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Art. 2712 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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56 provvedimenti

Altri anni per Art. 2712 Codice Civile

Muro di confine: distanze legali e risarcimento
Un vicino ha costruito un muro di confine violando le distanze legali. La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di arretramento ma ha negato il risarcimento del danno. La Corte ha stabilito che, nonostante la violazione, i lavori avevano migliorato l'estetica generale dell'area senza causare un pregiudizio concreto, superando così la presunzione di danno.
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Inadempimento e prove tardive: la Cassazione decide
Una società nel settore della cantieristica navale è stata condannata a saldare il prezzo di macchinari industriali, nonostante avesse lamentato difetti e ritardi. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, giudicando inammissibili i motivi di impugnazione, tra cui la contestazione sull'utilizzo di prove tardive, poiché non sollevati nel corretto grado di giudizio. La decisione sottolinea il rigore delle regole processuali e l'importanza di contestare tempestivamente ogni vizio del procedimento.
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Usucapione terreno: la prova del possesso continuo
La Corte di Cassazione conferma una decisione di merito sull'usucapione terreno, dichiarando inammissibile il ricorso volto a una nuova valutazione delle prove. La Suprema Corte ha ribadito che l'utilizzo esclusivo del bene, la sua manutenzione e l'esclusione di terzi sono elementi sufficienti a dimostrare il possesso qualificato, necessario per l'acquisto della proprietà per usucapione.
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Disconoscimento fotocopie: la guida completa
Una società di promozioni ha agito in giudizio per ottenere il pagamento di alcune fatture, producendo a sostegno delle proprie pretese delle semplici fotocopie di rapportini di servizio. La società convenuta ha operato il disconoscimento delle fotocopie, contestandone la conformità agli originali e l'autenticità delle firme. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha rigettato il ricorso della società creditrice. Ha stabilito che il disconoscimento era stato effettuato in modo formale e specifico, facendo ricadere sulla parte che ha prodotto le copie l'onere di presentarne gli originali, cosa mai avvenuta. Di conseguenza, le fotocopie sono state private di ogni valore probatorio.
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Prova del quantum: WhatsApp e testimoni sono validi
Un fornitore ha citato in giudizio un cliente per il mancato pagamento di serramenti. Il cliente ha contestato l'importo. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di pagamento del cliente, convalidando l'uso della testimonianza, corroborata da messaggi WhatsApp, come prova del quantum dovuto, anche in assenza di un contratto scritto.
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Notifica verbale tardiva: quando decorre il termine?
Una società di trasporti ha impugnato una sanzione per violazione delle norme sul cronotachigrafo, sostenendo una notifica verbale tardiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il termine di 90 giorni per la notifica non decorre dalla data dell'infrazione, ma dal momento in cui l'autorità completa le necessarie verifiche tecniche e accerta la violazione.
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Sanzione amministrativa: termine per l’ordinanza
Un cittadino ha impugnato una sanzione amministrativa per l'emissione di un assegno a vuoto, sostenendo che l'ordinanza-ingiunzione fosse stata emessa oltre il termine di 90 giorni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che per l'emissione del provvedimento sanzionatorio non si applica il termine generale dei procedimenti amministrativi, bensì il termine di prescrizione quinquennale previsto dalla Legge n. 689/1981, confermando la legittimità della sanzione.
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Composizione collegiale: nullità della decisione
Un avvocato ha citato in giudizio un'agenzia pubblica per ottenere il pagamento dei suoi compensi professionali. Il Tribunale ha condannato l'ente al pagamento. L'agenzia ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando un vizio di procedura: la causa, pur decisa da un collegio, era stata interamente trattata da un giudice monocratico. La Corte di Cassazione ha accolto il motivo, dichiarando la nullità della decisione per violazione delle norme sulla composizione collegiale e rinviando il caso a un nuovo collegio del Tribunale.
