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Art. 2909 Codice Civile — Anno 2025

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1234 provvedimenti

Altri anni per Art. 2909 Codice Civile

Principio di soccombenza: chi paga le spese legali?
Una lavoratrice ottiene una vittoria parziale contro un'amministrazione pubblica, ma la Corte d'Appello la condanna a pagare il 50% delle spese legali. La Cassazione interviene, annullando la condanna e riaffermando che il principio di soccombenza vieta di addebitare le spese alla parte parzialmente vittoriosa, disponendo la compensazione totale delle spese di tutti i gradi di giudizio.
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Identificazione persona offesa: la Cassazione decide
Una donna ha citato in giudizio due individui per calunnia e diffamazione, sostenendo di essere la "donna" non identificata menzionata nelle loro denunce penali. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando le decisioni dei tribunali inferiori. Il motivo principale è stata la mancata certa identificazione della persona offesa all'interno degli atti originali, un requisito essenziale sia per la configurazione del reato di calunnia che per quello di diffamazione.
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Giudicato successore titolo particolare: la Cassazione
In una complessa vicenda immobiliare, la Corte di Cassazione ha delineato i confini dell'efficacia di una sentenza definitiva (giudicato) nei confronti di chi acquista un diritto durante il processo. La Corte ha stabilito che per il giudicato successore a titolo particolare, l'efficacia è automatica per le azioni personali (come la restituzione), ma per le azioni reali (come la negazione di una servitù), è subordinata alla preventiva trascrizione della domanda giudiziale nei registri immobiliari. Poiché tale trascrizione mancava, la Corte ha annullato la decisione d'appello su questo specifico punto.
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Notifica cartella esattoriale nulla: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27299/2025, ha annullato un preavviso di fermo amministrativo a causa di vizi procedurali. La Corte ha stabilito che una notifica cartella esattoriale nulla si verifica quando, in caso di irreperibilità assoluta, l'agente notificatore omette di documentare le ricerche effettuate. Inoltre, ha chiarito che i giudici di merito devono distinguere correttamente tra irreperibilità assoluta e relativa, applicando le rispettive procedure. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Giudicato interno: quando il giudice non può decidere
Un centro sanitario ha richiesto un pagamento a un'azienda sanitaria. Il tribunale ha concesso una somma parziale, riconoscendo implicitamente la validità del rapporto. In appello, la Corte ha respinto la domanda per mancanza di contratti scritti. La Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la validità del contratto era coperta da giudicato interno, poiché non contestata nell'appello, limitando così i poteri del giudice.
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Risarcimento del danno e giudicato: il caso dei dipendenti
La Corte di Cassazione ha stabilito che una precedente sentenza che nega le differenze retributive a dei dipendenti pubblici non preclude una successiva azione per il risarcimento del danno. Il caso riguardava alcuni dipendenti a cui un Ministero non aveva inizialmente riconosciuto un punteggio per il titolo di laurea in una procedura di progressione interna, ritardandone l'inquadramento. La Corte ha chiarito che la domanda per le differenze retributive (basata sul contratto) e quella per il risarcimento del danno (basata sulla condotta illecita dell'amministrazione) hanno una 'causa petendi' diversa, pertanto non sono coperte dallo stesso giudicato.
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Frazionamento del danno: no a più cause per un solo illecito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito un principio fondamentale in materia di risarcimento: il divieto di frazionamento del danno. Nel caso specifico, i familiari di una vittima di sequestro, dopo aver ottenuto la condanna al risarcimento della somma pagata come riscatto, avevano avviato una nuova causa per ottenere il rimborso degli interessi persi sugli investimenti liquidati per pagare tale somma. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che tutte le conseguenze dannose derivanti da un unico fatto illecito devono essere richieste in un'unica azione legale. La richiesta di interessi persi non costituisce una voce di danno autonoma, ma una componente del danno patrimoniale originario che doveva essere fatta valere nel primo giudizio.
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Giudicato interno: i limiti nel giudizio di rinvio
In un caso di presunta appropriazione indebita, la Cassazione ha respinto il ricorso dell'erede, chiarendo importanti principi processuali. La Corte ha stabilito che non si forma un giudicato interno su questioni decise con ordinanze istruttorie e che, nel giudizio di rinvio, il giudice ha piena libertà di valutazione dei fatti. È stato inoltre confermato il carattere discrezionale del potere del giudice di trarre argomenti di prova dalla mancata esibizione di documenti.
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Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
Un'azienda ha citato in giudizio il proprio legale per non aver sollevato tempestivamente un'eccezione di decadenza in una causa di lavoro, subendo una condanna. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento, stabilendo che in tema di responsabilità professionale avvocato, il cliente ha l'onere di provare il nesso causale, ovvero che l'esito della causa sarebbe stato favorevole se il legale non avesse commesso l'errore. La Corte ha ritenuto che tale prova non fosse stata fornita, poiché la fondatezza dell'eccezione omessa era tutt'altro che certa.
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Credito IVA: la Cassazione sul fatto non contestato
