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Art. 2901 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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83 provvedimenti

Altri anni per Art. 2901 Codice Civile

Interposizione fittizia: prova e ruolo del terzo
La Corte di Cassazione chiarisce i requisiti per la prova dell'interposizione fittizia in una compravendita immobiliare. La curatela di un fallimento aveva agito per far dichiarare simulato l'acquisto di un immobile, intestato alla moglie del socio fallito. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che, per provare la simulazione soggettiva, è indispensabile dimostrare la partecipazione consapevole del terzo venditore all'accordo simulatorio, prova che nel caso di specie mancava completamente.
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Buona fede del terzo acquirente: prova e presunzioni
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che ha dichiarato l'inefficacia di un acquisto immobiliare da parte di un terzo, ritenendolo in mala fede. La sentenza stabilisce che la presunzione legale di buona fede del terzo acquirente può essere superata attraverso prove presuntive, qualora queste siano gravi, precise e concordanti. Nel caso di specie, elementi come gli stretti legami familiari tra le parti, la mancata prova del pagamento del prezzo e la consapevolezza della litigiosità dell'immobile sono stati considerati sufficienti a dimostrare la partecipazione del terzo all'accordo simulatorio volto a danneggiare i creditori.
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Azione di simulazione: credito litigioso e legittimità
La Cassazione conferma la validità di un'azione di simulazione intentata da una società creditrice per far dichiarare fittizia la vendita di immobili da parte dei fideiussori. La Corte ha stabilito che la legittimazione ad agire sussiste anche in presenza di un credito litigioso, respingendo l'eccezione sulla nullità delle fideiussioni. La decisione sottolinea che l'interesse del creditore a tutelare la garanzia patrimoniale non viene meno se il credito è contestato.
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Produzione documenti appello: quando è sempre ammessa
Una società finanziaria si vede negare la tutela in primo e secondo grado per non aver provato la propria legittimazione ad agire. La Cassazione ribalta la decisione, stabilendo che la produzione documenti in appello per dimostrare la legittimazione processuale è sempre consentita, non rientrando nel divieto di 'nova' previsto dall'art. 345 c.p.c.
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Azione revocatoria: valida contro gli eredi acquirenti
Un istituto di credito ha agito con un'azione revocatoria contro gli eredi di un debitore, i quali, prima della sua morte, avevano acquistato il suo intero patrimonio immobiliare. Nonostante gli eredi avessero rinunciato all'eredità, la Cassazione ha confermato la validità dell'azione, stabilendo che la vendita aveva leso la garanzia patrimoniale generica del creditore. La Corte ha chiarito che anche i creditori con garanzie speciali possono esperire tale azione e che la natura personale del debito originario non è un ostacolo.
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Prova simulazione assoluta: onere del compratore
Un creditore ha agito in giudizio sostenendo che una vendita immobiliare effettuata dai suoi debitori fosse fittizia. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha stabilito che in un'azione per la prova della simulazione assoluta, spetta all'acquirente dimostrare l'effettivo pagamento del prezzo. La semplice dichiarazione di pagamento nell'atto notarile non è sufficiente a vincere la presunzione di simulazione, specialmente in presenza di altri indizi come un contratto di comodato che lasciava il bene nella disponibilità dei venditori.
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Notificazione all’estero: la Cassazione ordina atti
In una controversia riguardante un'azione revocatoria su donazioni immobiliari, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha sospeso la decisione sul merito per risolvere una questione pregiudiziale cruciale: la validità della notificazione all'estero dell'atto di appello a uno dei litisconsorti necessari. Rilevata la mancanza di prove decisive nel fascicolo, la Corte ha ordinato l'acquisizione di ulteriori documenti, presumibilmente conservati in cassaforte presso la Corte d'Appello, per verificare la regolarità del contraddittorio prima di procedere.
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Confessione stragiudiziale: la prova di proprietà
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito in una causa sulla proprietà di tre dipinti di valore. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, ribadendo che una confessione stragiudiziale contenuta in un documento scritto e non revocata costituisce prova piena della proprietà, precludendo una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità. La sentenza chiarisce anche i limiti del sindacato della Cassazione in presenza di una "doppia conforme" e l'autonomia del giudice civile nella quantificazione del danno rispetto al processo penale.
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Acquisto da titolare apparente: la prova della buona fede
Una società acquista un immobile da un venditore il cui titolo di proprietà proveniva da un precedente atto di vendita dichiarato simulato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13883/2024, ha stabilito che la presunzione di buona fede del terzo acquirente può essere vinta. La mancata prova del pagamento del prezzo costituisce un elemento cruciale per dimostrare la mala fede dell'acquirente e rendere inefficace il suo acquisto nei confronti dei creditori del venditore originario. La sentenza d'appello è stata parzialmente cassata solo per un vizio procedurale, ovvero l'omessa pronuncia sulla domanda di manleva dell'acquirente verso il suo venditore.
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Azione revocatoria: vendita con compensazione è a rischio
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare il cui prezzo era stato pagato tramite compensazione con un credito preesistente. Questa modalità, qualificata come 'datio in solutum', costituisce un mezzo anomalo di pagamento che, insieme ad altri indizi come la tempistica sospetta della vendita e la consapevolezza della difficoltà economica del venditore, giustifica l'azione revocatoria a tutela dei creditori.
