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Art. 2719 Codice Civile — Anno 2024

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181 provvedimenti

Altri anni per Art. 2719 Codice Civile

Termine breve ricorso: quando la revocazione conta
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce che la notifica di un ricorso per revocazione avvia il termine breve ricorso di 60 giorni per impugnare la stessa sentenza in Cassazione. Nel caso esaminato, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione ha proposto ricorso oltre tale scadenza, vedendoselo dichiarare inammissibile per tardività, poiché il contribuente aveva precedentemente notificato un'istanza di revocazione.
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Querela di falso: termini e differenze col disconoscimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9575/2024, ha annullato una decisione di merito che aveva erroneamente dichiarato inammissibile una querela di falso perché proposta tardivamente. I giudici supremi hanno ribadito la netta distinzione tra il disconoscimento della scrittura privata, soggetto a stretti termini di decadenza, e la querela di falso, proponibile in ogni stato e grado del giudizio per contestare l'autenticità di un documento. Il caso riguardava un'opposizione a un decreto ingiuntivo in cui un professionista aveva contestato un contratto prodotto in copia dalla controparte.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per omessa notifica, venendone a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'impugnazione estratto di ruolo non è ammissibile se il ricorrente non dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. Viene così confermata la mancanza di interesse ad agire in assenza di tale prova.
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Opponibilità all’assicuratore: prova e distrazione
Un cliente ha versato premi aggiuntivi a un intermediario, che però non li ha trasmessi alla compagnia. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna contro la compagnia assicurativa, ritenendo insufficiente come prova la sola quietanza dell'intermediario. La decisione sottolinea che l'opponibilità all'assicuratore delle azioni dell'intermediario richiede prove multiple, gravi e concordanti, e che la motivazione del giudice non può essere meramente ipotetica, specialmente di fronte a incongruenze come la sproporzione tra redditi e investimenti del cliente.
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Estinzione del giudizio per rinuncia dopo sanatoria
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione alcuni atti impositivi, ha aderito a una definizione agevolata per le cartelle oggetto di lite. Conseguentemente, ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando integralmente le spese legali tra le parti. La sentenza evidenzia come le procedure di sanatoria fiscale possano determinare la fine del contenzioso tributario pendente.
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Prescrizione crediti tributari: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8972/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di prescrizione crediti tributari e onere della prova. Il caso riguardava un'intimazione di pagamento impugnata da un contribuente. La Corte ha chiarito che per i tributi erariali, come IRPEF e IVA, si applica la prescrizione ordinaria decennale e non quella quinquennale. Inoltre, ha specificato che per provare la notifica della cartella di pagamento, è sufficiente per l'Ente Riscossore produrre la copia della cartella e la relativa ricevuta di ritorno, senza necessità dell'originale.
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Divisione beni: la non contestazione vale anche pre-2009
In una causa di divisione immobiliare tra ex coniugi, la Cassazione stabilisce che il principio di non contestazione si applica anche ai giudizi antecedenti alla riforma del 2009. Se una parte afferma di aver usato fondi propri per l'acquisto e la controparte non nega specificamente, il fatto si considera provato. Viene inoltre sancito l'obbligo di aggiornare la stima del valore dell'immobile se è trascorso un lungo periodo dalla perizia iniziale, accogliendo il ricorso della ex moglie e cassando con rinvio la sentenza d'appello.
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Notifica cartella esattoriale: la Cassazione decide
Una società ha impugnato degli avvisi di pagamento sostenendo la mancata notifica delle cartelle presupposte. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la notifica cartella esattoriale tramite posta è sufficiente la produzione dell'avviso di ricevimento, anche in fotocopia, e ha confermato la prescrizione decennale per i principali tributi erariali.
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Mandato in rem propriam: l’obbligo di rendiconto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7888/2024, ha stabilito che la concessione di ampi poteri al mandatario non è sufficiente a qualificare il mandato come 'in rem propriam' e, di conseguenza, a esonerarlo dall'obbligo di rendiconto. Nel caso esaminato, un padre, mandatario del figlio per la vendita di alcuni immobili, si era trattenuto i proventi sostenendo che il mandato fosse anche nel suo interesse. La Corte ha rigettato il ricorso del padre, confermando che l'interesse del mandatario deve risultare in modo esplicito e che la semplice dichiarazione di aver ricevuto somme non prova l'esistenza di un mutuo a compensazione.
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Ricorso per cassazione inammissibile: guida pratica
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria e le relative cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile per due motivi principali: la violazione del principio di autosufficienza, in quanto il ricorrente non ha specificato i dettagli delle notifiche contestate, e l'errata impugnazione di vizi propri delle cartelle di pagamento, che avrebbero dovuto essere contestate autonomamente al momento della loro notifica. La decisione sottolinea l'importanza della specificità e della tempestività nell'impugnazione degli atti tributari.
