegittime come un contributo di solidarietà, è soggetto alla prescrizione decennale ordinaria e non a quella quinquennale. La Corte ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, stabilendo che la prescrizione breve si applica solo alle singole rate di pensione già liquidate e non contestate, mentre per l'accertamento del corretto ammontare del trattamento vale il termine più lungo.
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Rimborso IVA e fallimento: la Cassazione decide
Una società fallita ha richiesto un rimborso per un cospicuo credito IVA. L'Agenzia delle Entrate lo ha negato per motivi formali. Il caso è giunto in Cassazione, che ha dato ragione alla società. La Corte ha stabilito che, in caso di fallimento, il diritto al rimborso IVA sorge con la cessazione dell'attività. Inoltre, la semplice indicazione del credito per la compensazione nella dichiarazione fiscale è sufficiente a manifestare la volontà di ottenere il rimborso quando la compensazione non è più possibile.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale autonomo sulle pensioni, in quanto tale prelievo è una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge. La Corte ha inoltre confermato la prescrizione decennale per il recupero delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata ai propri pensionati è illegittimo. Secondo i giudici, le Casse non hanno il potere di introdurre prelievi di natura patrimoniale, poiché tale facoltà è riservata esclusivamente alla legge dello Stato. La Corte ha inoltre chiarito che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, confermando la tutela dei diritti dei pensionati.
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Contributo solidarietà: Cassazione su pensioni private
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contributo di solidarietà non può essere imposto da una cassa di previdenza privata tramite un proprio regolamento, poiché tale prelievo rientra nella riserva di legge. Un professionista in pensione si era opposto a questa trattenuta, ottenendo ragione. La Corte ha chiarito che solo il legislatore può introdurre prestazioni patrimoniali di questo tipo. Inoltre, è stato confermato che il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulle pensioni dei propri iscritti. La Suprema Corte ha stabilito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non tramite un regolamento interno della Cassa. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite, con un termine di prescrizione decennale per l'azione di recupero da parte del pensionato.
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Prescrizione crediti tributari: la Cassazione decide
Una contribuente ha impugnato un avviso di intimazione per debiti IRPEF e IVA, sostenendo la prescrizione quinquennale del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la prescrizione dei crediti tributari per imposte erariali è decennale. La Corte ha inoltre stabilito che la richiesta di rateizzazione del debito da parte del contribuente interrompe la prescrizione, costituendo un riconoscimento del debito stesso.
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Prescrizione crediti tributari: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria, sostenendo la prescrizione dei crediti tributari sottostanti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23099/2024, ha accolto il ricorso, chiarendo la differente durata della prescrizione per le varie componenti del debito. È stato stabilito che, in assenza di una sentenza passata in giudicato, si applica la prescrizione decennale per i tributi, ma quella quinquennale sia per le sanzioni che per gli interessi. La sentenza del giudice di merito, che aveva erroneamente applicato il termine unico decennale, è stata cassata con rinvio.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. Secondo la Corte, una tale prestazione patrimoniale può essere introdotta solo da una norma di legge e non da un regolamento interno dell'ente, a causa della riserva di legge prevista dalla Costituzione. La Corte ha inoltre stabilito che il diritto al rimborso delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Notifica al portiere: quando è nulla la cartella
Una società di riscossione ha iscritto un'ipoteca su un immobile di una contribuente per cartelle di pagamento non saldate. La contribuente ha contestato la validità della procedura, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità dell'iscrizione ipotecaria, poiché la notifica al portiere delle cartelle non era stata seguita dall'invio della necessaria raccomandata informativa, rendendo l'intero procedimento invalido.
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Prescrizione crediti tributari: 5 anni per sanzioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26806/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione dei crediti tributari. Sebbene il diritto a riscuotere le imposte (come IRPEF, IVA, IRAP) si prescriva in dieci anni, per le relative sanzioni e interessi il termine è più breve: cinque anni. La Corte ha accolto il ricorso di un contribuente su questo specifico punto, cassando la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato il termine decennale a tutte le voci del debito. È stata invece confermata la validità delle notifiche effettuate dall'Agente della Riscossione tramite posta ordinaria.
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Annullamento atto presupposto: effetti a cascata
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'annullamento definitivo di un atto fiscale presupposto, come un avviso di accertamento, provoca l'invalidità di tutti gli atti successivi e dipendenti, come la cartella di pagamento e l'intimazione. Nel caso di specie, essendo stati annullati con sentenze passate in giudicato gli atti impositivi originari per falsità della sottoscrizione, la Corte ha rigettato il ricorso dell'Agente della Riscossione, confermando che l'intera pretesa tributaria aveva perso la sua giustificazione causale.
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