LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2943 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 3 di 12

238 provvedimenti

Altri anni per Art. 2943 Codice Civile

Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto al risarcimento del danno per i medici specializzandi, a causa della mancata attuazione di direttive europee, si estingue per prescrizione. Il termine decennale decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Questa legge, pur riconoscendo il diritto a una borsa di studio solo ad alcuni, ha reso definitivo l'inadempimento dello Stato per tutti gli altri, facendo partire da quel momento la prescrizione medici specializzandi. I ricorsi dei medici sono stati dichiarati inammissibili.
Continua »
Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27934/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni medici specializzandi che chiedevano il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione in anni antecedenti al 1991/92. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui la prescrizione decennale del diritto al risarcimento decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999. Poiché i ricorsi non presentavano argomenti idonei a superare tale giurisprudenza, sono stati rigettati.
Continua »
Onere della prova: chi prova il contratto bancario?
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate su conti correnti e mutui, sostenendo la mancanza di pattuizioni scritte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'onere della prova dell'inesistenza della causa giustificativa del pagamento, e quindi della produzione del contratto, spetta al correntista che agisce per la ripetizione dell'indebito. Senza il contratto, la domanda non può essere accolta.
Continua »
Usucapione: la divisione ereditaria interrompe i termini
Una coppia rivendicava l'usucapione di un fondo agricolo posseduto per decenni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che un precedente giudizio di divisione ereditaria aveva interrotto i termini necessari per l'usucapione. Inoltre, è stato accertato che il possesso non era esclusivo, ma esercitato in 'compossesso' con altri familiari, elemento che osta all'acquisto della proprietà.
Continua »
Risarcimento medici specializzandi: la prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11318/2025, si è pronunciata su una serie di ricorsi presentati da medici specializzandi che chiedevano il risarcimento dei danni per la mancata attuazione di direttive europee relative alla loro retribuzione. La questione centrale era la decorrenza del termine di prescrizione decennale. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che il dies a quo (giorno iniziale) per la prescrizione è il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Tale legge, riconoscendo il diritto solo ad alcuni medici, ha reso definitivo l'inadempimento dello Stato per tutti gli altri, rendendo il loro diritto al risarcimento certo ed esigibile. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibili o ha rigettato la maggior parte dei ricorsi. Ha accolto un solo ricorso, non per la questione della decorrenza, ma per il mancato esame da parte della corte di merito di un atto potenzialmente interruttivo della prescrizione, rinviando il caso per un nuovo esame su quel punto specifico.
Continua »
Notifica a ente estinto: rinnovazione obbligatoria
Un consorzio di bonifica ricorre in Cassazione contro una sentenza che dichiarava prescritti alcuni oneri consortili. La Suprema Corte, prima di decidere nel merito, rileva un vizio procedurale: la notifica a ente estinto, ovvero all'agente di riscossione non più esistente. Di conseguenza, emette un'ordinanza interlocutoria che impone la rinnovazione della notifica all'ente successore, sospendendo il giudizio per garantire il corretto contraddittorio.
Continua »
Integrazione del contraddittorio: notifica errata
Un consorzio di bonifica impugna una sentenza che aveva annullato una cartella di pagamento per oneri consortili ritenuti prescritti. La Corte di Cassazione, prima di esaminare il merito, rileva che l'atto era stato notificato a una società di riscossione estinta. Di conseguenza, emette un'ordinanza interlocutoria che ordina l'integrazione del contraddittorio, imponendo al consorzio di notificare nuovamente l'atto all'ente corretto, nel frattempo subentrato. La decisione sul caso è quindi sospesa.
Continua »
Difetto di giurisdizione: oneri consortili e tasse
Un consorzio di bonifica ricorre in Cassazione sollevando il difetto di giurisdizione del giudice tributario su oneri consortili, sostenendo non siano tributi. La Corte, prima di decidere nel merito, rileva un vizio di notifica dell'atto a una società estinta e ordina l'integrazione del contraddittorio verso l'ente successore, rinviando la causa.
Continua »
Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha affrontato il tema della prescrizione dei crediti di lavoro. Il caso riguardava la richiesta di differenze retributive da parte di due ex dipendenti nei confronti di un consorzio. La Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso del datore di lavoro che quello dei lavoratori, ribadendo due principi fondamentali: 1) la valutazione dell'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non sindacabile in Cassazione; 2) a seguito della Legge Fornero, il rapporto di lavoro non gode più di una stabilità tale da far decorrere il termine di prescrizione in costanza di rapporto, che quindi inizia solo alla sua cessazione.
Continua »
Prescrizione crediti lavoro: l’impatto della Fornero
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un ente e dei suoi ex dipendenti in una controversia su differenze retributive. La Corte ha ribadito che, a seguito della Legge Fornero del 2012, la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla cessazione del rapporto, data la diminuita stabilità del posto. Ha inoltre confermato che la valutazione sull'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità.
Continua »