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Simulazione assoluta: prova con presunzioni
Una società, dopo aver promesso in vendita un immobile a un primo acquirente, lo vende a una terza persona per sottrarlo all'esecuzione forzata. Il promissario acquirente agisce in giudizio e ottiene una sentenza che dichiara la seconda vendita una simulazione assoluta. La Corte di Cassazione conferma la decisione, ribadendo che i terzi danneggiati possono provare la simulazione tramite un insieme di indizi gravi, precisi e concordanti (presunzioni), la cui valutazione di merito, se logica e coerente, è insindacabile in sede di legittimità.
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Eccezione di prescrizione: quando il giudice non può
Una complessa disputa immobiliare approda in Cassazione, che cassa la sentenza d'appello. Il punto cruciale è l'eccezione di prescrizione delle domande di simulazione e revocatoria. La Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel rilevarla d'ufficio, poiché tale eccezione deve essere sollevata esclusivamente dalla parte interessata. La decisione sottolinea i limiti del potere del giudice e l'importanza delle difese processuali delle parti.
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Conflitto di interessi: annullamento vendita immobiliare
La Corte di Cassazione conferma l'annullamento di una compravendita immobiliare tra due società gestite da coniugi. La decisione si fonda sul riconoscimento di un conflitto di interessi, in quanto il prezzo della vendita non fu mai realmente versato, ma creato artificiosamente tramite una provvista di denaro proveniente dalla stessa società venditrice, a suo danno.
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Legittimazione ad agire del socio e giudicato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto che aveva agito in giudizio qualificandosi come socio unico di una Srl per contestare la vendita di alcuni immobili. La sua domanda è stata respinta in tutti i gradi di giudizio per carenza di legittimazione ad agire, poiché numerose sentenze precedenti, passate in giudicato, avevano già accertato che egli non possedeva la qualità di socio. La Corte ha ribadito che il giudicato fa stato tra le parti e impedisce di rimettere in discussione quanto già deciso definitivamente, rendendo inammissibili le doglianze del ricorrente.
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Patto commissorio: vendita e leasing tra società collegate
La Cassazione chiarisce i confini del divieto di patto commissorio in un'operazione complessa di vendita e leasing tra società collegate. Sebbene respinga la nullità del contratto, accoglie il ricorso per vizio di motivazione sull'azione revocatoria, cassando con rinvio la sentenza d'appello.
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Estinzione del processo: cancellazione trascrizione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo a seguito di rinuncia agli atti delle parti. L'ordinanza chiarisce che la Corte può ordinare la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale solo per il contenzioso ancora pendente e non per quello già definito con sentenza passata in giudicato. Di conseguenza, viene ordinata la cancellazione per un immobile ma non per un altro, la cui vicenda processuale si era già conclusa.
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Compenso fase istruttoria: quando spetta all’avvocato?
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce che il compenso per la fase istruttoria è dovuto all'avvocato anche se non si svolge un'attività di assunzione di prove formali. La Corte ha stabilito che attività come l'esame di atti, la partecipazione a udienze e la formulazione di eccezioni rientrano a pieno titolo in questa fase e devono essere retribuite. Inoltre, ha precisato che i compensi per domande distinte, come quelle di simulazione e revocazione, non possono essere negati considerandoli assorbiti in altre azioni, specialmente se rivolte contro parti diverse.
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Riconoscimento dei vizi: effetti sulla prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4035/2024, ha stabilito che il riconoscimento dei vizi da parte del venditore non solo interrompe la prescrizione annuale della garanzia, ma fa sorgere una nuova obbligazione autonoma di eliminare i difetti, soggetta alla prescrizione ordinaria decennale. Nel caso di specie, una società costruttrice, tramite un fax, aveva ammesso i difetti in alcune aree condominiali, impegnandosi a porvi rimedio. La Corte ha rigettato il ricorso della società, confermando le decisioni dei giudici di merito e ribadendo un principio consolidato a tutela dell'acquirente.
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Azione revocatoria: quando la prova non basta
Una società creditrice ha intentato un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile da parte di una società debitrice a un terzo acquirente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, rigettando la domanda per mancanza di prova sulla consapevolezza del terzo riguardo al pregiudizio arrecato al creditore. La sentenza sottolinea come il rapporto di parentela con un ex socio non sia di per sé sufficiente a fondare una presunzione di 'scientia damni'.
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Azione revocatoria fondo patrimoniale: la decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due garanti che avevano costituito un fondo patrimoniale per sottrarre i loro beni alla garanzia patrimoniale generica. L'ordinanza conferma la legittimità dell'azione revocatoria del fondo patrimoniale promossa da un istituto di credito, ritenendo sussistenti sia il pregiudizio per il creditore (eventus damni) sia la consapevolezza del danno da parte dei debitori (scientia damni). La Corte ha inoltre respinto le eccezioni sulla nullità del contratto di garanzia e sul difetto di legittimazione della società cessionaria del credito.
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