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Art. 2934 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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142 provvedimenti

Altri anni per Art. 2934 Codice Civile

Prescrizione Amianto: quando decorre il termine?
Un pensionato ha richiesto la rivalutazione dei contributi per esposizione all'amianto. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, applicando la prescrizione decennale a partire dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il termine di prescrizione amianto non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la consapevolezza, o avrebbe potuto acquisirla, della dannosa esposizione. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Prescrizione rivalutazione amianto: la Cassazione
Un lavoratore si è visto negare dalla Corte d'Appello il diritto alla rivalutazione dei contributi per esposizione all'amianto a causa della prescrizione decennale, calcolata dalla data del pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio cruciale in tema di prescrizione rivalutazione amianto: il termine per far valere il diritto non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito, o poteva acquisire, la consapevolezza del rischio corso. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Iscrizione Gestione Separata per professionisti
Un professionista, anche lavoratore dipendente, si opponeva alla richiesta di iscrizione e pagamento dei contributi alla Gestione Separata dell'ente previdenziale per i redditi da lavoro autonomo. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata, chiarendo che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine per il pagamento e non dalla dichiarazione dei redditi. Tuttavia, accogliendo un motivo di ricorso, ha annullato le sanzioni civili per l'omessa iscrizione, in applicazione di una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità delle stesse per i periodi antecedenti a una specifica norma del 2011.
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Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha affrontato il tema della prescrizione dei crediti di lavoro. Il caso riguardava la richiesta di differenze retributive da parte di due ex dipendenti nei confronti di un consorzio. La Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso del datore di lavoro che quello dei lavoratori, ribadendo due principi fondamentali: 1) la valutazione dell'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non sindacabile in Cassazione; 2) a seguito della Legge Fornero, il rapporto di lavoro non gode più di una stabilità tale da far decorrere il termine di prescrizione in costanza di rapporto, che quindi inizia solo alla sua cessazione.
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Prescrizione crediti lavoro: l’impatto della Fornero
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un ente e dei suoi ex dipendenti in una controversia su differenze retributive. La Corte ha ribadito che, a seguito della Legge Fornero del 2012, la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla cessazione del rapporto, data la diminuita stabilità del posto. Ha inoltre confermato che la valutazione sull'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e non sindacabile in sede di legittimità.
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Associazione in partecipazione: quando è lavoro finto
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due imprenditori sanzionati per aver utilizzato un contratto di associazione in partecipazione per mascherare un rapporto di lavoro subordinato. La Corte ha ribadito che la modalità effettiva di svolgimento della prestazione prevale sulla qualificazione formale data dalle parti al contratto ('nomen iuris') e che i vizi procedurali sono irrilevanti se non ledono concretamente il diritto di difesa.
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Vittima del dovere: status imprescrittibile, lo dice la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere non è soggetto a prescrizione, a differenza dei singoli benefici economici che ne derivano. Un ricorso del Ministero dell'Interno, che sosteneva la prescrizione decennale del diritto, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito che lo status è una condizione personale permanente e imprescrittibile, consolidando un orientamento giurisprudenziale costante.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10793/2025, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile se non ricorre una delle tre specifiche ipotesi di pregiudizio previste dalla legge. Una contribuente aveva contestato un estratto di ruolo per contributi previdenziali, eccependo unicamente la prescrizione del credito. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che la sola eccezione di prescrizione non è sufficiente a fondare l'interesse ad agire per un'impugnazione diretta, in assenza di atti esecutivi successivi.
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Prescrizione crediti lavoro: le novità post Fornero
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un ente e di due ex dipendenti in una causa per crediti retributivi. Il fulcro della decisione è la questione della prescrizione crediti lavoro. La Corte ha ribadito che, a seguito della Legge Fornero (L. 92/2012), la mancanza di un regime di piena stabilità del posto di lavoro comporta la sospensione del decorso della prescrizione per i crediti retributivi fino alla cessazione del rapporto. Inoltre, ha confermato che la valutazione sull'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità.
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Prescrizione crediti retributivi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili sia il ricorso di un consorzio che quello dei suoi ex dipendenti in una controversia sulla prescrizione crediti retributivi. La Corte ha confermato che, a seguito della Legge Fornero, la stabilità del posto di lavoro è diminuita, pertanto la prescrizione dei crediti decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro. Qualsiasi richiesta di rivalutazione delle prove è stata ritenuta inammissibile in sede di legittimità.
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Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla prescrizione dei crediti di lavoro di alcuni dipendenti di un consorzio. La Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso principale dell'azienda che quello incidentale dei lavoratori. È stato ribadito che la valutazione dell'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione è compito del giudice di merito. Inoltre, è stato confermato il principio, consolidato dopo la Legge Fornero, secondo cui la prescrizione crediti lavoro decorre dalla cessazione del rapporto, a causa della diminuita stabilità del posto di lavoro.