La Corte di Cassazione interviene su un caso di Credito IVA, stabilendo un principio fondamentale sulla valutazione delle prove. L'ordinanza in esame ha cassato la sentenza di secondo grado perché il giudice non aveva considerato l'ammissione dell'Agenzia delle Entrate circa l'utilizzo solo parziale del credito da parte del contribuente. Secondo la Corte, tale ammissione costituisce un fatto decisivo che non può essere ignorato, portando all'annullamento della decisione e al rinvio per un nuovo esame.
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Interessi rimborso imposte: no a tassi commerciali
Un contribuente chiedeva gli interessi per ritardato pagamento di un rimborso imposte secondo i tassi delle transazioni commerciali. La Cassazione ha negato tale richiesta, stabilendo che si applica la normativa speciale tributaria (D.P.R. 602/1973), che prevale su quella generale, e non quella sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
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Giudicato Interno: Cassazione annulla la sentenza
Una società impugna una cartella esattoriale. La corte d'appello l'annulla, ma la Cassazione cassa la sentenza per violazione del giudicato interno, avendo deciso su un punto non impugnato. Ribadita anche la necessità di verificare la compatibilità delle agevolazioni con le norme UE sugli aiuti di Stato.
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Giudicato esterno: come blocca nuove richieste COSAP
Un condominio si opponeva a una richiesta di pagamento per l'occupazione di suolo pubblico (COSAP) emessa da un'amministrazione comunale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del condominio, stabilendo che il principio del giudicato esterno impedisce al Comune di richiedere il pagamento. Precedenti sentenze definitive avevano già accertato che il canone non era dovuto per le stesse strutture, creando un vincolo non superabile per le successive annualità, in assenza di nuove circostanze.
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COSAP griglie: quando il canone non è dovuto
Un condominio ha citato in giudizio il proprio Comune per ottenere il rimborso del COSAP versato per griglie e intercapedini presenti sul marciapiede. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: il COSAP per griglie non è dovuto se le opere sono state realizzate su un'area privata prima che questa venisse destinata all'uso pubblico. La Corte ha quindi annullato la decisione d'appello, rinviando il caso per accertare la cronologia dei fatti, ovvero se le griglie preesistessero alla servitù di passaggio pubblico.
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Efficacia erga omnes: i limiti nelle graduatorie
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti dell'efficacia erga omnes del giudicato amministrativo. In un caso relativo a una graduatoria concorsuale viziata, la Corte ha stabilito che l'annullamento ottenuto da alcuni concorrenti non si estende automaticamente agli altri che non hanno agito in giudizio o il cui ricorso è stato dichiarato inammissibile. La sentenza sottolinea che la graduatoria è un atto plurimo scindibile e l'annullamento ha effetti solo "inter partes", salvo vizi che rendano l'atto logicamente insostenibile nella sua interezza.
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Giudicato esterno: come ferma un processo già deciso
Un condominio si opponeva al pagamento di un canone (COSAP) al Comune per l'occupazione di suolo pubblico con griglie. Dopo un lungo iter, la Cassazione ha accolto il ricorso del condominio basandosi su un'eccezione di giudicato esterno. Una sentenza definitiva, intervenuta in una causa parallela tra le stesse parti, aveva già stabilito la non debenza del canone. La Corte ha affermato che tale giudicato, anche se sopravvenuto, prevale e deve essere applicato, chiudendo la controversia.
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Correzione errore materiale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un contribuente contro un'ordinanza di correzione errore materiale. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché la sentenza oggetto della correzione era stata nel frattempo annullata dalla stessa Corte in un altro giudizio, facendo venir meno l'oggetto della lite.
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Fatto notorio: il default e la prescrizione dei danni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni investitori contro un istituto di credito per le perdite subite su obbligazioni estere. La decisione conferma che il termine di prescrizione decennale per l'azione di risarcimento danni decorre dalla data del default dell'emittente, considerato un "fatto notorio", e non dal momento della successiva percezione del danno da parte del singolo investitore. Di conseguenza, l'azione legale, avviata a distanza di quasi vent'anni, è stata ritenuta prescritta.
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Eccezione di giudicato: come e quando sollevarla
Un professionista ha agito contro un'università per il pagamento di compensi. In appello, ha prodotto una precedente sentenza favorevole (giudicato esterno) senza però formulare una formale eccezione di giudicato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la semplice produzione documentale non è sufficiente per introdurre l'eccezione, la quale richiede una chiara manifestazione di volontà della parte. Di conseguenza, la questione non poteva essere esaminata per la prima volta in Cassazione.
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Eccesso di potere condominio: i limiti del giudice
Un condomino impugna una delibera per una costosa perizia energetica, sostenendo un eccesso di potere del condominio. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che il controllo del giudice non può estendersi al merito o alla convenienza economica delle scelte dell'assemblea, che rientrano nel suo potere discrezionale, a meno che non arrechino un grave pregiudizio alla cosa comune.
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