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Art. 274 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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634 provvedimenti

Altri anni per Art. 274 Codice di Procedura Penale

Omicidio stradale: arresti per guida senza patente
La Corte di Cassazione ha confermato la misura degli arresti domiciliari per un conducente accusato di omicidio stradale aggravato. L'indagato, privo di patente e con un tasso alcolemico superiore a 2 g/l, ha causato un violento scontro frontale invadendo la corsia opposta. La difesa ha contestato la dinamica dell'incidente e la sussistenza delle esigenze cautelari, ma la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione ribadisce che il giudizio di legittimità non può sostituirsi alla valutazione dei fatti operata dai giudici di merito, confermando la pericolosità sociale del soggetto e il concreto rischio di fuga.
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Tentata rapina: quando scatta la custodia in carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di tentata rapina aggravata. La difesa sosteneva che gli atti fossero meramente preparatori, poiché il gruppo era stato fermato a distanza dall'obiettivo. Tuttavia, il rinvenimento di maschere, fascette, piedi di porco e parrucche ha dimostrato l'inizio della fase esecutiva. La Corte ha ritenuto legittimo il diniego degli arresti domiciliari a causa della pericolosità sociale del soggetto e della meticolosa pianificazione del delitto.
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Custodia cautelare: carcere confermato per riciclaggio
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di gravi reati finanziari, tra cui riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Nonostante la difesa sostenesse la mancanza di attualità del pericolo a causa della risalenza dei fatti, i giudici hanno evidenziato una stabile dedizione al crimine e una spiccata capacità di inquinamento probatorio. La sentenza chiarisce che la custodia cautelare può essere applicata anche senza interrogatorio preventivo se sussiste il rischio concreto di alterazione delle prove.
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Atti sessuali con minorenne: carcere confermato
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un uomo accusato di atti sessuali con minorenne infraquattordicenne. Nonostante il ricorso della difesa puntasse sull'errore scusabile riguardo all'età della vittima e sulla mancanza di esigenze cautelari, i giudici hanno ritenuto legittima la decisione del Tribunale del Riesame. La sentenza ribadisce che il consenso della vittima tredicenne è irrilevante e che la gravità della condotta, unita al rischio di recidiva desunto dalla personalità dell'indagato, giustifica la massima misura restrittiva. La parola_chiave atti sessuali con minorenne emerge come fulcro della decisione, specialmente in relazione alla vulnerabilità della persona offesa.
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Esigenze cautelari: quando restano attuali
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità delle misure restrittive non custodiali applicate a un soggetto condannato per associazione a delinquere finalizzata a frodi fiscali e riciclaggio. Nonostante il ricorso contestasse l'attualità delle esigenze cautelari a causa del tempo trascorso e di alcune assoluzioni parziali, i giudici hanno ritenuto che la gravità dei fatti e l'elevata capacità delinquenziale dimostrata giustificassero il mantenimento dell'obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria.
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Narcotraffico: conferma della custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di partecipazione a un'associazione finalizzata al **narcotraffico**. L'indagato avrebbe messo a disposizione terreni riconducibili alla famiglia per l'occultamento di ingenti somme di denaro e sostanze stupefacenti all'interno di fusti di plastica. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione degli indizi deve essere globale e unitaria, non atomistica. Le contestazioni della difesa riguardanti le aggravanti sono state dichiarate inammissibili per carenza di interesse, non incidendo sulla legittimità della misura restrittiva.
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Assoluta impossibilità e arresti domiciliari: guida
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia in carcere per un indagato di traffico internazionale di droga, rigettando la richiesta di arresti domiciliari avanzata per accudire i figli minori. Il fulcro della decisione risiede nella nozione di assoluta impossibilità della madre di prestare assistenza. La Corte ha stabilito che tale condizione non può essere integrata da semplici difficoltà lavorative o problemi di salute non invalidanti. Nel caso specifico, la gravità dei reati e il rischio di fuga hanno reso la detenzione in carcere l'unica misura idonea.
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Contrabbando di tabacchi: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la misura degli arresti domiciliari per un indagato accusato di contrabbando di tabacchi e contraffazione. L'operazione ha svelato un impianto industriale clandestino per la produzione di sigarette con triangolazioni internazionali. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice del riesame può riqualificare il reato da contrabbando doganale a sottrazione dell'accisa se il fatto storico rimane invariato. Le esigenze cautelari sono state confermate a causa della professionalità criminale e dell'uso di strumenti tecnologici elusivi.
