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Art. 267 TFUE

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448 provvedimenti

Decreto ingiuntivo non opposto: preclude il danno?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un fideiussore non può chiedere il risarcimento dei danni per la nullità di una fideiussione (per violazione della normativa antitrust) se in precedenza non ha opposto un decreto ingiuntivo basato sullo stesso contratto. Il decreto ingiuntivo non opposto, divenuto definitivo, copre la validità del titolo e preclude ogni successiva contestazione, anche sotto forma di richiesta di risarcimento.
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Somministrazione fraudolenta: la decadenza non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza dall'impugnazione dei singoli contratti di somministrazione non impedisce al giudice di valutare se la reiterazione di centinaia di contratti configuri una somministrazione fraudolenta. Analizzando il caso di un autista con circa 800 contratti in dieci anni, la Corte ha cassato la decisione di merito che aveva dichiarato inammissibile il ricorso, ordinando un nuovo esame per verificare l'abuso del diritto e la violazione delle norme imperative, anche di derivazione europea.
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Stabile organizzazione: motivazione nulla, caso rinviato
Una società estera era stata ritenuta responsabile per i debiti IVA di un'azienda italiana, qualificata come sua stabile organizzazione. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione per "motivazione apparente", criticando la mancanza di prove concrete e di un ragionamento logico da parte dei giudici di merito. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame, sottolineando che l'onere della prova per dimostrare l'esistenza di una stabile organizzazione spetta all'Amministrazione Finanziaria.
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Impugnazione contratto a termine: i termini corretti
Un lavoratore, danzatore presso una Fondazione, ha effettuato una impugnazione contratto a termine per una serie di contratti reiterati. La Cassazione chiarisce che, dopo la richiesta di conciliazione non accettata dal datore di lavoro entro 20 giorni, decorre un nuovo e autonomo termine di 60 giorni per depositare il ricorso in tribunale, annullando la decisione dei giudici di merito che avevano erroneamente dichiarato la decadenza.
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Elusione fiscale leveraged buyout: la Cassazione
La Cass. Civ., Sez. 5, n. 34595 del 30/12/2019, ha stabilito che un'operazione di elusione fiscale leveraged buyout si configura quando manca una valida ragione economica. La Corte ha rigettato il ricorso di una società, confermando che l'onere di provare la sostanza economica dell'operazione, volta a dedurre oneri finanziari (push down del debito), spetta al contribuente e non basta un generico riferimento a modelli finanziari leciti.
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Canone concessorio: nullo l’accordo che lo riduce
Una sentenza del Tribunale di Milano ha dichiarato la nullità di un accordo tra un Ente Locale e una società di distribuzione del gas che riduceva il canone concessorio dovuto dopo la scadenza del contratto. La decisione si fonda sulla natura imperativa delle norme che regolano il settore, le quali, anche con efficacia retroattiva, impongono il pagamento del canone originario per tutelare la finanza pubblica. La società è stata condannata a versare le differenze non pagate.
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Remunerazione medici specializzandi: la decisione
La Corte d'Appello di Roma si è pronunciata sul diritto alla remunerazione dei medici specializzandi per la tardiva attuazione delle direttive europee. La sentenza ha parzialmente accolto le richieste dei medici, riconoscendo il risarcimento per chi frequentava corsi di specializzazione comuni a più Stati UE dopo il 1° gennaio 1983, anche se iscritti prima di tale data. Ha però escluso dal risarcimento le specializzazioni non previste dalle direttive, come l'oncologia, specificando che l'obbligazione dello Stato è un debito di valuta, non soggetto a rivalutazione.
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Art. 49 Codice della Navigazione: il destino degli immobili
La Corte d'Appello di Genova ha rigettato l'appello degli eredi di un ex concessionario che rivendicavano la proprietà di un cinema costruito su area ex demaniale. La decisione si fonda sul principio del giudicato, confermando l'applicazione dell'art. 49 Codice della Navigazione che prevede l'acquisizione automatica e gratuita dell'immobile da parte dello Stato alla cessazione della concessione, non essendo stata provata una deroga esplicita a tale principio nell'atto concessorio.
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