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Art. 2727 Codice Civile — Sezione Prima Civile

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278 provvedimenti

Altri anni per Art. 2727 Codice Civile

Forma scritta subappalto: quando è obbligatoria?
Una società cooperativa si è vista negare il pagamento per servizi resi nell'ambito di un subappalto, poiché il contratto era privo della forma scritta. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7323/2024, ha confermato la decisione, stabilendo che l'obbligo di forma scritta subappalto, previsto per il contratto principale di appalto pubblico, si estende anche al contratto derivato a causa del 'collegamento negoziale' tra i due. L'effettiva esecuzione dei lavori non può sanare la nullità del contratto per vizio di forma.
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Responsabilità della banca: l’invito a disinvestire
La Corte di Cassazione analizza un caso di investimenti non autorizzati e con firme false effettuati da un direttore di filiale. La Corte ha stabilito che la responsabilità della banca per i danni non può essere ridotta attribuendo un concorso di colpa ai clienti solo perché non hanno seguito un generico invito a disinvestire, soprattutto se tale invito è pervenuto durante la causa. Il provvedimento chiarisce i limiti del dovere del danneggiato di mitigare il danno.
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Obblighi informativi banca: rinvio in Cassazione
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione ha disposto il rinvio di una causa relativa agli obblighi informativi della banca in materia di investimenti in obbligazioni ad alto rischio. La Corte d'Appello aveva condannato l'istituto di credito alla restituzione delle somme investite da un cliente per violazione dei doveri di informazione. La Cassazione, tuttavia, ha sospeso la decisione in attesa della risoluzione di un'altra causa pendente che affronta questioni giuridiche simili e potenzialmente interferenti, in particolare riguardo alle restituzioni reciproche e alla decorrenza degli interessi.
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Assegno in garanzia: la Cassazione chiarisce la prova
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito che hanno revocato un decreto ingiuntivo basato su un assegno in garanzia. Si è stabilito che, quando un assegno è consegnato non per il pagamento immediato ma come garanzia di un debito, spetta al creditore dimostrare l'esistenza del rapporto sottostante. La Corte ha ribadito che la valutazione delle prove, inclusa l'interpretazione di elementi presuntivi come un successivo accordo di saldo del debito, è di competenza esclusiva del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Abusivo riempimento: quando serve la querela di falso?
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione fondamentale in caso di abusivo riempimento di un foglio firmato in bianco. Se il riempimento avviene in assenza di accordi ('sine pactis'), è necessaria la querela di falso per contestare il documento. Se invece viola un accordo esistente ('contra pacta'), è sufficiente l'azione ordinaria. Nel caso specifico, il ricorso di un garante, che lamentava la trasformazione di una fideiussione specifica in una 'omnibus', è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Scientia decoctionis: prova e limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un curatore fallimentare contro un istituto di credito, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto una domanda di revocatoria. La Suprema Corte ha stabilito che la valutazione della prova sulla conoscenza dello stato di insolvenza (scientia decoctionis) da parte della banca è una questione di merito, non sindacabile in sede di legittimità. Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, come la tempistica dei protesti, anziché contestare vizi di legittimità.
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Apertura di credito: prova e data certa in revocatoria
Un istituto di credito ha impugnato una decisione che rendeva inefficaci alcune rimesse bancarie ricevute da una società poi dichiarata insolvente. La banca sosteneva che le somme rientrassero in una valida apertura di credito, ma la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha confermato che, in assenza di un contratto di affidamento con data certa opponibile alla procedura, le rimesse su un conto scoperto hanno natura solutoria e sono soggette ad azione revocatoria.
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Assistenza finanziaria: nullità del patto di opzione
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un patto di opzione, in quanto parte di una complessa operazione di assistenza finanziaria illecita. La società finanziatrice aveva erogato fondi per consentire a terzi l'acquisto di proprie azioni, in violazione delle norme imperative. La Corte ha stabilito che la nullità del finanziamento si estende a tutti gli atti funzionalmente collegati, compreso il patto di opzione finalizzato al recupero delle somme.
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Ricorso per cassazione inammissibile: limiti e oneri
Una società consociata ha impugnato il rigetto di una sua ingente pretesa creditoria nei confronti di un consorzio fallito. Il tribunale aveva negato l'ammissione del credito, qualificando le somme come 'ristorni' non dovuti a causa dello stato di insolvenza del consorzio e ritenendo le prove (fatture) non opponibili alla curatela. La Corte di Cassazione ha dichiarato il successivo ricorso inammissibile, poiché il ricorrente ha impropriamente mescolato diversi motivi di impugnazione e ha tentato di ottenere un riesame del merito della causa, attività preclusa al giudice di legittimità.
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Azione revocatoria ordinaria: vendita e tutela del credito
L'erede di un socio di maggioranza ottiene la revoca della vendita dell'azienda sociale tramite un'azione revocatoria ordinaria. La Cassazione conferma che una notevole sproporzione tra prezzo di vendita e valore di mercato è sufficiente a presumere la consapevolezza del pregiudizio da parte dell'acquirente, tutelando così il creditore.