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Prescrizione crediti di lavoro dopo la Legge Fornero
Un consorzio ha impugnato una sentenza che riconosceva differenze retributive a due ex dipendenti, sostenendo l'avvenuta prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la Legge Fornero, avendo ridotto la stabilità del rapporto di lavoro, ha determinato la sospensione della prescrizione dei crediti di lavoro fino alla cessazione del rapporto stesso. Anche il ricorso incidentale dei lavoratori è stato giudicato inammissibile.
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Motivo di ricorso: quando è inammissibile?
Una società di formazione ha visto respinto il suo ricorso contro un'intimazione di pagamento per debiti contributivi. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo di ricorso per mancanza di autosufficienza, poiché non erano stati allegati i documenti essenziali. Il secondo motivo è stato ritenuto infondato, in quanto la semplice riproposizione di argomenti già esposti non costituisce un valido motivo di gravame.
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Vittima del Dovere: prescrizione e benefici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13556/2025, ha ribadito un principio fondamentale in materia di benefici per la vittima del dovere. Se da un lato lo status di vittima è imprescrittibile e può essere richiesto in qualsiasi momento, i diritti economici che ne derivano sono soggetti alla prescrizione decennale. La Corte ha inoltre precisato che, per la speciale elargizione una tantum, il termine di prescrizione decorre non dal riconoscimento dello status, ma dall'entrata in vigore della normativa che ha introdotto il beneficio (d.P.R. n. 243/2006), rendendo in questo caso specifico il diritto prescritto.
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Prescrizione crediti agente: la Cassazione sui 5 anni
Un agente ha citato in giudizio la società preponente per ottenere la riqualificazione del rapporto e il pagamento di differenze retributive e indennità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La Corte ha ribadito che la prescrizione dei crediti dell'agente per le provvigioni è quinquennale e non decennale. Ha inoltre dichiarato inammissibili le domande nuove in appello e ha sottolineato l'importanza del rispetto dei termini di decadenza e dell'onere della prova a carico dell'agente.
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Prescrizione crediti lavoro: il caso del lettore
L'erede di una docente universitaria si è rivolta alla Cassazione dopo che la Corte d'Appello ha drasticamente ridotto le somme dovute per differenze retributive, applicando la prescrizione. Il nodo centrale era la prescrizione crediti di lavoro. La Corte d'Appello ha considerato prescritti i crediti anteriori al 2004, poiché il primo atto interruttivo valido risaliva al 2009. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per i dipendenti pubblici il termine di prescrizione quinquennale decorre durante il rapporto di lavoro, data la sua stabilità. Ha inoltre dichiarato inammissibili le censure procedurali su prove e calcoli, ritenendole tentativi di riesaminare il merito della causa.
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Prescrizione incrementi pensione: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i termini della prescrizione per gli incrementi sulla pensione. L'Ente Previdenziale ha impugnato una sentenza d'appello che riconosceva a degli eredi il diritto a maggiorazioni su una pensione di reversibilità, basate su una legge del 1975. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che il diritto a tali incrementi si è estinto per prescrizione decennale, decorrente dalla data di abrogazione della norma nel 1984. Di conseguenza, la domanda, presentata decenni dopo, è stata rigettata.
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Notifica fermo amministrativo: atto interno non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mera iscrizione di un fermo amministrativo nei registri interni di un ente non è sufficiente a interrompere la prescrizione dei crediti contributivi. È necessaria la prova della effettiva notifica fermo amministrativo al debitore. Un documento interno, come una schermata informatica, non costituisce prova valida della notifica, la cui dimostrazione spetta sempre all'ente creditore. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Notifica cartelle esattoriali: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica di alcune cartelle esattoriali nonostante le eccezioni del contribuente. Il caso riguardava un preavviso di fermo amministrativo per contributi non versati. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che le questioni di fatto sulla regolarità della notifica non possono essere riesaminate in sede di legittimità e che l'omessa pronuncia sulla prescrizione non sussiste se la decisione sulla validità della notifica la risolve implicitamente.
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Nullità procura telematica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato la contumacia degli eredi di un lavoratore in una causa contro un condominio. L'errore risiedeva nella gestione di una nullità della procura telematica: la Corte territoriale non aveva concesso un termine per sanare il vizio, come previsto dall'art. 182 c.p.c. Questo vizio procedurale ha portato alla cassazione della decisione e al rinvio della causa al giudice d'appello, assorbendo le altre questioni sollevate dal condominio.
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