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Art. 2712 Codice Civile — Sezione Prima Civile

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32 provvedimenti

Altri anni per Art. 2712 Codice Civile

Responsabilità promotore finanziario: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'investitrice contro un promotore finanziario e due banche. L'ordinanza sottolinea l'impossibilità di contestare in sede di legittimità l'accertamento dei fatti operato dalla Corte d'Appello, in particolare riguardo al momento in cui l'investitrice ha avuto conoscenza del danno ai fini della prescrizione. La decisione conferma che la mancata prova del conferimento di un incarico al promotore e la corretta valutazione della decorrenza della prescrizione sono elementi decisivi che, se stabiliti nei gradi di merito, non possono essere riesaminati dalla Cassazione.
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Espulsione e matrimonio: l’intento non basta
Un cittadino straniero, colpito da un decreto di espulsione per soggiorno irregolare, ha impugnato il provvedimento sostenendo di trovarsi in Italia per sposare una cittadina italiana. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la semplice fissazione di un appuntamento per le pubblicazioni di matrimonio non è sufficiente a dimostrare la "serietà di intenti" necessaria a configurare un progetto di vita familiare che possa ostacolare l'espulsione. È necessario fornire prove concrete della relazione e del progetto matrimoniale.
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Onere della prova: come dimostrare il credito in un fallimento
Un professionista ha agito in giudizio contro una società fallita per il mancato pagamento delle sue prestazioni. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza sottolinea come sul creditore gravi un preciso onere della prova, che impone di dimostrare il proprio diritto con elementi specifici e dettagliati, non essendo sufficiente una produzione documentale generica o capitoli di prova non circostanziati.
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Valore probatorio home banking: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2607 del 2024, ha stabilito l'importante principio sul valore probatorio dei documenti estratti dall'home banking. In un caso riguardante l'opposizione a un decreto ingiuntivo da parte di alcuni fideiussori, la Corte ha chiarito che la stampa dei movimenti contabili ottenuta tramite home banking costituisce piena prova, a meno che la banca non sollevi contestazioni chiare, circostanziate ed esplicite sulla loro non conformità ai dati conservati nei propri archivi. Una semplice negazione generica non è sufficiente a privare di efficacia tale documentazione. La sentenza di primo grado è stata cassata con rinvio, poiché aveva erroneamente negato il valore probatorio home banking sulla base di una contestazione generica dell'istituto di credito.
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Data certa fallimento: timbro e marca temporale
Una banca si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare per l'assenza di data certa sui contratti. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il giudice di merito ha l'obbligo di esaminare prove decisive come il timbro postale apposto direttamente sui documenti e la marca temporale digitale. Questo caso di data certa fallimento sottolinea l'importanza di tali elementi per l'opponibilità dei crediti.
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Responsabilità del liquidatore e creditori privilegiati
Un ex socio ha citato in giudizio il liquidatore di una società cancellata, lamentando una gestione scorretta del patrimonio residuo. La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della responsabilità del liquidatore, stabilendo la legittimità del pagamento prioritario dei creditori privilegiati, anche se ciò esaurisce l'attivo sociale. La condotta del liquidatore è stata ritenuta corretta, respingendo le pretese risarcitorie del socio.
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Firma Falsa Conto Cointestato: la banca paga?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un conto cointestato svuotato da un coniuge tramite una firma falsa dell'altro. La Corte ha confermato la condanna in solido della banca e del coniuge che ha commesso il prelievo. È stato chiarito che, in caso di disconoscimento della firma, l'onere di provarne l'autenticità spetta a chi vuole avvalersi del documento, in questo caso la banca. La richiesta di manleva della banca verso il cointestatario è stata respinta.
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Inammissibilità ricorso: analisi di un caso pratico
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni fideiussori contro una sentenza della Corte d'Appello. Il caso riguarda un'opposizione a un decreto ingiuntivo emesso da una banca. I motivi di inammissibilità sono molteplici e includono questioni di competenza territoriale interna al tribunale, vizi di motivazione inammissibili per la regola della "doppia conforme", e la mancata specificità delle censure relative alla prova del credito e alle clausole di fideiussione.
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Ricorso incidentale inammissibile: requisiti di forma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili sia il ricorso principale di un istituto di credito sia il ricorso incidentale di un suo cliente in una controversia finanziaria. La decisione sottolinea l'importanza dei requisiti formali degli atti di impugnazione, in particolare l'obbligo di includere una sommaria esposizione dei fatti nel ricorso incidentale, a pena di inammissibilità, senza possibilità di rinvio ad altri atti.
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Prova cessione credito: onere e contestazione
La Cassazione chiarisce che la prova della cessione del credito spetta sempre al cessionario. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che, non avendo fornito prova certa dell'atto di cessione, si era appellata al principio di non contestazione. La banca debitrice non era tenuta a contestare un fatto a lei non noto.
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Onere probatorio nel fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che escludeva un credito dal passivo fallimentare per indeterminatezza. Secondo la Corte, se la prova di una rinegoziazione del debito fallisce, il giudice non può rigettare l'intera richiesta ma deve quantificare il credito sulla base del contratto originario. La decisione chiarisce i principi sull'onere probatorio e sul vizio di motivazione quando la prova fornita dal creditore è incompleta.
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Eccezione di prescrizione: quando e come sollevarla
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, confermando che l'eccezione di prescrizione su una domanda riconvenzionale deve essere sollevata entro la prima udienza di trattazione e non nelle memorie successive. La Suprema Corte ha ribadito il rigore dei termini processuali, dichiarando inammissibili gli altri motivi di ricorso per difetti di specificità e procedurali. La decisione sottolinea l'importanza di formulare tempestivamente tutte le difese per non incorrere in decadenze insanabili.
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