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Art. 2727 Codice Civile — Anno 2024

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1073 provvedimenti

Altri anni per Art. 2727 Codice Civile

Sanzione conservativa: quando il CCNL salva il posto
La Cassazione conferma l'illegittimità di un licenziamento disciplinare, ritenendo la condotta del lavoratore punibile con una sanzione conservativa prevista dal CCNL. Il dipendente, rappresentante sindacale, era entrato in azienda fuori orario, ma senza violenza o danni. La Corte ha applicato la tutela reintegratoria attenuata basandosi sulle clausole del contratto collettivo.
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Responsabilità disciplinare notaio: il caso dei mutui
Un notaio è stato sospeso per tre mesi per aver sistematicamente redatto contratti di compravendita con prezzi 'gonfiati' per consentire agli acquirenti di ottenere mutui di importo superiore ai limiti di legge. Questa condotta è stata considerata una grave violazione della responsabilità disciplinare del notaio. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, sottolineando la violazione del dovere di chiarezza, del decoro professionale e della leale concorrenza, ma ha annullato l'addebito del doppio contributo unificato.
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Azione di riduzione: come tutelare la quota legittima
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27580/2024, ha chiarito i requisiti per l'ammissibilità dell'azione di riduzione. Il caso riguarda una disputa ereditaria in cui alcuni eredi legittimari contestavano vendite immobiliari effettuate dal defunto, ritenendole donazioni dissimulate. La Corte ha stabilito che, per agire in riduzione, non è necessario quantificare aritmeticamente la lesione della quota di legittima nella domanda iniziale, ma è sufficiente fornire un quadro patrimoniale (beni relitti e donati) che renda verosimile la lesione stessa. La sentenza ha rigettato il ricorso, confermando la decisione di merito che aveva accolto l'azione di riduzione.
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Consulenza tributaria: la Cassazione fa chiarezza
Una società si opponeva al pagamento di una parcella per servizi professionali, sostenendo si trattasse di semplice assistenza fiscale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione di merito che qualificava l'attività come complessa consulenza tributaria. La Corte ha chiarito che l'analisi di operazioni complesse, la predisposizione di memorie difensive e i rapporti con l'amministrazione finanziaria costituiscono un'attività di consulenza di maggior valore, la cui valutazione spetta al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità.
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Deontologia notarile: Cassazione chiarisce i limiti
Un notaio è stato sanzionato per multiple violazioni della deontologia notarile, inclusi l'uso improprio della sede secondaria e la mancanza di prestazione personale. La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato la decisione, chiarendo la distinzione tra legge primaria e norme deontologiche. La Corte ha confermato le sanzioni per la mancata assistenza alla sede principale e per un volume eccessivo di atti che suggerisce una carenza di supervisione personale. Tuttavia, ha stabilito che la stipula di atti presso la sede di un cliente (come una banca) non costituisce di per sé una violazione dell'imparzialità. Il caso è stato rinviato per una nuova determinazione della sanzione.
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Fatture inesistenti: Cassazione chiarisce la frode
Una società di servizi ha impugnato avvisi di accertamento basati su una presunta frode fiscale realizzata tramite fatture inesistenti, sia soggettivamente che oggettivamente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. L'ordinanza chiarisce che non vi è contraddizione nel contestare operazioni inesistenti e, al contempo, parlare di 'sovrafatturazione', quando quest'ultimo termine è usato per descrivere il meccanismo di 'gonfiaggio' dei costi deducibili attraverso l'uso di documentazione fittizia, e non l'aumento di prezzo di una prestazione reale.
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Frode IVA: la prova della consapevolezza del cessionario
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di elettronica, confermando l'indetraibilità dell'IVA per operazioni soggettivamente inesistenti. In un caso di frode IVA, l'Amministrazione Finanziaria ha fornito sufficienti elementi indiziari per dimostrare la consapevolezza della società acquirente di partecipare a un illecito. La Corte ha ritenuto che il contribuente non avesse fornito la prova contraria di aver agito con la dovuta diligenza e ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso volti a una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa in sede di legittimità.
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Onere prova costi deducibili: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per maggiore IRPEF dovuta su una plusvalenza immobiliare, contestando il mancato riconoscimento di costi di ristrutturazione. Dopo due sentenze sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene l'onere della prova costi deducibili spetti al contribuente, il giudice non può esigere una prova "certa e inconfutabile", né può ignorare elementi indiziari come una perizia di parte. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione delle prove.
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Revocatoria rimesse bancarie: il saldo di fine giornata
Una società in amministrazione straordinaria ha intentato un'azione di revocatoria rimesse bancarie contro un istituto di credito. Il fulcro della controversia era il metodo di calcolo degli importi da restituire (saldo di fine giornata contro saldo infra-giornaliero) e la prova della conoscenza dello stato di insolvenza da parte della banca. La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi, stabilendo che, in assenza di una prova certa sulla cronologia delle operazioni giornaliere, il criterio corretto da applicare è quello del saldo di fine giornata. La Corte ha inoltre confermato la valutazione dei giudici di merito sulla consapevolezza della banca dello stato di crisi dell'impresa.
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Azione revocatoria bancaria: la capofila risponde
