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Art. 2729 Codice Civile — Sezione Quinta Penale

3 provvedimenti

Altri anni per Art. 2729 Codice Civile

Sequestro preventivo per equivalente: lo schermo fittizio crolla
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo per equivalente sui beni di una società agricola, ritenuta un mero schermo fittizio creato dall'indagato per nascondere il proprio patrimonio. L'indagato era accusato di truffa aggravata ai danni dell'Unione Europea. Il legale rappresentante della società ha impugnato il provvedimento, contestando la sussistenza del reato e l'utilizzo delle intercettazioni. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il terzo proprietario dei beni sequestrati non può contestare gli indizi di colpevolezza a carico dell'indagato, ma può solo dimostrare la propria reale titolarità del bene e la propria totale estraneità al reato. Di conseguenza, il sequestro sui beni fittiziamente intestati alla società è stato pienamente confermato.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato per associazione di tipo mafioso, confermando la custodia cautelare in carcere. La Corte ha chiarito che la nozione di gravi indizi di colpevolezza per l'applicazione di misure cautelari non richiede la precisione e concordanza necessarie per la condanna finale (art. 192, c. 2, c.p.p.). È sufficiente una "qualificata probabilità" di colpevolezza. Ha inoltre ribadito la presunzione di adeguatezza della sola custodia in carcere per i reati di mafia, superabile solo con prove specifiche.
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Associazione di tipo mafioso: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di associazione di tipo mafioso. La sentenza chiarisce che per configurare tale reato sono determinanti la forza di intimidazione del gruppo, la capacità di generare assoggettamento e omertà nel territorio e il controllo esercitato, anche senza continui atti di violenza. La Corte ha inoltre ribadito la distinzione tra i 'gravi indizi di colpevolezza', sufficienti per la fase cautelare, e la prova richiesta per la condanna definitiva.
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