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Art. 2909 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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708 provvedimenti

Altri anni per Art. 2909 Codice Civile

Compenso professionale: accordi e giudicato implicito
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava a un professionista un ulteriore compenso professionale da parte di un istituto di credito. La Corte ha stabilito che un precedente decreto ingiuntivo non opposto non costituiva un giudicato implicito estensibile a incarichi futuri e diversi. Inoltre, ha convalidato l'interpretazione del Tribunale riguardo un accordo transattivo, considerandolo definitivo e non un semplice acconto, e ha negato l'applicazione retroattiva della legge sull'equo compenso.
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Litisconsorzio necessario: effetti sulla usucapione
In una causa per usucapione iniziata nel 1982, la Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale del litisconsorzio necessario. La Corte ha stabilito che l'integrazione successiva di un litisconsorte necessario, inizialmente non citato in giudizio, ha un effetto sanante retroattivo. Questo significa che l'interruzione del termine per l'usucapione si estende anche al soggetto integrato, a partire dalla data della notifica originaria, impedendo così il compimento della stessa.
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Usucapione tra parenti: quando è valida?
Una controversia tra eredi sulla proprietà di un appartamento porta la Corte di Cassazione a definire i limiti dell'usucapione tra parenti. La Corte ha stabilito che la costruzione ex novo di un'abitazione, l'uso come residenza familiare per decenni e l'accollo esclusivo delle spese fiscali sono prove di un possesso uti dominus, idonee a superare la semplice presunzione di tolleranza familiare, confermando così l'acquisto della proprietà per usucapione da parte di un fratello nei confronti degli eredi dell'altro.
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Compensi professionali avvocato e accordi tariffari
La Corte di Cassazione ha esaminato una controversia sui compensi professionali avvocato tra un legale e un istituto di credito. La Corte ha rigettato il ricorso principale del professionista, confermando che l'interpretazione di un accordo forfettario del 2015 rientra nel potere del giudice di merito. Ha inoltre stabilito l'irretroattività della legge sull'equo compenso e chiarito i limiti del giudicato e del frazionamento del credito in caso di incarichi distinti. È stato parzialmente accolto il ricorso incidentale della banca su un punto specifico relativo al recupero delle spese.
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Accordo compensi avvocato: la parola della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso riguardante la determinazione dei compensi professionali di un avvocato. La controversia verteva sull'interpretazione di un accordo transattivo del 2015, che la Corte ha ritenuto onnicomprensivo per tutte le attività svolte fino a una certa data, respingendo le ulteriori pretese del legale. È stata inoltre esclusa l'applicazione retroattiva della legge sull'equo compenso, poiché il rapporto professionale si era concluso prima della sua entrata in vigore. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale dell'avvocato sia quello incidentale della banca, confermando la decisione del Tribunale che aveva parzialmente accolto l'opposizione della banca al decreto ingiuntivo iniziale.
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Compenso professionale avvocato: accordi e tariffe
In una complessa disputa sul compenso professionale avvocato, la Corte di Cassazione interviene per chiarire l'interpretazione di accordi tariffari e di un patto liquidatorio tra un legale e un istituto di credito. La Corte ha stabilito che il rimborso forfettario delle spese generali è sempre dovuto, anche se non previsto nell'accordo, e che la legge sull'equo compenso non è retroattiva. Inoltre, ha precisato che se il compenso è legato all'effettivo recupero del credito da parte del cliente, spetta all'avvocato dimostrare che tale condizione si sia verificata. La precedente decisione è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione su questi punti.
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Compenso professionale avvocato: i limiti del patto
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta una complessa disputa sul compenso professionale di un avvocato nei confronti di un istituto di credito. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale del legale sia quello incidentale della banca, confermando la decisione di merito. I giudici hanno stabilito la prevalenza di un accordo liquidatorio specifico sulle tariffe forensi, hanno chiarito i limiti dell'interpretazione contrattuale in sede di legittimità e hanno confermato la non retroattività della legge sull'equo compenso. È stato inoltre ritenuto legittimo il frazionamento del credito da parte dell'avvocato, data la pluralità di incarichi professionali distinti.
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Responsabilità amministratore condominio per convocazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza 29878/2019, ha stabilito che un precedente giudizio di annullamento di una delibera assembleare per errata convocazione non determina automaticamente la responsabilità esclusiva dell'amministratore. La Corte ha chiarito che l'assemblea condominiale ha il dovere di verificare la regolarità degli avvisi di convocazione. Un'eventuale omissione di tale controllo può configurare un concorso di colpa del condominio, riducendo o escludendo la responsabilità dell'amministratore. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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