LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2935 Codice Civile

Pagina 7 di 40

1936 provvedimenti

Iscrizione Gestione Separata INPS: Obbligo per Avvocati e Prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di Iscrizione Gestione Separata INPS per una professionista avvocato. La professionista, iscritta all'albo ma non alla Cassa Forense per mancato raggiungimento del reddito minimo, aveva versato solo il contributo integrativo. La Suprema Corte ha ribadito che l'iscrizione alla Gestione Separata è dovuta anche per attività professionale occasionale con reddito superiore a 5.000 euro. Ha inoltre chiarito che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza dei termini di pagamento e non dalla dichiarazione dei redditi, e che la mancata compilazione del quadro RR non implica automaticamente l'occultamento doloso. Il ricorso della professionista è stato rigettato.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: no al dolo automatico
L'ente previdenziale ha richiesto a una professionista il pagamento dei contributi dovuti per l'anno 2011 alla Gestione Separata, notificando l'avviso di addebito nell'agosto 2017. La professionista ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale. L'ente sosteneva la sospensione dei termini a causa della mancata compilazione del quadro previdenziale nella dichiarazione dei redditi, configurando un presunto occultamento del debito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della lavoratrice autonoma, affermando il principio della prescrizione contributi Gestione Separata. I giudici hanno chiarito che il termine decorre dalla scadenza del versamento e che la semplice omissione del quadro fiscale non equivale a dolo se il reddito complessivo risulta regolarmente dichiarato al Fisco. Il credito preteso è stato integralmente annullato.
Continua »
Prescrizione Contributi INPS: Scadenza Differita Salva il Debito
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di prescrizione contributi INPS per un libero professionista. L'INPS aveva chiesto il pagamento di contributi alla Gestione Separata relativi al 2008. La Corte d'Appello aveva dichiarato la prescrizione, calcolando il termine quinquennale dalla scadenza originaria del versamento (16 giugno 2009). La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha chiarito che, se la scadenza per i versamenti a saldo e in acconto dei contributi previdenziali slitta a causa del differimento della dichiarazione dei redditi (come avvenuto al 6 luglio 2009 per l'anno 2008), il termine di prescrizione decorre da questa nuova data. Poiché l'atto interruttivo è stato notificato prima (30 giugno 2014) del compimento dei cinque anni dalla nuova scadenza, la prescrizione contributi INPS non si era compiuta. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS e rinviato la causa per una nuova valutazione.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a una professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. La contribuente ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del tempo. I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi difensiva, ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata alla data di notifica della richiesta di pagamento del 4 luglio 2016. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'ente pubblico. Il termine quinquennale non decorre dalla scadenza ordinaria di giugno, ma dal termine prorogato a luglio dai decreti governativi per i versamenti tributari e contributivi. La notifica effettuata prima della scadenza prorogata ha interrotto validamente i termini, rendendo dovute le somme richieste.
Continua »
Contributi INPS: La Prescrizione Gestione Separata e le Proroghe
Un professionista non aveva versato i contributi INPS alla gestione separata per l'anno 2009. L'INPS ha chiesto il pagamento nel 2015. I giudici di merito avevano dichiarato la prescrizione contributi gestione separata, calcolando il termine dal 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che un decreto (d.P.C.M.) aveva prorogato il termine di versamento dei contributi 2009 al 7 luglio 2010. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale iniziava a decorrere da questa data successiva. L'azione dell'INPS era quindi tempestiva. La sentenza è stata cassata e rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: reddito basso e quadro RR
L'INPS ha richiesto a una professionista il pagamento di contributi alla Gestione Separata per attività svolta nel 2010. La professionista ha contestato, sostenendo che la sua attività era occasionale, dato il basso reddito (inferiore a 5.000 euro), e che i contributi erano caduti in prescrizione. La Corte d'Appello le ha dato ragione. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che un reddito basso può indicare un'attività occasionale e che la mancata compilazione del "quadro RR" nella dichiarazione dei redditi non costituisce un doloso occultamento del debito tale da sospendere la prescrizione dei contributi della Gestione Separata. L'Istituto ha perso il ricorso.
