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Art. 2909 Codice Civile — Anno 2025

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1234 provvedimenti

Altri anni per Art. 2909 Codice Civile

Danno da immissioni: la prova è indispensabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8215/2025, ha rigettato la richiesta di risarcimento per danno da immissioni avanzata dai proprietari di un immobile contro la vicina, il cui allevamento di gatti causava cattivi odori. La Corte ha stabilito che la mera esistenza delle immissioni moleste non è sufficiente per ottenere un risarcimento. È onere del danneggiato fornire una prova rigorosa del danno concreto, sia esso patrimoniale (come la perdita di occasioni di affitto) o non patrimoniale (come un'effettiva lesione alla qualità della vita o alla salute), soprattutto se non risiede stabilmente nell'immobile interessato.
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Estinzione del giudizio: pace fiscale e fine del caso
Un lungo contenzioso tributario, nato da un accertamento su una plusvalenza da cessione d'azienda, si conclude in Cassazione non con una decisione sul merito, ma con una declaratoria di estinzione del giudizio. Il contribuente, infatti, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, una forma di "pace fiscale" che permette di chiudere le controversie pagando un importo forfettario. La Corte Suprema, prendendo atto dell'avvenuto pagamento, ha dichiarato estinto il processo, ponendo fine a una vicenda giudiziaria durata anni.
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Giudicato esterno: limiti in materia tributaria
Una società cooperativa edilizia si oppone a un avviso di accertamento IMU per il 2016, basandosi su una sentenza favorevole relativa al 2013. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha annullato la decisione di secondo grado che aveva accolto l'eccezione del contribuente. La Suprema Corte ha chiarito i limiti del giudicato esterno in materia tributaria, affermando che una sentenza su un'annualità d'imposta non è vincolante per le successive se sono cambiate le norme di riferimento o le condizioni di fatto (es. la destinazione degli immobili). Il caso è stato rinviato per un nuovo esame nel merito.
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Inammissibilità ricorso cassazione: l’esposizione dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso a causa della mancata esposizione chiara e completa dei fatti di causa, requisito fondamentale previsto dall'art. 366 c.p.c. La vicenda trae origine da un'opposizione a un'esecuzione immobiliare, basata sulla presunta inesistenza della notifica di un decreto ingiuntivo. La Corte ha sottolineato come la carenza espositiva impedisca ai giudici di comprendere appieno la controversia, confermando la rigidità dei requisiti formali per l'accesso al giudizio di legittimità. La decisione evidenzia le conseguenze di un'errata redazione dell'atto, portando a una pronuncia di inammissibilità del ricorso per cassazione.
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Giudicato su precetto: preclusione a nuove opposizioni
La Cassazione chiarisce che il giudicato formatosi su una prima opposizione a precetto impedisce di sollevare nuove contestazioni in un'opposizione a un secondo precetto basato sul medesimo titolo esecutivo, anche se con prospettazioni diverse. Il caso riguarda la successione nel debito di una società a seguito di operazioni straordinarie. La Corte ha stabilito che la preclusione del giudicato copre ogni questione sulla titolarità passiva del debito, rendendo il secondo precetto una mera rinnovazione del primo.
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Delega di firma: onere della prova sull’Agenzia
Una società impugna due avvisi di accertamento, contestando tra l'altro il difetto di delega di firma del funzionario sottoscrittore. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8505/2025, dichiara estinto il giudizio per il primo avviso grazie a una definizione agevolata. Per il secondo avviso, accoglie il ricorso, stabilendo che in caso di contestazione della delega di firma, spetta all'Amministrazione Finanziaria e non al contribuente fornire la prova della sua esistenza. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio.
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Giudicato esterno: quando è vincolante per casi futuri?
Un ente previdenziale ha impugnato una sentenza relativa a contributi non versati, invocando un precedente giudicato esterno. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché l'ente non ha trascritto integralmente il testo della sentenza precedente nel proprio atto di appello, violando il principio di autosufficienza e impedendo alla Corte di verificare la portata del giudicato esterno invocato.
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Giudicato esterno TARI: quando non si applica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8605/2025, ha respinto il ricorso di un imprenditore contro un Comune in materia di TARI. La Corte ha stabilito che il giudicato esterno TARI formatosi su una annualità non si estende automaticamente a quelle successive se riguarda elementi fattuali variabili, come l'estensione dei locali commerciali. Inoltre, ha confermato che una notifica nulla è sanata se l'atto raggiunge comunque il suo scopo, ovvero la conoscenza da parte del destinatario.
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Giudicato esterno tributario e TARI: limiti e oneri
Una società ha contestato una cartella di pagamento per la TARI 2017, invocando una precedente sentenza favorevole per il 2014 (giudicato esterno). La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il principio del giudicato esterno tributario non si applica a elementi variabili come la natura e la quantità dei rifiuti prodotti, che possono cambiare di anno in anno. La Corte ha ribadito che l'onere di provare la produzione di rifiuti speciali, e quindi il diritto all'esenzione, spetta al contribuente per ogni singola annualità d'imposta.
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Giudicato esterno TARI: non vale per anni diversi