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Disconoscimento copie: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7376/2024, ha respinto il ricorso di un contribuente, stabilendo che il disconoscimento copie dei documenti prodotti in giudizio dall'Agente della Riscossione, per essere efficace, deve essere specifico e non generico. Una semplice formula di stile non è sufficiente a contestare la conformità all'originale, e non obbliga il giudice a ordinare l'esibizione dei documenti originali.
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Straordinario Dirigente Medico: No a prassi aziendale
Un dirigente medico ha richiesto il pagamento di un ingente monte ore di straordinario, basandosi su una prassi aziendale. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che nel pubblico impiego lo straordinario dirigente medico non può essere riconosciuto sulla base di prassi. La retribuzione è strettamente vincolata ai contratti collettivi e non può derogare in melius, a differenza del settore privato.
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Azione revocatoria: onere della prova sul debitore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 7121/2024, ha affrontato un caso di azione revocatoria su una compravendita immobiliare tra coniugi. I creditori avevano impugnato l'atto, ritenendolo lesivo delle loro ragioni. La Corte ha stabilito che, in un'azione revocatoria, l'onere di provare che la vendita era l'unico mezzo per estinguere debiti scaduti grava sul debitore. Non avendo fornito prove sufficienti, il ricorso del debitore è stato respinto e la vendita è stata dichiarata inefficace nei confronti dei creditori.
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Giudicato esterno: limiti tra azione causale e cambiaria
Un creditore, dopo una sentenza su cambiali prescritte (azione cambiaria), ha tentato una nuova azione basata sul debito originario (azione causale), sostenendo che la precedente decisione costituisse un giudicato esterno. La Corte di Cassazione ha respinto tale tesi, chiarendo che una sentenza sull'azione cambiaria non è vincolante per una successiva azione causale, data la diversità dei fondamenti giuridici (causa petendi). Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Una contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile in origine. L'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora consentita solo se si dimostra un pregiudizio concreto, come l'esclusione da appalti pubblici.
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Responsabilità promotore finanziario: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'investitrice contro un promotore finanziario e due banche. L'ordinanza sottolinea l'impossibilità di contestare in sede di legittimità l'accertamento dei fatti operato dalla Corte d'Appello, in particolare riguardo al momento in cui l'investitrice ha avuto conoscenza del danno ai fini della prescrizione. La decisione conferma che la mancata prova del conferimento di un incarico al promotore e la corretta valutazione della decorrenza della prescrizione sono elementi decisivi che, se stabiliti nei gradi di merito, non possono essere riesaminati dalla Cassazione.
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Disconoscimento fotocopie: appello inammissibile
Un professionista si oppone a un decreto ingiuntivo basato su scritture private, sostenendo di aver già pagato una somma maggiore tramite accordi "in nero" e operando il disconoscimento delle fotocopie prodotte. La Corte di Cassazione dichiara il suo ricorso inammissibile. La Corte stabilisce che è inutile contestare l'uso di fotocopie disconosciute se non si impugnano le vere ragioni della decisione, ovvero la mancata prova del pagamento. L'appello risulta quindi privo di interesse concreto.
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Promessa di pagamento: onere della prova e cambiali
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di una promessa di pagamento formalizzata tramite effetti cambiari. Dei debitori si erano opposti a un decreto ingiuntivo, sostenendo che il creditore non avesse adempiuto agli obblighi contrattuali sottostanti all'emissione delle cambiali. La Corte ha stabilito che, di fronte a una specifica eccezione di inadempimento sollevata dal debitore, l'onere della prova si sposta nuovamente sul creditore. Quest'ultimo deve quindi dimostrare di aver eseguito la propria prestazione per poter esigere il pagamento. Poiché il creditore non ha fornito tale prova, il suo ricorso è stato respinto.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i requisiti di ammissibilità del ricorso. Nel caso esaminato, un ricorso per cassazione presentato da un ente pubblico contro una società di factoring è stato dichiarato inammissibile per mancanza di chiarezza e autosufficienza. La Corte ha ribadito che il ricorso deve esporre i fatti e i motivi in modo completo, senza costringere il giudice a ricercare elementi in altri atti processuali, confermando così la decisione dei giudici di merito.
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Termine dilatorio: nullo l’avviso senza i 60 giorni
Una contribuente ha ricevuto un avviso di accertamento basato su disponibilità finanziarie all'estero. L'atto è stato notificato prima della scadenza del termine dilatorio di 60 giorni dalla consegna del verbale di constatazione. La Corte di Cassazione ha annullato l'avviso, ribadendo che il mancato rispetto di questo termine, posto a garanzia del contraddittorio, causa la nullità insanabile dell'atto impositivo, salvo la prova di specifiche ed eccezionali ragioni d'urgenza da parte dell'Amministrazione Finanziaria, non ravvisabili nel caso di specie.
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