Continua »
Decadenza rimborso tributi SIAE: la Cassazione nega il rimborso
Un'Azienda ha chiesto il rimborso di somme versate all'Ente di gestione collettiva per i contrassegni (bollini) apposti sui propri prodotti, ritenuti in seguito incompatibili con il diritto europeo. Le Commissioni Tributarie hanno negato il rimborso per **decadenza rimborso tributi**, dato che l'istanza era stata presentata oltre il termine biennale. L'Azienda ha sostenuto che il termine dovesse decorrere dalla sentenza che aveva rimosso l'ostacolo giuridico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che il termine biennale decorre dal pagamento, anche se la norma è stata dichiarata illegittima. La possibilità di agire in giudizio esisteva fin dall'inizio.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: il quadro RR non basta per l’occultamento
L'Istituto Previdenziale ha richiesto i contributi previdenziali a un Professionista per gli anni 2009-2011. Il Professionista non aveva compilato interamente il 'quadro RR' nella sua dichiarazione dei redditi. L'Istituto ha sostenuto che questa omissione costituiva un 'doloso occultamento' del debito, tale da sospendere la prescrizione dei contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento. La semplice mancata compilazione del 'quadro RR' non prova automaticamente l'intenzione di nascondere il debito. L'Istituto ha perso la causa.
Continua »
Gestione separata INPS: vince la professionista
L'Istituto Previdenziale ha preteso il versamento dei contributi per la Gestione separata INPS da una professionista per l'anno 2009. La Corte d'Appello ha annullato la richiesta per due motivi autonomi: il reddito non superava la soglia minima e il credito era prescritto. L'ente pubblico ha impugnato la decisione in Cassazione contestando unicamente il calcolo della prescrizione, omettendo di contestare la motivazione legata alla soglia di reddito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Se una decisione poggia su più ragioni autonome, la mancata contestazione di una sola di esse rende inefficace l'impugnazione. La professionista non deve pagare i contributi richiesti.
Continua »
Rimborso Tributi SIAE: Decadenza Prevale su Incompatibilità UE
L'Azienda ha richiesto il rimborso delle somme versate alla SIAE per i contrassegni su prodotti audiovisivi prima del 2009. Tali versamenti erano basati su normative poi dichiarate incompatibili con il diritto dell'Unione Europea. La Commissione Tributaria Regionale aveva respinto la richiesta, sostenendo che l'Azienda fosse incorsa nella **decadenza rimborso tributi** per aver presentato l'istanza oltre il termine biennale. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che il termine di decadenza decorre dal momento del pagamento del tributo, indipendentemente dalla successiva dichiarazione di illegittimità della norma che lo imponeva. L'impossibilità di agire deve essere di natura giuridica, non di mero fatto.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: INPS vince su termine differito
L'INPS ha chiesto a una professionista il pagamento di contributi per la Gestione Separata per gli anni 2008 e 2009. La professionista ha sostenuto la prescrizione dei contributi. La Corte d'Appello aveva dato ragione alla professionista, calcolando il termine di prescrizione dalla scadenza ordinaria. La Cassazione ha invece stabilito che il termine per la prescrizione dei contributi Gestione Separata, per i contribuenti soggetti agli studi di settore, decorre dalla data di scadenza differita dei versamenti (6 luglio 2010 per il 2009). Ha accolto il ricorso dell'INPS per l'anno 2009, rinviando la causa alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
Continua »
Gestione separata INPS: basta il reddito sotto i 5000 euro?
Un libero professionista ha impugnato la richiesta di pagamento notificata dall'ente di previdenza per l'anno d'imposta 2009. Il contribuente contestava la pretesa contributiva eccependo la prescrizione del credito e l'insussistenza dei presupposti di legge, avendo prodotto un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha escluso la prescrizione, considerando tempestiva l'azione dell'ente rispetto alla scadenza dei versamenti. I giudici hanno invece accolto il ricorso sul tema dei requisiti. La Corte ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata per i professionisti iscritti ad albi dipende dall'esercizio abituale dell'attività e non dal mero superamento della soglia economica. Il giudice di merito deve accertare in concreto l'abitualità del lavoro svolto prima di imporre i contributi previdenziali.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione separata: stop all’INPS tardivo
L'Istituto previdenziale ha richiesto il pagamento di quote previdenziali per l'anno 2011 a una professionista legale tramite avviso di addebito notificato ad agosto 2017. I giudici di merito hanno ritenuto tempestiva la richiesta, fissando la decorrenza dei termini alla presentazione della dichiarazione fiscale nel settembre 2012 e ipotizzando un doloso occultamento per l'omessa compilazione del quadro contributivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto accogliendo il ricorso della lavoratrice. Il termine di prescrizione contributi Gestione separata decorre dalla scadenza prevista per il versamento del saldo e non dalla successiva dichiarazione dei redditi. La semplice omissione del quadro dichiarativo non costituisce occultamento doloso del debito. I giudici supremi hanno cancellato definitivamente il debito contributivo per intervenuta estinzione quinquennale.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
L'ente previdenziale ha notificato un avviso di addebito a una professionista per omessi versamenti previdenziali relativi all'anno d'imposta 2009. La Corte d'Appello ha inizialmente accolto la richiesta del debitore, dichiarando l'estinzione del credito per decorso del termine quinquennale calcolato dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2010, rispetto all'atto interruttivo del 30 giugno 2015. L'istituto pubblico ha impugnato la decisione in Cassazione. I giudici di legittimità hanno ribaltato l'esito: il termine iniziale per la prescrizione contributi Gestione Separata decorreva dalla data prorogata dal decreto ministeriale al 6 luglio 2010 per i soggetti con studi di settore. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata prima del 6 luglio 2015 ha validamente interrotto il termine quinquennale. Il credito previdenziale rimane valido ed esigibile.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
Un professionista contestava la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per somme dovute a titolo di contributi, eccependo l'intervenuta prescrizione quinquennale del debito. La Corte d'Appello accoglieva la tesi del lavoratore, fissando il termine iniziale del calcolo al 16 giugno 2010 e dichiarando tardiva la richiesta notificata il 24 giugno 2015. L'ente ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'efficacia della proroga dei versamenti al 6 luglio 2010 disposta tramite decreto ministeriale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'istituto, stabilendo che la proroga si applica anche ai contribuenti in regime agevolato. Di conseguenza, il termine di prescrizione contributi Gestione Separata decorreva dal 6 luglio 2010 e la richiesta di pagamento del 24 giugno 2015 risulta pienamente tempestiva e valida.
