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Art. 2934 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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142 provvedimenti

Altri anni per Art. 2934 Codice Civile

Prescrizione indebito retributivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di prescrizione indebito retributivo. Un ente pubblico aveva tentato di recuperare somme erogate a due dipendenti oltre dieci anni prima, a titolo di assegno ad personam. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente, confermando la decisione d'appello che aveva sancito l'avvenuta prescrizione del diritto al recupero. La sentenza sottolinea che la Cassazione non può riesaminare nel merito i fatti, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Onere della prova: chi deve dimostrare l’indebito?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28884/2025, ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova nella ripetizione dell'indebito. Un'azienda sanitaria aveva trattenuto somme dagli stipendi di alcuni medici, sostenendo fossero pagamenti non dovuti per assistiti deceduti. I medici hanno agito in giudizio per far accertare l'inesistenza del debito. La Corte ha chiarito che l'onere della prova grava sempre su chi afferma l'esistenza dell'indebito e ne chiede la restituzione (in questo caso l'azienda sanitaria), anche quando formalmente è la parte convenuta in giudizio. L'azienda, non avendo fornito tempestivamente le prove del suo credito, ha perso la causa.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7446/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione per la rivalutazione contributiva da esposizione ad amianto. Un lavoratore si era visto negare il beneficio dalla Corte d'Appello, la quale aveva fatto decorrere il termine decennale di prescrizione dalla data del pensionamento. La Cassazione ha cassato la sentenza, chiarendo che il termine di prescrizione non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha avuto effettiva conoscenza o poteva avere conoscenza del suo diritto, ovvero dell'esposizione nociva. La causa è stata rinviata per un nuovo esame basato su questo principio.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7373/2024, ha confermato la prescrittibilità del diritto alla rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. Il termine decennale di prescrizione decorre dal momento in cui il lavoratore acquisisce consapevolezza dell'esposizione, momento che la Corte ha identificato con la presentazione della domanda di certificazione all'INAIL. Una successiva domanda all'INPS, presentata oltre dieci anni dopo tale data, è stata quindi ritenuta tardiva.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7279/2024, ha stabilito un principio fondamentale in tema di prescrizione della rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. Un lavoratore si è visto negare il beneficio dalla Corte d'Appello, la quale aveva fissato l'inizio del termine decennale di prescrizione alla data del pensionamento. La Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che il termine non decorre automaticamente dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha avuto effettiva conoscenza o poteva avere conoscenza del suo diritto. La sola data di pensionamento non è un elemento sufficiente a dimostrare tale consapevolezza.
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Prescrizione amianto: la decorrenza è la consapevolezza
Un pensionato ha richiesto la rivalutazione dei contributi per esposizione all'amianto. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che la prescrizione amianto decorre non dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza dell'esposizione. L'onere di provare tale consapevolezza spetta all'ente previdenziale che eccepisce la prescrizione.
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Prescrizione rivalutazione contributiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4742/2024, ha stabilito che il diritto alla rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto si estingue per prescrizione decennale. Il termine decorre dalla data di pensionamento, momento in cui il lavoratore ha conoscenza della lesione del proprio diritto. La Corte chiarisce che la prescrizione rivalutazione contributiva estingue il diritto in sé, non solo i singoli ratei, data la sua natura autonoma rispetto al diritto alla pensione.
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Progressione per saltum: domanda essenziale per agire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4179/2024, ha stabilito che un dipendente pubblico non può contestare l'illegittimità di un bando di concorso che esclude la progressione per saltum se non ha prima presentato la relativa domanda di partecipazione. Secondo la Corte, la mancata presentazione dell'istanza impedisce il sorgere di un interesse ad agire concreto e attuale, rendendo inammissibile il ricorso. La presentazione della domanda è un presupposto indispensabile per poter poi impugnare l'eventuale provvedimento di diniego.
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Prescrizione pubblico impiego: la Cassazione chiarisce
Una lavoratrice, impiegata per anni presso una Pubblica Amministrazione con contratti precari, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro unico e il pagamento delle differenze retributive. L'amministrazione ha eccepito la prescrizione dei crediti più vecchi di cinque anni. La Corte di Cassazione, con una decisione importante sulla prescrizione pubblico impiego, ha stabilito che per i lavoratori precari del settore pubblico il termine di prescrizione quinquennale decorre in costanza di rapporto e non dalla sua cessazione. Questo perché, a differenza del settore privato, manca un'aspettativa giuridicamente tutelata alla stabilizzazione del rapporto, eliminando il cosiddetto "metus" (timore) del lavoratore nel far valere i propri diritti. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Eccezione di prescrizione: l’onere della prova in giudizio
Un lavoratore agricolo ha citato in giudizio gli eredi del suo datore di lavoro per ottenere il pagamento di differenze retributive maturate in un rapporto di lavoro quarantennale. Gli eredi hanno sollevato un'eccezione di prescrizione, sostenendo che il diritto del lavoratore si era estinto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha rigettato il ricorso del lavoratore. La Corte ha chiarito che, sebbene spetti a chi solleva l'eccezione di prescrizione allegare i fatti su cui essa si fonda (come la data di cessazione del rapporto), il lavoratore non è esonerato dal provare la continuità del rapporto di lavoro nel periodo rilevante ai fini della prescrizione. Non avendo fornito tale prova, la sua domanda è stata considerata prescritta.
