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Art. 28 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

19 provvedimenti

Altri anni per Art. 28 Codice di Procedura Penale

Nomina del difensore d’ufficio: mancato avviso e condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. L'imputato lamentava la nullità del processo di appello perché l'autorità non gli aveva notificato la nomina del difensore d'ufficio dopo la rinuncia del legale di fiducia. Contestava inoltre il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. I giudici hanno chiarito che la mancata comunicazione tempestiva della nomina del difensore d'ufficio non produce alcuna nullità processuale e che il giudice non deve confutare ogni singola tesi difensiva per negare le attenuanti. La Suprema Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna con pagamento delle spese e sanzione pecuniaria.
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Ricorso contro incompetenza: inammissibilità e spese processuali
Un Ricorrente ha presentato un ricorso contro la decisione di un giudice che si era dichiarato incompetente (cioè, non aveva il potere di decidere il caso), inviando gli atti a un altro giudice. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per incompetenza. Ha stabilito che le decisioni con cui un giudice si dichiara incompetente non possono essere impugnate direttamente. Se il secondo giudice a sua volta si dichiara incompetente, si crea un "conflitto di competenza" che deve essere risolto diversamente. Il Ricorrente ha perso e deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Conflitto apparente tra giudici: ricorso inammissibile e condanna
Un soggetto ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, lamentando un presunto "conflitto apparente tra giudici" dello stesso ufficio giudiziario. La questione riguardava l'emissione di due decreti penali: uno era stato revocato, rendendo improcedibile l'opposizione, mentre l'altro era stato opposto, portando all'apertura di un dibattimento. La Corte ha ritenuto il conflitto palesemente inesistente. Per questo motivo, ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali, oltre a una somma di tremila euro destinata alla Cassa delle ammende.
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Difetto di giurisdizione: ricorso inammissibile e sanzione
La Corte Militare di Appello ha dichiarato il difetto di giurisdizione della magistratura militare riguardo all'accusa di collusione aggravata mossa contro l'imputato, trasmettendo il fascicolo alla Procura ordinaria della Repubblica. L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro tale decisione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso poiché la pronuncia sul difetto di giurisdizione non è impugnabile direttamente dalle parti, potendo semmai generare un conflitto di giurisdizione tra giudici. I giudici di legittimità hanno condannato l'imputato al pagamento delle spese di giudizio e a tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Conflitto di competenza: no ai rimpalli senza atti formali
Il Giudice per le indagini preliminari di Bari ha dichiarato la propria incompetenza a decidere sulla richiesta di indulto presentata da un condannato, rimandando la questione. La Procura ha impugnato tale decisione, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Suprema Corte ha chiarito che non si può sollevare un conflitto di competenza in assenza di due formali provvedimenti declinatori di competenza da parte dei giudici coinvolti. Una semplice lettera di trasmissione o restituzione degli atti non è sufficiente né impugnabile autonomamente. Di conseguenza, il ricorso della Procura è stato rigettato, confermando la necessità di seguire il corretto iter formale per la risoluzione dei contrasti tra uffici giudiziari.
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Ricorso per incompetenza territoriale: l’errore che costa 3000€
Un imputato ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contro la decisione di un Tribunale che si era dichiarato territorialmente incompetente. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: il provvedimento che dichiara l'incompetenza non è direttamente appellabile. L'unico strumento corretto in questi casi è il conflitto di competenza. A causa di questo errore procedurale, il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro. La decisione ribadisce l'importanza di seguire le regole precise del processo penale.
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Conflitto di competenza: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro un'ordinanza del Giudice di Sorveglianza che dichiarava la propria incompetenza. La Suprema Corte ha stabilito che tale provvedimento non è direttamente impugnabile, in quanto l'ordinamento prevede come unico rimedio esperibile il conflitto di competenza. L'errore procedurale ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Conflitto di competenza: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro un'ordinanza del Giudice di Sorveglianza che aveva dichiarato la propria incompetenza. La Suprema Corte ha stabilito che tale provvedimento non è impugnabile tramite ricorso ordinario, poiché l'unico rimedio esperibile è il conflitto di competenza. A causa dell'evidente inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Conflitto di competenza: risoluzione e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **conflitto di competenza** negativo sorto tra un Tribunale ordinario e il Giudice per le indagini preliminari. Il contrasto riguardava l'emissione di un decreto di giudizio immediato nei confronti di un indagato sottoposto a misura cautelare. Tuttavia, durante l'iter giudiziario, il GIP ha deciso di uniformarsi alla posizione espressa dal Tribunale, facendo così venire meno il contrasto originario. La Suprema Corte ha pertanto dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cessazione della materia del contendere.