Continua »
Prescrizione indebito bancario: chi prova la natura dei versamenti?
Un Cliente ha citato in giudizio una Banca per ottenere la restituzione di interessi non dovuti (anatocismo) su conti correnti. I giudici di merito avevano inizialmente riconosciuto al Cliente il diritto alla restituzione. La Banca ha poi sollevato l'eccezione di **prescrizione indebito bancario** per alcune somme, ma la Corte d'Appello ha respinto la sua difesa, ritenendo che la Banca dovesse provare la natura "solutoria" dei versamenti. La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che l'onere di dimostrare che le rimesse erano "ripristinatorie" (e quindi non soggette a prescrizione immediata) spetta al Cliente che chiede la restituzione.
Continua »
Fondo di Garanzia INPS: La Prescrizione dei Crediti di Lavoro non Aspetta
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di **prescrizione Fondo di Garanzia INPS**. Una lavoratrice chiedeva all'INPS il pagamento del TFR e di altri crediti dopo il fallimento della sua ex azienda. La Corte d'Appello aveva negato la richiesta, ritenendo i diritti prescritti. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che il termine di prescrizione per richiedere l'intervento del Fondo di Garanzia decorre dalla pubblicazione della sentenza che ammette i crediti del lavoratore al passivo fallimentare, e non dal suo passaggio in giudicato. La lavoratrice ha perso, dovendo anche pagare le spese legali.
Continua »
Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione ribalta l’INPS
Una professionista fu iscritta d'ufficio alla Gestione Separata dell'Ente Previdenziale per l'attività del 2011. L'Ente le richiese contributi con un avviso di addebito notificato il 25 agosto 2017. La Corte d'Appello aveva ritenuto non prescritti i contributi, fissando il dies a quo della prescrizione contributi Gestione Separata alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi (27 settembre 2012). La Cassazione ha invece stabilito che il termine di prescrizione quinquennale inizia dalla scadenza del termine per il pagamento dei contributi, considerando anche eventuali differimenti. Pertanto, la pretesa contributiva dell'Ente Previdenziale è prescritta.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: vale d’ufficio nel rinvio
L'Ente Previdenziale pretendeva il pagamento di somme arretrate da un libero professionista iscritto alla gestione separata. Il Professionista eccepiva la prescrizione contributi previdenziali durante il giudizio di riassunzione, ma i giudici d'appello ritenevano l'istanza tardiva. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale conclusione, accogliendo le tesi del lavoratore. La Suprema Corte ha stabilito che il decorso del tempo estingue i debiti contributivi in modo automatico. Tale meccanismo opera di diritto e sottrae la materia alla disponibilità delle parti. Il giudice può quindi rilevare d'ufficio l'estinzione del debito anche nel giudizio di rinvio, cancellando pretese economiche ormai scadute.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: stop alle richieste INPS
Un ente previdenziale ha richiesto il pagamento di quote contributive non versate relative all'anno 2009 a un professionista iscritto alla Gestione separata. Il professionista si è opposto sostenendo l'avvenuta prescrizione contributi previdenziali per decorso del termine quinquennale. L'ente ha contestato l'estinzione del credito sostenendo la sospensione della prescrizione a causa della mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione fiscale, interpretata come doloso occultamento del debito. I giudici di merito hanno accolto le ragioni del professionista. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente pubblico. La Suprema Corte ha chiarito che la semplice omissione dichiarativa non integra un occultamento fraudolento e che la valutazione del dolo spetta esclusivamente ai giudici di merito, confermando l'annullamento della richiesta di pagamento.
Continua »