LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 267 TFUE

Pagina 21 di 23

448 provvedimenti

TOSAP concessionaria autostradale: niente esenzione
Una società concessionaria di autostrade ha impugnato un avviso di accertamento per il mancato pagamento della TOSAP, relativa all'occupazione del soprassuolo di strade comunali con viadotti. La società sosteneva di non essere tenuta al pagamento, rivendicando un'esenzione fiscale e argomentando che la proprietà delle aree fosse di fatto trasferita allo Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la costruzione di un'opera pubblica in concessione non trasferisce la proprietà del suolo comunale sottostante. Inoltre, ha chiarito che la società concessionaria, agendo come un'impresa privata con scopo di lucro, non può beneficiare delle esenzioni previste per gli enti pubblici. Di conseguenza, è tenuta al pagamento della TOSAP per l'occupazione del suolo pubblico.
Continua »
TOSAP Viadotti: No esenzione per le concessionarie
Una società concessionaria autostradale ha contestato un avviso di accertamento per la TOSAP relativa a viadotti che sovrastano strade comunali, sostenendo che lo spazio aereo fosse di proprietà statale e di avere diritto all'esenzione fiscale prevista per lo Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'occupazione del soprassuolo comunale è soggetta a tassazione. La Corte ha specificato che la concessionaria, in quanto soggetto economico privato che opera a scopo di lucro, non può beneficiare delle esenzioni riservate agli enti pubblici, e che la costruzione dei viadotti non trasferisce automaticamente la proprietà dello spazio aereo sottostante. La TOSAP viadotti è quindi pienamente dovuta.
Continua »
Inefficacia del contratto e diritto all’indennizzo
Un Consorzio ha citato in giudizio un Comune per ottenere un indennizzo a seguito del recesso da un contratto di appalto per la gestione dei rifiuti. La controversia nasce dal fatto che, sebbene un giudicato civile avesse qualificato il rapporto come appalto di servizi, un precedente giudicato amministrativo aveva annullato gli atti di affidamento, determinando l'inefficacia del contratto sin dall'origine (ex tunc). La Corte di Cassazione, risolvendo il conflitto, ha stabilito che il giudicato amministrativo che dichiara l'inefficacia retroattiva del contratto prevale. Di conseguenza, ha escluso il diritto del Consorzio all'indennizzo per recesso (art. 1671 c.c.), poiché tale diritto presuppone l'esistenza di un contratto valido ed efficace, condizione venuta meno a causa dell'annullamento.
Continua »
Contratti a progetto: quando si convertono in lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione amministrativa a carico del legale rappresentante di una cooperativa sociale per l'uso illegittimo di contratti a progetto. La sentenza stabilisce che se un contratto di collaborazione non individua uno specifico progetto, si converte automaticamente in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla sua costituzione. La Corte ha inoltre respinto la tesi della buona fede, chiarendo che precedenti ispezioni senza rilievi non generano un legittimo affidamento.
Continua »
Buoni Postali Fruttiferi: Tassi e Ius Variandi
Un risparmiatore ha contestato la riduzione dei tassi d'interesse sui vecchi buoni postali fruttiferi, rivendicando il diritto ai tassi indicati sul certificato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità della modifica unilaterale dei tassi (ius variandi) da parte dell'emittente. La Corte ha ribadito che la pubblicazione dei decreti ministeriali nella Gazzetta Ufficiale è sufficiente a informare i risparmiatori, senza necessità di una specifica annotazione sul titolo. Questa decisione si allinea ai principi consolidati sui buoni postali fruttiferi.
Continua »
TOSAP Viadotti: paga il concessionario autostradale
Una società concessionaria di autostrade sosteneva di non dover pagare la TOSAP per un viadotto che sovrastava una strada comunale, affermando che lo spazio aereo fosse di proprietà statale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la tassa è dovuta. La Corte ha chiarito che l'occupazione dello spazio aereo comunale costituisce il presupposto per la TOSAP sui viadotti e che l'esenzione prevista per lo Stato non si estende al concessionario, in quanto soggetto privato che agisce per profitto.
Continua »
TOSAP Viadotti Autostradali: quando si paga?
La Corte di Cassazione ha stabilito che le società concessionarie devono pagare la TOSAP per i viadotti autostradali che sovrastano il suolo pubblico comunale. L'esenzione fiscale prevista per lo Stato non si applica, poiché la concessionaria agisce in autonomia economica e non come mero esecutore. La Corte ha rigettato l'argomento secondo cui la pianificazione statale della rete escluderebbe la tassa, confermando la piena applicabilità della normativa sui tributi locali per l'occupazione di spazi pubblici.
Continua »
TOSAP viadotti autostradali: la Cassazione conferma
Una società concessionaria autostradale ha contestato l'obbligo di pagare la TOSAP per un viadotto sovrastante una strada comunale, sostenendo che l'occupazione fosse riconducibile allo Stato e quindi esente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassa è dovuta. La Corte ha chiarito che il soggetto che occupa materialmente lo spazio pubblico, traendone un'utilità economica, è la società concessionaria e non lo Stato. Pertanto, l'esenzione prevista per lo Stato non può essere estesa alla società, che agisce come un'entità economica autonoma ai fini dei TOSAP viadotti.
Continua »
TOSAP concessionario autostradale: si paga sempre
La Corte di Cassazione ha stabilito che il TOSAP concessionario autostradale è dovuto per l'occupazione del soprassuolo comunale tramite cavalcavia. La Corte ha chiarito che la società concessionaria, pur gestendo un bene di proprietà statale, agisce come un'entità economica autonoma e non può beneficiare dell'esenzione fiscale prevista per lo Stato. L'obbligo di pagamento sorge dal fatto materiale dell'occupazione, che sottrae lo spazio all'uso pubblico, indipendentemente dalla titolarità del manufatto.
Continua »
