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Art. 2941 Codice Civile

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510 provvedimenti

Sanzioni Gestione Separata annullate dalla Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33940/2024, ha annullato le sanzioni Gestione Separata imposte a un professionista per l'omessa contribuzione relativa all'anno 2008. Pur confermando l'obbligo di versare i contributi, la Corte ha ritenuto illegittima l'applicazione delle sanzioni, applicando i principi di una sentenza della Corte Costituzionale che tutela l'affidamento del contribuente in periodi di incertezza normativa.
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Sanzioni Gestione Separata: Omissione o Evasione?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un ente previdenziale relativo a sanzioni sulla Gestione Separata per un professionista. La Corte conferma la decisione dei giudici di merito, i quali avevano distinto tra omissione ed evasione contributiva. A causa dell'incertezza normativa del 2009, la mancata iscrizione alla Gestione Separata non è stata considerata dolosa, giustificando sanzioni per semplice omissione. Il ricorso dell'ente è stato respinto perché non affrontava questa motivazione centrale.
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Sospensione prescrizione contributi e Quadro RR: la guida
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che l'omessa compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi non determina automaticamente la sospensione della prescrizione dei contributi previdenziali. Per applicare la sospensione, il giudice deve accertare in concreto l'intenzione del debitore di occultare dolosamente il debito all'ente. Il caso riguardava un lavoratore autonomo a cui l'ente previdenziale richiedeva contributi per la Gestione Separata, ritenendo che l'omissione dichiarativa costituisse un occultamento del debito. La Suprema Corte ha annullato la decisione di merito, che si era basata su una presunzione automatica, e ha rinviato la causa per un nuovo esame che verifichi l'effettiva volontà di occultamento.
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Prescrizione buoni postali: quando si perde il diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione buoni postali è decennale e decorre dalla data di scadenza, anche se non indicata sul titolo. L'obbligo di conoscere i termini ricade sul risparmiatore, che deve consultare le fonti ufficiali, non potendo invocare la mancata informazione da parte dell'intermediario. La Corte ha rigettato il ricorso dei risparmiatori il cui diritto al rimborso era ormai estinto.
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Prescrizione ripetizione indebito: quando inizia?
In un caso di presunti interessi usurari, un creditore si è opposto alla richiesta di restituzione eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione, riformando le decisioni di merito, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione ripetizione indebito: il termine decennale decorre dalla data di ogni singolo pagamento non dovuto e non dalla conclusione del rapporto commerciale tra le parti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente fissato l'inizio della prescrizione alla data di protesto di una cambiale, momento legato alla fine del rapporto.
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Prescrizione contributi gestione separata: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla prescrizione dei contributi gestione separata. Una professionista si opponeva a una richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per diverse annualità. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto. La Cassazione ha parzialmente riformato la decisione, stabilendo che le proroghe legali per il versamento dei contributi spostano in avanti anche il 'dies a quo', ovvero il giorno da cui inizia a decorrere la prescrizione quinquennale. Di conseguenza, i contributi per il 2009 e 2010 non erano prescritti, a differenza di quelli per il 2011.
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Prescrizione contributi: il DPCM sposta la decorrenza
Un professionista si opponeva a una richiesta di contributi previdenziali per la Gestione Separata, ritenendola prescritta. La Corte d'Appello gli dava ragione, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Con l'ordinanza in esame, la Suprema Corte ha stabilito che il termine per la prescrizione contributi non decorre dalla scadenza originaria, ma da quella posticipata da un DPCM. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale era tempestiva e il debito non era estinto.
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Sospensione prescrizione: no con omessa dichiarazione
Un ente previdenziale ha agito contro uno studio medico per il recupero di contributi non versati, sostenendo che l'omessa dichiarazione dei redditi da parte dello studio avesse causato la sospensione della prescrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato questa tesi, chiarendo che la semplice omissione dichiarativa non integra un "occultamento doloso" idoneo a sospendere il decorso del tempo. Per la sospensione prescrizione è necessaria una condotta attiva del debitore volta a nascondere il debito, non una mera difficoltà di accertamento per il creditore.
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Prescrizione danni investimenti: quando decorre?
La Corte di Cassazione stabilisce un principio cruciale sulla prescrizione danni investimenti. In un caso di perdite su obbligazioni a seguito del default dell'emittente, la Corte ha rigettato il ricorso di un istituto di credito, confermando che il termine di prescrizione decennale per l'azione di risarcimento non decorre dalla data dell'investimento, ma dal momento in cui il danno patrimoniale si è manifestato in modo concreto e oggettivamente percepibile, ovvero dal default della società emittente. La sentenza protegge gli investitori, riconoscendo che il diritto al risarcimento sorge solo quando la perdita diviene effettiva.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e dies a quo
In un caso riguardante la prescrizione contributi Gestione Separata di un professionista, la Cassazione ha annullato la decisione di merito. La Corte ha stabilito che il termine di prescrizione (dies a quo) non decorre dalla scadenza originaria, ma da quella prorogata da un D.P.C.M., rendendo tempestiva la richiesta dell'ente previdenziale.