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Carenza di interesse nel ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una misura cautelare per carenza di interesse sopravvenuta. Nonostante il difensore avesse tentato una rinuncia senza procura speciale, l'avvenuta definizione del processo principale tramite patteggiamento ha reso inutile la prosecuzione dell'impugnazione cautelare.
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Misure cautelari relative: i limiti dei domiciliari
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato per traffico di stupefacenti che chiedeva la sostituzione del carcere con i domiciliari. Nonostante il percorso risocializzante e il tempo trascorso, la Corte ha ritenuto che le misure cautelari relative debbano essere mantenute a causa del ruolo centrale del soggetto nell'organizzazione e dell'inefficacia dei domiciliari nel prevenire contatti con il clan.
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Misure cautelari penali: guida alla sentenza 9204
L'ordinanza 9204/2026 della Corte di Cassazione affronta il tema delle misure cautelari penali, stabilendo che la valutazione della pericolosità sociale deve basarsi su elementi concreti e attuali. La Corte ha annullato un provvedimento restrittivo poiché mancava una motivazione adeguata circa il rischio reale di commissione di nuovi reati nel presente.
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Custodia cautelare in carcere: limiti e presunzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di associazione mafiosa. La decisione ribadisce che per tali reati opera una doppia presunzione di pericolosità e adeguatezza del carcere, superabile solo provando la rescissione dei legami con l'organizzazione, non bastando il mero decorso del tempo o l'allontanamento geografico.
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Custodia cautelare in carcere: conferma della misura
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordinanza che negava la sostituzione della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari per un indagato accusato di rapina aggravata. Nonostante l'ammissione di colpa, la pericolosità sociale desunta dai numerosi precedenti penali giustifica il mantenimento della misura di massimo rigore.
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Aggravante agevolazione mafiosa e ricorso cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il caso riguarda l'accusa di associazione a delinquere con l'aggravante agevolazione mafiosa e la transnazionalità per reati tributari e riciclaggio. La decisione conferma che il pericolo di fuga è giustificato da solidi legami con l'estero e che le contestazioni sui ruoli interni al sodalizio erano generiche.
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Pericolo di fuga e conferma della custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di spaccio sistematico di stupefacenti. Il ricorso contestava la sussistenza del pericolo di fuga e chiedeva la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte ha rigettato l'istanza evidenziando l'irregolarità dell'indagato sul territorio, l'uso di documenti falsi e l'organizzazione professionale dell'attività illecita.
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Importazione di stupefacenti: quando scatta la misura
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare per un caso di importazione di stupefacenti, evidenziando la mancanza di prove concrete circa la serietà dell'accordo criminoso e l'effettiva disponibilità della sostanza all'estero. La decisione sottolinea che per limitare la libertà personale non bastano meri contatti informativi, ma servono indizi gravi che dimostrino un impegno vincolante tra le parti.
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Scambio elettorale politico-mafioso: il verdetto
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari per un ex candidato sindaco accusato di scambio elettorale politico-mafioso. Il caso riguarda un presunto patto con un esponente criminale locale per ottenere voti in cambio del mantenimento di una concessione balneare. La Corte ha ribadito che il reato si perfeziona con la sola accettazione della promessa, valorizzando la fama criminale del procacciatore e l'utilità promessa, nonostante le successive dimissioni dell'indagato.
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Pericolo di recidiva e arresti per truffa
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari per un indagato accusato di truffa in concorso. Nonostante il ricorso contestasse l'attualità del pericolo di recidiva per via di un unico episodio risalente nel tempo, la Corte ha ritenuto legittima la decisione basandosi sulla natura sistematica delle frodi emerse dagli accertamenti bancari e sulla vulnerabilità delle vittime.
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Esigenze cautelari: attualità del pericolo di reato
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia in carcere per un indagato accusato di narcotraffico. Nonostante il tempo trascorso dai fatti, le esigenze cautelari sono state giudicate attuali grazie a nuove prove e intercettazioni che dimostrano la persistente pericolosità sociale e il mancato distacco dai contesti criminali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida alle spese
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di una rinuncia al ricorso per cassazione presentata a seguito della revoca di una misura di custodia cautelare. La Corte ha stabilito che, quando l'interesse al ricorso viene meno per cause non imputabili al ricorrente, non debba essere applicata la condanna alle spese processuali o al versamento in favore della Cassa delle Ammende.
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