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Prescrizione Amianto: quando decorre il termine?
Un lavoratore esposto all'amianto ha richiesto un aumento dei contributi previdenziali. La questione centrale del caso riguardava l'inizio del termine di prescrizione decennale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la decorrenza della prescrizione amianto non coincide automaticamente con la data del pensionamento. Il termine inizia a decorrere solo dal momento in cui il lavoratore acquisisce una concreta e provata consapevolezza della propria esposizione e dei diritti che ne derivano. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva presunto tale consapevolezza, rinviando la causa per un nuovo esame che accerti in fatto il momento esatto di tale presa di coscienza.
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Prescrizione Amianto: da quando decorre il termine?
Un lavoratore esposto all'amianto, andato in pensione nel 1998, ha richiesto i benefici contributivi nel 2015. La Corte d'Appello aveva dichiarato il diritto estinto, facendo decorrere la prescrizione amianto dalla data del pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il termine decennale di prescrizione decorre non dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce una consapevolezza effettiva e provabile dell'esposizione e dei diritti conseguenti. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione dei fatti.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando decorre?
Un pensionato ha richiesto la rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, considerando il diritto prescritto per decorrenza di dieci anni dalla data del pensionamento. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la prescrizione rivalutazione amianto decorre non dal pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza dell'esposizione. L'onere di provare tale momento spetta all'ente previdenziale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Ripetizione indebito: la PA può chiedere i soldi?
La Corte di Cassazione analizza un caso di ripetizione indebito avviato da un ente pubblico contro i propri dipendenti. L'ente aveva annullato in autotutela le delibere che giustificavano pagamenti extra, chiedendone la restituzione. I lavoratori si sono opposti, ma la Cassazione ha dichiarato il loro ricorso inammissibile, confermando che le somme, prive di una valida causa giuridica a seguito dell'annullamento degli atti, dovevano essere restituite.
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Prescrizione contributi pubblici: la Cassazione decide
Un'azienda sanitaria ha chiesto il rimborso di somme versate a un ente previdenziale per contributi che riteneva prescritti. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, chiarendo che una norma successiva ha legittimamente differito con effetto retroattivo i termini di prescrizione contributi pubblici non ancora accertati con sentenza definitiva, rendendo dovuto il pagamento.
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Prescrizione Amianto: la consapevolezza è decisiva
Un ex lavoratore di uno stabilimento chimico ha richiesto la rivalutazione dei contributi per esposizione ad amianto. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo il diritto estinto per prescrizione amianto, calcolata dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale: il termine di prescrizione decennale non decorre automaticamente dalla pensione, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la consapevolezza o avrebbe potuto acquisirla con l'ordinaria diligenza, di essere stato esposto a un rischio qualificato. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Prescrizione benefici amianto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33253/2024, ha stabilito un principio cruciale in tema di prescrizione benefici amianto. Il caso riguarda una ex lavoratrice che aveva richiesto la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo il diritto prescritto perché la richiesta era stata presentata oltre dieci anni dopo il pensionamento. La Cassazione ha cassato questa decisione, affermando che il termine di prescrizione non decorre automaticamente dalla data di pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la consapevolezza o la concreta conoscibilità del proprio diritto. Stabilire questo momento richiede un accertamento specifico dei fatti, non una presunzione automatica.
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Prescrizione amianto: da quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33165/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di prescrizione amianto. Il diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto si prescrive in dieci anni, ma il termine non decorre automaticamente dalla data del pensionamento. La decorrenza scatta solo dal momento in cui il lavoratore acquisisce la consapevolezza, o la ragionevole conoscibilità, di essere stato esposto a tale agente nocivo. La Corte ha cassato la decisione di merito che legava la prescrizione al solo pensionamento, rinviando la causa per un nuovo esame che accerti l'effettiva consapevolezza del lavoratore.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando inizia?
Una lavoratrice ha richiesto la rivalutazione dei contributi per esposizione all'amianto. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, ritenendo il diritto estinto e facendo partire la prescrizione dalla data di pensionamento. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la prescrizione rivalutazione amianto decorre solo dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la consapevolezza dell'esposizione, un fatto che deve essere provato e non può essere presunto automaticamente con il pensionamento. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Prescrizione amianto: non basta la data di pensione
In un caso di rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto, la Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione del diritto non decorre automaticamente dalla data di pensionamento. Il termine decennale inizia a correre solo dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la concreta consapevolezza di essere stato esposto a un rischio qualificato. La Corte ha cassato la sentenza d'appello per 'motivazione apparente', in quanto aveva collegato l'inizio della prescrizione alla data della pensione senza un'indagine fattuale sulla reale conoscenza del lavoratore.
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