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Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha affrontato il tema della prescrizione dei crediti di lavoro. Il caso riguardava la richiesta di differenze retributive da parte di due ex dipendenti nei confronti di un consorzio. La Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso del datore di lavoro che quello dei lavoratori, ribadendo due principi fondamentali: 1) la valutazione dell'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non sindacabile in Cassazione; 2) a seguito della Legge Fornero, il rapporto di lavoro non gode più di una stabilità tale da far decorrere il termine di prescrizione in costanza di rapporto, che quindi inizia solo alla sua cessazione.
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Prescrizione crediti lavoro: l’impatto della Fornero
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un ente e dei suoi ex dipendenti in una controversia su differenze retributive. La Corte ha ribadito che, a seguito della Legge Fornero del 2012, la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla cessazione del rapporto, data la diminuita stabilità del posto. Ha inoltre confermato che la valutazione sull'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità.
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Prescrizione e dolo: quando si sospende il termine?
Un soggetto, titolare di un diritto di prelazione su quote societarie, ha agito per il risarcimento dei danni scoprendo solo dopo molti anni la vendita delle quote in violazione del suo diritto. I tribunali, inclusa la Cassazione, hanno respinto la domanda perché prescritta. La Corte ha stabilito che per sospendere la prescrizione e dolo del debitore non basta la semplice omissione di comunicazione della vendita, ma è necessario un comportamento fraudolento finalizzato a nascondere il debito, che in questo caso non è stato provato.
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Occultamento doloso contributi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10894/2025, chiarisce che la mancata compilazione del quadro RR non configura automaticamente un occultamento doloso dei contributi idoneo a sospendere la prescrizione. È necessario che l'ente previdenziale provi un comportamento intenzionale del contribuente volto a nascondere il debito. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva presunto il dolo dalla semplice omissione, rinviando per una nuova valutazione del caso.
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Prescrizione contributi: il termine per avvocati
La Corte di Cassazione interviene sul tema della prescrizione dei contributi dovuti da un'avvocata alla Gestione Separata INPS. Pur correggendo la motivazione della Corte d'Appello sul 'dies a quo' (la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi), la Suprema Corte ha rigettato l'eccezione di prescrizione, ritenendo applicabili le proroghe dei termini di versamento. Tuttavia, ha annullato le sanzioni civili per il periodo in esame (2009-2010), applicando un principio stabilito dalla Corte Costituzionale.
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Prescrizione crediti lavoro: le novità post Fornero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un ente e di due ex dipendenti in una causa per crediti retributivi. Il fulcro della decisione è la questione della prescrizione crediti lavoro. La Corte ha ribadito che, a seguito della Legge Fornero (L. 92/2012), la mancanza di un regime di piena stabilità del posto di lavoro comporta la sospensione del decorso della prescrizione per i crediti retributivi fino alla cessazione del rapporto. Inoltre, ha confermato che la valutazione sull'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità.
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Prescrizione crediti retributivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso di un consorzio che quello dei suoi ex dipendenti in una controversia sulla prescrizione crediti retributivi. La Corte ha confermato che, a seguito della Legge Fornero, la stabilità del posto di lavoro è diminuita, pertanto la prescrizione dei crediti decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro. Qualsiasi richiesta di rivalutazione delle prove è stata ritenuta inammissibile in sede di legittimità.
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Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla prescrizione dei crediti di lavoro di alcuni dipendenti di un consorzio. La Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale dell'azienda che quello incidentale dei lavoratori. È stato ribadito che la valutazione dell'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è compito del giudice di merito. Inoltre, è stato confermato il principio, consolidato dopo la Legge Fornero, secondo cui la prescrizione crediti lavoro decorre dalla cessazione del rapporto, a causa della diminuita stabilità del posto di lavoro.
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Prescrizione crediti di lavoro dopo la Legge Fornero
Un consorzio ha impugnato una sentenza che riconosceva differenze retributive a due ex dipendenti, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la Legge Fornero, avendo ridotto la stabilità del rapporto di lavoro, ha determinato la sospensione della prescrizione dei crediti di lavoro fino alla cessazione del rapporto stesso. Anche il ricorso incidentale dei lavoratori è stato giudicato inammissibile.
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Prescrizione contributi INPS: il DPCM sposta i termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che un decreto ministeriale (DPCM) che differisce il termine per il pagamento dei contributi previdenziali sposta in avanti anche la data di decorrenza della prescrizione. In un caso riguardante un professionista iscritto alla Gestione Separata, la Corte ha annullato le decisioni dei giudici di merito che avevano dichiarato estinto il debito per prescrizione, senza considerare la proroga dei termini di pagamento. Questa ordinanza chiarisce che il dies a quo per la prescrizione contributi INPS coincide con la scadenza effettiva del pagamento, inclusi eventuali differimenti normativi.
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