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Art. 2719 Codice Civile

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640 provvedimenti

Deducibilità dei costi: la prova spetta al contribuente
Una società cooperativa si è vista negare la deducibilità di un costo e revocare le agevolazioni fiscali per mutualità prevalente. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato la realtà di un'operazione sulla base di indizi gravi, precisi e concordanti, come pagamenti anomali e l'irreperibilità del fornitore. La Corte di Cassazione ha confermato che, in presenza di tali presunzioni, l'onere della prova si sposta sul contribuente, che deve dimostrare in modo inequivocabile l'effettività del costo sostenuto. Non avendo fornito prove adeguate, il ricorso della cooperativa è stato respinto.
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Copie informatiche e attestazione di conformità
Una dirigente scolastica, trasferita per incompatibilità ambientale, ha impugnato il provvedimento fino in Cassazione. La Corte ha rigettato il ricorso, cogliendo l'occasione per chiarire un punto cruciale del processo telematico: il valore delle copie informatiche di documenti analogici. È stato stabilito che per i documenti probatori non è necessaria l'attestazione di conformità dell'avvocato, richiesta invece per gli atti processuali. Per contestare una copia, non basta una generica affermazione, ma è necessario un disconoscimento specifico ai sensi dell'art. 2719 c.c.
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Recesso fideiussione: la prova via raccomandata
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della compensazione operata da un istituto di credito sul conto corrente di un garante. La decisione si fonda su due principi cardine: il perfezionamento del recesso fideiussione tramite raccomandata, la quale gode di una presunzione di conoscenza del contenuto, e la qualificazione del comportamento della banca come abuso del diritto, data la tardività dell'azione rispetto alla comunicazione del recesso.
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Estratto di ruolo: valido per l’ipoteca esattoriale
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione di ipoteca, sostenendo che l'estratto di ruolo non fosse un titolo valido. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agente della Riscossione, confermando che l'estratto di ruolo è sufficiente per l'iscrizione ipotecaria e che una contestazione generica delle copie dei documenti di notifica non è ammissibile.
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Prescrizione sanzioni tributarie: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24616/2024, interviene sulla prescrizione sanzioni tributarie. Viene confermato il termine decennale per tributi come IRPEF e IVA, ma si stabilisce un termine quinquennale per sanzioni e interessi collegati. La Corte ha rigettato gli altri motivi del ricorso di un contribuente contro un avviso di intimazione, relativi a vizi di notifica e alla debenza dell'IRAP.
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Prescrizione sanzioni interessi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio fondamentale sulla prescrizione sanzioni interessi. Mentre per i tributi come IRPEF e IVA il termine è decennale, per le sanzioni e gli interessi derivanti si applica il termine più breve di cinque anni. La decisione chiarisce la differente natura giuridica delle obbligazioni, annullando parzialmente la sentenza impugnata e rinviando il caso per un nuovo esame alla luce di questo principio.
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Disconoscimento fotocopia: come provare la firma?
In una controversia su un contratto preliminare di compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sul valore probatorio dei documenti. Se una parte contesta non solo la conformità della fotocopia all'originale, ma l'esistenza stessa del contratto e quindi la firma, non è sufficiente una perizia sulla copia. La parte che ha prodotto il documento deve presentare l'originale per la verificazione della firma, a meno che non dimostri di averlo smarrito senza colpa. La sentenza di merito che ha ammesso prove testimoniali senza questa premessa è stata cassata con rinvio.
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Disconoscimento di conformità: la Cassazione chiarisce
Una società immobiliare ha impugnato delle cartelle esattoriali sostenendo la mancata notifica e la prescrizione dei crediti. L'Agente della riscossione ha prodotto in giudizio le copie delle notifiche. La società ha contestato tali copie, ma la Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il disconoscimento di conformità di una copia all'originale deve essere specifico, indicando le precise differenze. Sostenere semplicemente che 'l'originale non esiste' non costituisce un disconoscimento valido, ma un'accusa di falso che richiede una procedura specifica (querela di falso).
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Disconoscimento fotocopie: quando non basta negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente che contestava la validità di documenti fiscali prodotti in fotocopia. La Corte ha stabilito che, in presenza di un'attestazione di conformità, il semplice disconoscimento fotocopie non è sufficiente, ma è necessario avviare una querela di falso per contestarne la veridicità. L'appello è stato respinto anche perché non ha affrontato una delle ragioni decisive della sentenza precedente.