Una società in amministrazione straordinaria ha ottenuto la revoca dei pagamenti effettuati a un pool di banche prima della dichiarazione di insolvenza. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna della sola banca capofila a restituire l'intero importo, in quanto unico soggetto ricevente e rappresentante delle altre. La sentenza chiarisce anche i termini di prescrizione per l'azione revocatoria bancaria in procedure concorsuali avviate prima delle riforme del 2005-2006, confermando l'applicazione della legge precedente.
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Motivazione apparente: sentenza nulla se non autonoma
La Cassazione annulla una sentenza tributaria per motivazione apparente. I giudici di secondo grado avevano annullato avvisi di accertamento basandosi su un'assoluzione penale, senza però fornire un'autonoma valutazione dei fatti e delle prove. La Corte ha stabilito che tale richiamo generico rende la decisione nulla, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Demansionamento: quando è escluso il risarcimento?
Un dipendente di un ente pubblico ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro per demansionamento a seguito di un cambio di mansioni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La richiesta è stata rigettata poiché le nuove mansioni, sebbene diverse, rientravano nella medesima area funzionale di inquadramento del lavoratore. Inoltre, la Corte ha sottolineato che specifiche allegazioni sul livello inferiore dei compiti erano state presentate tardivamente, solo in appello. Di conseguenza, in assenza della prova del demansionamento, è stata esclusa anche ogni forma di risarcimento del danno.
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Danno da fermo amministrativo: la prova è necessaria
Un automobilista chiede il risarcimento per l'illegittima iscrizione di un fermo sul suo veicolo. La Cassazione rigetta il ricorso, affermando che il danno da fermo amministrativo non è presunto (in re ipsa) ma deve essere concretamente provato, sia per il danno patrimoniale che per quello non patrimoniale, che non può consistere in meri disagi.
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Lavoro socialmente utile: la prova della subordinazione
Una lavoratrice, impiegata per anni in un progetto di lavoro socialmente utile (LSU) presso un ente pubblico, ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che spetta al lavoratore dimostrare in modo specifico di aver svolto mansioni diverse e ulteriori rispetto a quelle previste dal progetto LSU. La semplice presenza di coordinamento o rispetto di orari non è sufficiente a provare la subordinazione, in quanto elementi presenti anche nei progetti di pubblica utilità.
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Scorrimento graduatoria: quando è un diritto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 27299/2024, ribadisce un principio fondamentale del pubblico impiego: lo scorrimento della graduatoria degli idonei non è un diritto soggettivo del candidato, ma una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione. Il caso riguardava un candidato, classificatosi secondo in una selezione, che chiedeva l'assunzione a seguito della creazione di nuovi posti vacanti. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, in assenza di un obbligo specifico previsto dal bando di concorso o dalla contrattazione collettiva, l'ente non è tenuto ad assumere gli idonei, potendo optare per altre modalità di copertura dei posti.
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Onere della prova: chi deve provare l’inadempimento?
Una società che gestisce distributori di carburante subisce un furto da una cassaforte senza segni di effrazione. La società fa causa al produttore della cassaforte, che ne aveva garantito la non duplicabilità delle chiavi, e alla società di vigilanza incaricata del prelievo dei valori. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, ha riaffermato il principio sull'onere della prova: spetta al debitore (produttore e società di vigilanza) dimostrare che l'inadempimento è dovuto a una causa a lui non imputabile, una volta che il creditore ha allegato la violazione del contratto. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Responsabilità bancaria assegni: quando la banca paga?
Una correntista citava in giudizio il proprio istituto di credito dopo aver subito protesti per assegni con firma apocrifa, emessi da carnet che non aveva mai richiesto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della donna, escludendo la responsabilità bancaria per gli assegni emessi, poiché la falsificazione delle firme, sebbene accertata da una perizia, era talmente abile da non essere riconoscibile a prima vista da un impiegato di media diligenza. La decisione conferma che la responsabilità della banca sorge solo in caso di falsificazione palese e non a fronte di alterazioni sofisticate.
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Conguaglio bollette e prova dei consumi in Cassazione
Una società contesta un maxi conguaglio bollette per forniture di energia e gas. Dopo la condanna in primo e secondo grado, ricorre in Cassazione lamentando un'errata valutazione delle prove sui consumi. La Suprema Corte rigetta il ricorso, chiarendo che non è possibile chiedere al giudice di legittimità una nuova valutazione dei fatti. Il ricorso è ammissibile solo in caso di 'travisamento della prova', inteso come errore di percezione materiale del giudice, e non per contestare l'interpretazione delle prove stesse.
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Potere sanzionatorio Consob: i termini per agire
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27242/2024, interviene sul tema del potere sanzionatorio Consob, chiarendo la decorrenza dei termini per la contestazione degli illeciti. Nel caso di specie, relativo a sanzioni per omessa informativa nei prospetti di una banca, la Corte ha annullato la decisione di merito che riteneva la Consob decaduta dal suo potere. È stato stabilito che il termine per contestare non parte dalla mera conoscenza di un'irregolarità, ma dal completamento dell'istruttoria necessaria all'accertamento della violazione, riconoscendo la discrezionalità dell'autorità nei tempi di indagine.
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Trasferimento contanti: la Cassazione conferma sanzioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino sanzionato per un ingente trasferimento di contanti all'estero non dichiarato. La sentenza conferma che eventuali vizi di notifica sono sanati dall'opposizione e che la prova della violazione può basarsi su un solido ragionamento presuntivo. Viene inoltre ribadita la natura oggettiva dell'illecito, che prescinde dallo scopo del trasferimento.
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