Bancarotta preferenziale e onere della prova del danno
In un caso di richiesta di risarcimento danni derivante da una condanna per bancarotta preferenziale, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale dei creditori che quelli incidentali dei debitori. La Corte ha ribadito che i creditori devono fornire prova rigorosa del danno subito e che non è possibile sollevare questioni giuridiche nuove in sede di legittimità. Ha inoltre confermato la correttezza della liquidazione equitativa del danno operata dal giudice di merito, data la difficoltà di calcolare l'esatto ammontare in pendenza di una procedura fallimentare.
Continua »
Apertura di credito: come provarla senza contratto?
Una società ha citato in giudizio la propria banca per recuperare somme che riteneva indebitamente pagate su un conto corrente, contestando l'applicazione di interessi non pattuiti e anatocismo. La sua richiesta è stata respinta in tutti i gradi di giudizio perché non è riuscita a fornire prove sufficienti dell'esistenza di una formale apertura di credito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che la valutazione degli indizi (come il saldo costantemente negativo o l'applicazione di commissioni) spetta esclusivamente al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, a meno che la motivazione non sia palesemente illogica o inesistente.
Continua »
Prescrizione risarcimento diffamazione: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione esamina un caso di risarcimento danni per diffamazione a mezzo stampa risalente al 1995. Gli eredi della persona diffamata hanno agito in sede civile dopo la conclusione del processo penale per prescrizione del reato. I giudici di merito hanno dichiarato prescritto anche il diritto al risarcimento, applicando il termine breve di cinque anni. La Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide il merito ma, riconoscendo la complessità e il rilievo nomofilattico delle questioni sulla prescrizione risarcimento diffamazione e sull'interazione tra i termini civili e penali, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita.
Continua »
Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto dalle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, necessita di una base legale specifica che non può essere surrogata dall'autonomia regolamentare dell'ente. È stata inoltre confermata la prescrizione decennale per le azioni di rimborso.
Continua »
Onere della prova: vendita fittizia tra fratelli
In una controversia tra fratelli per il pagamento di azioni, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova dell'intestazione fittizia delle stesse spetta alla parte che la eccepisce. Un fratello aveva citato in giudizio la sorella per ottenere il pagamento del prezzo di una compravendita di azioni. La sorella si difendeva sostenendo che la titolarità del fratello era solo apparente, essendo il loro padre il vero proprietario. La Corte ha confermato la condanna al pagamento, ribadendo che, a fronte di un contratto valido, chi sostiene la simulazione deve fornirne la prova.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Un cittadino ha contestato un debito previdenziale venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo, lamentando la mancata notifica della cartella e la prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'inammissibilità dell'impugnazione dell'estratto di ruolo come atto autonomo, in applicazione di una recente normativa (ius superveniens) che limita tale possibilità a casi specifici e tassativi, non riscontrati nella fattispecie.
Continua »
Ricorso cassazione inammissibile per autosufficienza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un creditore in un'azione revocatoria. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza: il ricorrente non ha fornito nel suo atto tutti gli elementi necessari a valutare le sue doglianze, in particolare riguardo all'eccezione di prescrizione del credito. La pronuncia sottolinea come un ricorso per cassazione inammissibile derivi spesso da una redazione carente, che impedisce alla Corte di esaminare il merito della questione.
Continua »
Azione revocatoria: prova della scientia damni
La Corte di Cassazione si pronuncia su un'azione revocatoria, confermando che la consapevolezza del terzo di arrecare pregiudizio al creditore (scientia damni) può essere provata tramite presunzioni, come i rapporti di parentela. Viene inoltre ribadito che il cessionario di un credito subentra negli effetti dell'azione revocatoria già intrapresa dal creditore originario. La Corte rigetta sia il ricorso principale della società beneficiaria dell'atto dispositivo, sia quello incidentale dei debitori, che contestavano l'esistenza del credito e la legittimazione del nuovo creditore.
Continua »
Interruzione prescrizione: la rinuncia al giudizio
La Corte di Cassazione chiarisce che la rinuncia agli atti del giudizio annulla l'effetto di interruzione della prescrizione. In un caso di pubblico impiego, una dipendente ha perso il diritto a un inquadramento superiore perché, dopo aver rinunciato a un precedente ricorso, il suo diritto si è prescritto. La sentenza sottolinea che l'abbandono dell'azione giudiziaria impedisce l'applicazione delle norme che sospendono la prescrizione durante il processo, rendendo la domanda iniziale inefficace ai fini interruttivi.
Continua »
Eccezione di prescrizione: quando è valida per la banca
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione di prescrizione sollevata da un istituto di credito in una causa per ripetizione di indebito è valida per l'intero rapporto, inclusi sia il conto corrente che l'apertura di credito collegata. La Corte ha chiarito che non è necessario per la banca sollevare due distinte eccezioni, data la gestione unitaria del rapporto. L'appello dei correntisti, che sostenevano la tardività e la genericità dell'eccezione, è stato quindi respinto, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato prescritta l'azione.
Continua »