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sentenza favorevole sulla Tassa sui Rifiuti (TARI) per un'annualità non si estende automaticamente agli anni successivi. Il principio del giudicato esterno non si applica se i presupposti di fatto, come la tipologia di rifiuti prodotti da un'azienda, sono variabili e non permanenti. Pertanto, il contribuente deve dimostrare ogni anno il proprio diritto all'esenzione, provando la natura speciale dei rifiuti e il loro corretto smaltimento.
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Esenzione TARI: prova sui rifiuti speciali anno per anno
Una società ha impugnato un avviso di pagamento per la TARI 2015, sostenendo che una precedente sentenza favorevole per il 2014 dovesse estendere i suoi effetti. La Corte di Cassazione ha respinto tale tesi, chiarendo che l'esenzione TARI per la produzione di rifiuti speciali non è permanente. Trattandosi di un elemento fattuale variabile, il contribuente deve dimostrare annualmente la natura dei rifiuti prodotti e il loro corretto smaltimento. La Corte ha però cassato la sentenza per un vizio procedurale, ovvero la mancata pronuncia su un motivo d'appello relativo al regolamento comunale.
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Giudicato esterno tributario e TARI: i limiti
Una società ha impugnato un avviso di pagamento per la TARI, basandosi su una precedente sentenza favorevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il principio del giudicato esterno tributario non si applica a elementi fattuali variabili, come la natura dei rifiuti prodotti, la cui prova spetta al contribuente per ogni singola annualità.
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Inammissibilità ricorso previdenziale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso previdenziale presentato da due soggetti contro un ente previdenziale. Il caso riguardava la loro cancellazione da una gestione e l'iscrizione a un'altra. La Corte ha rigettato tutti i nove motivi di ricorso, confermando i vasti poteri istruttori del giudice del lavoro e l'inammissibilità di censure basate su principi di diritto già consolidati o su vizi procedurali non specificamente documentati.
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Fideiussore consumatore: il collegamento funzionale
La Corte di Cassazione ha stabilito che il garante di un debito societario non può essere qualificato come fideiussore consumatore se esiste un forte 'collegamento funzionale' con la società. Nel caso specifico, il garante era socio di maggioranza (95%) e amministratore unico, agendo quindi per scopi professionali e non privati. La Corte ha rigettato il ricorso, negando l'applicazione delle tutele del consumatore, come il foro di competenza esclusivo. Sono state respinte anche le eccezioni relative a nullità antitrust e usura per mancanza di prove specifiche.
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Intervento giudizio tributario: l’Agenzia può sempre?
Un contribuente impugna una cartella di pagamento emessa dall'Agente della Riscossione. Quest'ultimo chiama in causa l'Agenzia Fiscale. Le corti di merito dichiarano inammissibile l'intervento giudizio tributario dell'Agenzia. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando che l'Ente impositore, in quanto titolare del credito, ha sempre il diritto di intervenire nel processo, anche se la chiamata in causa è tardiva, qualificando il suo ingresso come intervento adesivo autonomo.
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Giudicato sostanziale: decisione di rito non vincola
Una società si è vista negare un rimborso fiscale perché una precedente sentenza, secondo i giudici di merito, aveva già deciso la questione. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che la sentenza precedente, essendo puramente procedurale (di rito), non aveva esaminato il merito della richiesta. Di conseguenza, non poteva formare un giudicato sostanziale e la società ha il diritto di veder esaminata la sua richiesta di rimborso in un nuovo processo.
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Edificabilità aree IMU: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IMU per il 2014, sostenendo che i propri terreni non fossero edificabili a causa di vincoli paesaggistici e di destinazione pubblica. La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della edificabilità aree IMU, specificando che solo i vincoli di inedificabilità assoluta, che precludono totalmente l'intervento privato, esonerano dal pagamento dell'imposta. I vincoli che si limitano a condizionare lo sviluppo o che ammettono un'iniziativa privata o mista, invece, incidono solo sulla determinazione del valore venale ma non eliminano il presupposto impositivo. La causa è stata rinviata al giudice di merito per una nuova valutazione.
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Edificabilità terreni IMU: la guida della Cassazione
Una società ha contestato un avviso di accertamento IMU sostenendo la non edificabilità dei propri terreni a causa di vincoli paesaggistici e di destinazione a servizi pubblici. La Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini dell'edificabilità terreni IMU, solo i vincoli che precludono in modo assoluto e totale qualsiasi intervento privato, riservandolo esclusivamente all'ente pubblico in un'ottica espropriativa, possono escludere l'imponibilità. I vincoli che si limitano a ridurre la potenzialità edificatoria o il valore venale non annullano il presupposto impositivo. La Corte ha quindi cassato la sentenza precedente, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Appello incidentale: quando è necessario?
La Corte di Cassazione chiarisce che una parte, la cui eccezione preliminare (es. decadenza) sia stata implicitamente respinta dal giudice di primo grado, deve proporre un appello incidentale per farla riesaminare. Il rigetto è implicito quando il giudice decide nel merito della causa, presupponendo il superamento dell'eccezione. La semplice riproposizione dell'eccezione in appello non è sufficiente, pena la formazione del giudicato interno sulla questione.
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Titolo esecutivo: cosa accade se viene annullato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un creditore che insisteva in una procedura esecutiva immobiliare. La decisione si fonda sulla sopravvenuta caducazione del titolo esecutivo, ovvero l'annullamento della sentenza originaria, e sull'esistenza di un precedente giudicato che aveva già accertato tale carenza, rendendo improcedibile qualsiasi ulteriore azione.
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