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Socio occulto: responsabilità illimitata per i debiti
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità illimitata di un socio occulto per i debiti di una S.r.l. L'ordinanza chiarisce che tale responsabilità è autonoma e non cessa con l'estinzione della società. La prova della qualità di socio occulto può essere fornita anche tramite presunzioni, specialmente quando l'azione è promossa da un creditore terzo.
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Successione crediti società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due ex soci che rivendicavano un credito di una società estinta. La Corte ha confermato la decisione di merito che aveva ravvisato una rinuncia tacita al credito, desunta dalla sua mancata iscrizione nel bilancio finale di liquidazione. La vicenda chiarisce i limiti della successione crediti società estinta, sottolineando che la valutazione dei comportamenti che configurano una rinuncia è un accertamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità se non per vizi specifici.
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Data certa: accordo inopponibile al fallimento
Una società creditrice si è vista respingere la richiesta di ammissione al passivo fallimentare di un'altra società per un credito derivante da una clausola penale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'accordo contenente la penale era privo di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento, rendendolo così inopponibile alla curatela. La Corte ha inoltre chiarito che il giudice del rinvio poteva esaminare tale questione, poiché non coperta da un precedente giudicato implicito, essendo stata assorbita in precedenza secondo il principio della "ragione più liquida".
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Concorso di colpa investitore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4029/2024, ha affrontato il caso di un investitore che aveva consegnato al proprio promotore finanziario assegni privi dell'indicazione del beneficiario, subendo la sottrazione delle somme. La Corte ha confermato la riduzione del risarcimento per concorso di colpa investitore, data la grave imprudenza della sua condotta. Tuttavia, ha cassato la sentenza d'appello per un errore nella regolamentazione delle spese legali, stabilendo che in caso di riforma della decisione di primo grado, il giudice deve ricalcolare le spese per tutti i gradi di giudizio.
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Revocatoria fideiussione: è un atto dispositivo?
Una società di gestione crediti ha cercato di far valere una fideiussione e un'ipoteca nei confronti di una società garante fallita. La Cassazione ha stabilito che, sebbene la potenziale irregolarità del mutuo principale non annulli automaticamente le garanzie, la fideiussione è un 'atto dispositivo' e quindi soggetta a revocatoria da parte dei creditori del garante se si dimostra il pregiudizio. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione del pregiudizio specifico.
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Eccezione di inadempimento: quando è legittima
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società tecnologica contro un'amministrazione regionale, confermando la legittimità del mancato pagamento del saldo di un appalto. L'amministrazione aveva sollevato l'eccezione di inadempimento a causa della mancata fornitura di un software e di uno studio acustico, come previsto dal contratto. La Corte ha stabilito che la valutazione dei fatti e delle prove spetta ai giudici di merito e che l'eccezione era fondata, rendendo giustificato il rifiuto di pagare.
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Onere della prova: Cassazione chiarisce i doveri
Una società immobiliare ha agito contro un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente pagate su un conto corrente. Dopo una vittoria in primo grado, la Corte d'Appello ha respinto la domanda per la mancata produzione del contratto originale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha annullato tale decisione, chiarendo l'onere della prova. Ha stabilito che il cliente può dimostrare le proprie ragioni anche solo con gli estratti conto e che il giudice deve valutare tutte le prove in atti (anche le ammissioni della banca) per accertare l'esistenza di un fido e decidere sulla prescrizione.
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Scientia decoctionis: Cassazione sul ruolo della banca
Una società ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello che aveva favorito una banca in un'azione revocatoria fallimentare. La corte di merito aveva escluso la 'scientia decoctionis' (conoscenza dell'insolvenza) da parte dell'istituto di credito. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che la Corte d'Appello aveva valutato erroneamente gli indizi. In particolare, ha chiarito che la concessione di nuovo credito o la ricapitalizzazione da parte dei soci non sono, di per sé, elementi sufficienti per escludere la conoscenza dell'insolvenza, specialmente per un operatore professionale come una banca, tenuto a un più alto grado di diligenza. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Vizio di motivazione: Cassazione annulla sentenza
Una società di costruzioni, dopo aver perso un arbitrato, otteneva in appello un risarcimento danni da un ente comunale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per vizio di motivazione, ritenendo che il giudice d'appello avesse accettato la quantificazione del danno in modo acritico e superficiale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Notifica al figlio non convivente: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina che contestava la validità di una notifica ricevuta dal figlio non convivente. La Corte ha stabilito che la valutazione sull'attendibilità delle prove e sulla qualifica del ricevente ('addetto al ritiro'), operata dal giudice di merito, non è sindacabile in sede di legittimità. Il caso conferma che la notifica al figlio non convivente può essere ritenuta valida se le circostanze, attestate nella relata, la giustificano.
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