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Ricorso inammissibile: l’archiviazione non è abnorme
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro un'ordinanza del GIP che aveva archiviato parzialmente un'indagine e dichiarato la propria incompetenza per la restante parte. La Corte ha stabilito che tale provvedimento non costituisce un atto abnorme e che le ordinanze di archiviazione, dopo la riforma del 2017, non sono direttamente ricorribili in Cassazione, ma solo tramite reclamo per vizi specifici.
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Incompetenza territoriale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che contestava l'incompetenza territoriale del Tribunale in materia di misure di prevenzione. La Corte ha ribadito che l'eccezione di incompetenza territoriale deve essere sollevata dinanzi al giudice di merito, il quale valuta la questione, e non può essere proposta per la prima volta e direttamente dalla parte privata dinanzi alla Corte di Cassazione.
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Dichiarazione incompetenza: quando non è impugnabile
La Corte di Cassazione ha stabilito l'inammissibilità del ricorso contro un'ordinanza con cui la Corte d'Appello, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva emesso una dichiarazione di incompetenza. La Suprema Corte ha ribadito che tali provvedimenti non sono impugnabili, in quanto il meccanismo corretto per risolvere eventuali dubbi sulla competenza è il conflitto di giurisdizione, non il ricorso diretto.
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Incompetenza territoriale: quando non puoi fare ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'ordinanza del GIP che aveva respinto la sua eccezione di incompetenza territoriale. La Suprema Corte ha ribadito che tali ordinanze non sono impugnabili, in quanto la legge prevede uno strumento specifico, il conflitto di giurisdizione, per risolvere questioni di competenza tra uffici giudiziari. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ordinanza di incompetenza: quando non è appellabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di incompetenza emessa da un giudice dell'esecuzione. La Suprema Corte ha ribadito che tale provvedimento non è direttamente impugnabile, poiché il meccanismo corretto per risolvere la questione è l'eventuale conflitto di competenza, qualora anche il secondo giudice si dichiari incompetente. Di conseguenza, l'appello è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso per incompetenza: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20979/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso per incompetenza avverso un provvedimento di un giudice. La Corte ha chiarito che tali ordinanze non sono impugnabili, poiché non definiscono la competenza in modo irrevocabile. L'unico rimedio previsto, nel caso in cui anche il secondo giudice si dichiari incompetente, è il conflitto di competenza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Ricorso per incompetenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 11655/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un provvedimento con cui una Corte d'Assise d'Appello si era dichiarata incompetente. Il caso chiarisce che un'ordinanza di questo tipo non è direttamente impugnabile. Il corretto iter procedurale, in caso di disaccordo anche del secondo giudice, è sollevare un conflitto di competenza. Questo principio sul ricorso per incompetenza mira a evitare impugnazioni premature.
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Impugnazione incompetenza: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato contro una decisione di incompetenza di un Tribunale. La Corte ha stabilito che l'impugnazione per incompetenza non è permessa in Cassazione, poiché tale provvedimento non è definitivo e può portare a un conflitto di giurisdizione da risolvere secondo l'art. 28 c.p.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: il ne bis in idem esecutivo
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in quanto mera riproposizione di un'istanza già rigettata. La richiesta, basata sugli stessi elementi, viola il principio del ne bis in idem applicabile in fase esecutiva, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una multa.
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Impugnazione incompetenza: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro un'ordinanza con cui un giudice si era dichiarato incompetente. Secondo la Corte, l'impugnazione dell'incompetenza non è il rimedio previsto dalla legge. La procedura corretta, nel caso in cui anche il secondo giudice si dichiari incompetente, è sollevare un conflitto di competenza. L'appellante è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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