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Estratto di ruolo non impugnabile: la Cassazione
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo relativo a diverse cartelle di pagamento, sostenendo di non averle mai ricevute. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (ius superveniens) e conformandosi a una precedente decisione delle Sezioni Unite, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che l'estratto di ruolo è un documento meramente informativo e non un atto autonomamente impugnabile, a meno che non si dimostri un pregiudizio specifico e concreto, come previsto dalla normativa.
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Titolo esecutivo originale: non serve per il fondo TFR
La Corte di Cassazione ha stabilito che un lavoratore non è obbligato a presentare il titolo esecutivo originale per ottenere il pagamento del TFR dal fondo di garanzia dell'ente previdenziale. Una copia del documento è sufficiente, a meno che l'ente non contesti formalmente e specificamente la sua conformità all'originale. La semplice richiesta di produrre l'originale non è considerata una contestazione valida, confermando così il diritto del lavoratore alla prestazione.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo per cartelle di pagamento risalenti agli anni 2001-2014, lamentando la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione, applicando la recente normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda sulla carenza di interesse ad agire del contribuente, poiché l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora consentita solo in casi eccezionali di pregiudizio specifico, non dimostrati nel caso di specie. La sentenza impugnata è stata quindi cassata senza rinvio.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione conferma i 10 anni
Con una recente ordinanza, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente per vizi procedurali e accolto quello dell'Amministrazione finanziaria. Il punto centrale della decisione riguarda la prescrizione dei crediti erariali. La Corte ha stabilito che per tributi come IRPEF, IRAP e IVA si applica il termine di prescrizione ordinario di dieci anni, non quello breve di cinque anni. Questa sentenza consolida un orientamento giurisprudenziale fondamentale in materia di riscossione dei tributi.
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Disconoscimento Fotocopia: quando è valido?
Un'associazione professionale agiva contro un ex socio per la restituzione di compensi incassati e non versati. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che il disconoscimento di una fotocopia, per essere efficace, non può essere generico. Deve essere una contestazione formale, chiara e specifica, altrimenti la copia ha lo stesso valore probatorio dell'originale. La sentenza chiarisce quindi le regole per un valido disconoscimento fotocopia.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
Un contribuente impugnava una cartella di pagamento di cui era venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa (ius superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione stabilisce che per l'impugnazione estratto di ruolo, il contribuente deve dimostrare di subire un pregiudizio concreto e attuale, come previsto dalla legge, non essendo più sufficiente la mera scoperta del debito.
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Sfratto alloggi popolari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un inquilino di un alloggio popolare avverso la sentenza che confermava lo sfratto per morosità. La decisione si fonda su vizi procedurali del ricorso, come la mancata specificità dei motivi e l'incapacità di confrontarsi con le motivazioni della sentenza d'appello. La Corte ribadisce la validità della procedura speciale per lo sfratto alloggi popolari e sottolinea che, una volta avviato il giudizio di opposizione, eventuali vizi della fase monitoria diventano irrilevanti.
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Ricorso per cassazione: inammissibile contro la CTU
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello che, basandosi su una CTU grafologica, aveva confermato l'autenticità di alcune firme su effetti cambiari. Il ricorso per cassazione è stato respinto perché i motivi sollevati criticavano la decisione di primo grado anziché quella d'appello e miravano a un riesame del merito della perizia, operazione non consentita in sede di legittimità.
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Prova del credito: onere e poteri del giudice
Una società di servizi si è vista rigettare la domanda di ammissione di un credito nei confronti di un'impresa in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che la prova del credito, ossia la dimostrazione della completa esecuzione della prestazione, spetta interamente al creditore. La Corte ha inoltre chiarito che il giudice fallimentare ha il potere-dovere di verificare d'ufficio la fondatezza del credito, anche in assenza di una specifica contestazione da parte degli organi della procedura.
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Prescrizione crediti tributari: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria basata su presunti crediti tributari prescritti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18774/2024, ha stabilito un punto fermo sulla prescrizione crediti tributari. Ha confermato il termine decennale per le imposte principali (IRPEF, IVA), ma ha ribadito la prescrizione quinquennale per le sanzioni e gli interessi. La sentenza di secondo grado è stata quindi parzialmente annullata con rinvio.
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Sfratto alloggi popolari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'inquilina contro un ordine di sfratto alloggi popolari per morosità. La Corte ha chiarito che le contestazioni sulle procedure speciali di ingiunzione diventano irrilevanti una volta instaurato il giudizio di opposizione, che valuta il merito della morosità. I motivi di ricorso sono stati respinti per vizi procedurali e perché miravano a un riesame dei fatti.
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