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Notifica PEC e appello tardivo: la Cassazione decide
Una società proponeva appello avverso una sentenza, ma la controparte ne eccepiva la tardività, provando l'avvenuta notifica PEC della decisione di primo grado tramite copie cartacee delle ricevute. La Cassazione ha rigettato il ricorso della società appellante, confermando che la prova della notifica PEC può essere fornita con copie analogiche e che il disconoscimento della loro conformità all'originale digitale deve avvenire nella prima occasione utile, pena l'inefficacia. La tardiva contestazione ha quindi reso l'appello inammissibile.
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Autonomia associativa: chi paga i debiti locali?
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi onorari a un'associazione nazionale per prestazioni svolte a favore di una sua sede territoriale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'autonomia associativa della sede locale, sancita dallo statuto, la rende l'unica responsabile dei propri debiti. La responsabilità non si trasferisce alla sede nazionale, neanche in caso di scioglimento della sezione locale.
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Valore probatorio DDT: la Cassazione fa chiarezza
Un fornitore ha contestato la consegna di merci, disconoscendo i Documenti di Trasporto (DDT) prodotti dalla controparte perché non firmati e in copia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il valore probatorio dei DDT, seppur privi di piena efficacia, può costituire un valido indizio. Insieme ad altri elementi, come il ritardo nella contestazione della fattura, può fondare un ragionamento presuntivo del giudice e provare l'avvenuta consegna.
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Responsabilità professionale avvocato: la guida
Una società immobiliare ha citato in giudizio il proprio legale per responsabilità professionale avvocato, accusandolo di aver lasciato passare in giudicato una sentenza sfavorevole senza informarla. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, affermando che per valutare la colpa del legale non basta accertare se abbia comunicato o meno la possibilità di appellare. È necessario, invece, un "giudizio prognostico" per stabilire se l'appello omesso avesse ragionevoli probabilità di successo, poiché solo in tal caso si configura un danno risarcibile per il cliente.
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Responsabilità Direttore Lavori: La Guida Completa
Un caso di appalto con vizi costruttivi porta la Cassazione a definire la responsabilità direttore lavori. La Corte conferma la sua natura contrattuale verso il committente, con prescrizione decennale, e la sua solidarietà con l'appaltatore per omessa vigilanza, rigettando sia il suo ricorso che quello incidentale del committente.
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Onorari avvocato PA: la Cassazione decide sul rito
Un avvocato ha citato in giudizio un Comune per ottenere il pagamento dei suoi onorari professionali relativi a un'attività difensiva svolta in un giudizio amministrativo. Le sue richieste sono state respinte sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del legale, stabilendo principi importanti in materia di onorari avvocato PA. La Corte ha chiarito che il rito speciale per la liquidazione delle parcelle si applica solo ai giudizi civili e non a quelli amministrativi. Inoltre, ha ribadito la necessità di un disconoscimento specifico, e non generico, delle copie fotostatiche prodotte in giudizio e ha confermato la validità del contratto di patrocinio con l'ente pubblico.
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Onorari professionali avvocato: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato che richiedeva il pagamento di onorari professionali a un ente comunale per un'attività svolta in un giudizio amministrativo. La Corte ha confermato le decisioni dei giudici di merito, affrontando quattordici diversi motivi di ricorso. Tra i punti salienti, ha chiarito che la contestazione di documenti in fotocopia deve essere specifica e non generica, ha ribadito che il requisito della forma scritta per i contratti con la P.A. può essere soddisfatto dal rilascio della procura al difensore e ha confermato che le norme sugli interessi di mora del D.Lgs. 231/2002 non si applicano retroattivamente ai contratti stipulati prima dell'8 agosto 2002.
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Querela di falso fotocopia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso relativo a una querela di falso su fotocopia di un contratto, chiarendo il riparto dell'onere della prova. La Corte ha stabilito che, a seguito del tempestivo disconoscimento della conformità all'originale e della sottoscrizione, la fotocopia perde ogni efficacia probatoria. Di conseguenza, la querela di falso è stata correttamente respinta in appello per l'impossibilità di procedere all'accertamento, data la mancata produzione del documento originale. La sentenza sottolinea che l'onere di provare la falsità, in questo specifico contesto, ricadeva sulla parte che aveva intentato la querela.
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