Contratti a termine fondazioni liriche: No conversione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una ballerina impiegata per vent'anni da una fondazione lirica tramite una serie di contratti a termine. La lavoratrice chiedeva la conversione del rapporto in un contratto a tempo indeterminato a causa dell'abuso nella reiterazione. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che per i contratti a termine nelle fondazioni liriche, la normativa speciale prevale, escludendo la conversione e prevedendo unicamente il risarcimento del danno come sanzione per l'illegittimità, in linea con i principi delle Sezioni Unite.
Continua »
Contratti a termine fondazioni liriche: no conversione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore del settore musicale, confermando il divieto di conversione dei contratti a termine in rapporti a tempo indeterminato per le fondazioni liriche. La sentenza stabilisce che, a causa della normativa speciale che regola tali enti, l'unica tutela per l'abuso di contratti precari è il risarcimento del danno, e non la stabilizzazione del posto di lavoro. Questa disciplina speciale, pur derogando al diritto comune, è ritenuta conforme al diritto dell'Unione Europea.
Continua »
Imposta sulla benzina: la Cassazione la annulla
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un avviso di pagamento relativo all'imposta sulla benzina (IRBA). Il tributo è stato giudicato incompatibile con la Direttiva UE 2008/118/CE perché privo di una "finalità specifica" che andasse oltre il generico finanziamento del bilancio regionale. La Corte ha stabilito che i giudici nazionali devono disapplicare la normativa interna in contrasto, incluse le clausole che miravano a preservare le obbligazioni tributarie passate.
Continua »
Evocazione indicazione geografica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia sul concetto di evocazione indicazione geografica, rigettando il ricorso di un consorzio di tutela. Il caso verteva sull'uso del termine "balsamico" da parte di un'azienda concorrente. La Corte ha stabilito che la valutazione sull'evocazione deve essere globale e che l'uso di un singolo termine non geografico non costituisce automaticamente una violazione, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso la sussistenza di un illecito in base a una valutazione complessiva dei segni e dei prodotti in conflitto.
Continua »
Garanzia doganale: obblighi di notifica e decadenza
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che la garanzia doganale viene meno se le autorità non rispettano i precisi obblighi di notifica verso il fideiussore. Nel caso esaminato, un istituto finanziario è stato liberato dall'obbligo di pagare un ingente debito doganale poiché una delle due comunicazioni obbligatorie previste dalla normativa europea non era stata effettuata, determinando la decadenza del diritto dell'Agenzia Doganale di rivalersi sul garante.
Continua »
Abuso edilizio: il legittimo affidamento non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di demolizione per un abuso edilizio. I ricorrenti, eredi dell'autrice dell'illecito, avevano invocato il principio di legittimo affidamento, sostenendo di aver confidato nei permessi di costruire in sanatoria. La Corte ha stabilito che non poteva sorgere alcun legittimo affidamento, data l'incertezza della normativa sul condono e l'esistenza di una giurisprudenza consolidata che interpretava restrittivamente i limiti volumetrici. Di conseguenza, la richiesta di sospensione della demolizione è stata respinta.
Continua »
Assoluzione penale: effetti sulle sanzioni tributarie
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4916/2025, ha chiarito la portata del nuovo art. 21-bis del D.Lgs. 74/2000. In un caso di accertamento fiscale per operazioni soggettivamente inesistenti, i contribuenti erano stati assolti in sede penale con la formula 'perché il fatto non sussiste'. La Corte ha stabilito che tale assoluzione penale ha efficacia di giudicato nel processo tributario, ma limitatamente alle sanzioni, che devono essere annullate. La pretesa sull'imposta, invece, resta soggetta all'autonoma valutazione del giudice tributario, che considererà la sentenza penale come un elemento di prova non vincolante.
Continua »
Notifica PEC indirizzo non pubblico: quando è valida?
Una società ha impugnato diverse cartelle di pagamento, contestando la validità della notifica PEC ricevuta da un indirizzo dell'Agente della riscossione non presente nei pubblici elenchi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, non perché la notifica fosse valida, ma perché la questione è stata sollevata per la prima volta in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che non è possibile introdurre nuove questioni di fatto e di diritto nel giudizio di Cassazione.
Continua »
Contributo modulare obbligatorio: è previdenza base
Un avvocato ha contestato la natura del contributo modulare obbligatorio versato alla propria Cassa di previdenza, chiedendone il trasferimento o la restituzione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che tale contributo rientra nella previdenza di base obbligatoria e non in quella complementare, la cui adesione è volontaria. La Corte ha ritenuto le censure del ricorrente generiche e non pertinenti alla ratio decidendi della Corte d'Appello.
Continua »
Litisconsorzio necessario e accertamento fiscale soci
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un socio contro un avviso di accertamento IRPEF. La sentenza chiarisce che la violazione del litisconsorzio necessario tra socio e società può essere superata se i procedimenti, sebbene formalmente separati, vengono trattati in modo contestuale e unitario, senza pregiudizio per il diritto di difesa. Tutti i nove motivi di ricorso sono stati ritenuti inammissibili o infondati, confermando la validità dell'atto impositivo.
Continua »
Fatture false: onere della prova per l’imprenditore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1795/2025, ha rigettato il ricorso di un'imprenditrice contro un avviso di accertamento per recupero IVA. Il caso riguardava l'utilizzo di fatture false per operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte ha chiarito che, di fronte a solidi indizi di frode presentati dall'Agenzia delle Entrate, l'onere della prova si sposta sul contribuente, che deve dimostrare di aver agito con la massima diligenza per non essere coinvolto. Il ricorso è stato inoltre dichiarato inammissibile per violazione del principio di autosufficienza.
Continua »