LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2639 Codice Civile — Sezione Quinta Penale

Pagina 10 di 13

252 provvedimenti

Altri anni per Art. 2639 Codice Civile

Amministratore di fatto: la Cassazione e la prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di tre imputati, condannati per bancarotta fraudolenta. La sentenza ribadisce i criteri per definire la figura dell'amministratore di fatto, sottolineando che una gestione continuativa e significativa, anche in cogestione, è sufficiente a fondarne la responsabilità penale. Viene inoltre confermato che l'amministratore di diritto non è esente da colpa se non prova l'altrui esclusiva gestione. La Corte rigetta anche le eccezioni procedurali relative alla violazione del principio del giudice naturale.
Continua »
Amministratore di fatto: responsabilità penale cumulata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un amministratore di fatto per bancarotta fraudolenta e reati fiscali. La sentenza stabilisce che la sua responsabilità penale può cumularsi con quella di altri amministratori, sia di diritto che di fatto. Si chiarisce inoltre che il reato fiscale di occultamento delle scritture contabili non viene assorbito da quello di bancarotta documentale, configurando un concorso di reati.
Continua »
Amministratore di fatto: quando si risponde del reato?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per bancarotta fraudolenta, stabilendo che per qualificare un soggetto come amministratore di fatto non sono sufficienti indizi quali la detenzione della maggioranza delle quote o il rapporto di coniugio con l'amministratore legale. È necessario provare l'esercizio concreto, continuativo e significativo di poteri gestionali. La Corte ha rinviato il caso per un nuovo esame che accerti la reale ingerenza dell'imputato nella gestione societaria.
Continua »
Bancarotta fraudolenta documentale: Dolo specifico
La Corte di Cassazione annulla con rinvio una condanna per bancarotta fraudolenta documentale, sottolineando la necessità di una prova rigorosa del dolo specifico. Il caso riguarda un amministratore di diritto, poi ritenuto amministratore di fatto, accusato di aver sottratto le scritture contabili. La Suprema Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione della corte d'appello, che aveva desunto l'intento fraudolento dalla sola condotta omissiva e dall'entità del passivo fallimentare, senza un'analisi approfondita di ulteriori indici di fraudolenza.
Continua »
Bancarotta fraudolenta: la prova della distrazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta di un'amministratrice. La sentenza stabilisce che la prova della distrazione di fondi può essere desunta da prelievi ingiustificati e contabilità irregolare. Viene inoltre ribadita la piena responsabilità penale dell'amministratore di diritto, anche in presenza di un gestore di fatto, escludendo che il ruolo di 'prestanome' possa essere una valida difesa.
Continua »
Bancarotta fraudolenta: Dolo e reformatio in peius
La Cassazione chiarisce la responsabilità per bancarotta fraudolenta dell'amministratore di fatto, confermando la sufficienza del dolo generico. Viene però annullata la sentenza per violazione del divieto di reformatio in peius, poiché la Corte d'Appello aveva aumentato la pena base.
Continua »
Amministratore di fatto: la Cassazione sulla responsabilità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26129/2024, ha definito le diverse responsabilità penali in un caso di bancarotta fraudolenta. La Corte ha confermato la condanna per l'amministratore di fatto, ritenendolo il vero gestore della società, ma ha annullato con rinvio quella dell'amministratore di diritto, un mero prestanome, per carenza di prova sul suo contributo causale e sul dolo specifico di recare pregiudizio ai creditori.
Continua »
Amministratore di fatto: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un soggetto che, pur non avendo cariche formali, agiva come amministratore di fatto di una società fallita. La sentenza ribadisce che la responsabilità penale deriva dall'esercizio effettivo dei poteri gestori, a prescindere dalla qualifica formale, identificando come dominus della società colui che ne aveva promosso la costituzione e ne dirigeva concretamente l'attività, a fronte di un amministratore di diritto risultato essere un mero prestanome.
Continua »
Amministratore di fatto: responsabilità e limiti
Un imprenditore è stato condannato come amministratore di fatto di una società fallita per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità per la distrazione dei beni, riconoscendo il suo ruolo dominante, ma ha annullato la condanna per la bancarotta documentale. La motivazione sulla sua effettiva responsabilità nella sparizione delle scritture contabili è stata ritenuta insufficiente, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo specifico punto.
Continua »
Amministratore di fatto: la Cassazione chiarisce i_criteri
La Corte di Cassazione annulla una sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta. La decisione chiarisce i criteri per identificare la figura dell'amministratore di fatto, distinguendola dal mero interesse del socio alla gestione aziendale. Viene inoltre annullata la posizione di un coimputato per un vizio di notifica del rinvio d'udienza, avvenuto durante l'emergenza Covid-19, al solo difensore d'ufficio.
Continua »
Amministratore di fatto: la Cassazione decide
Un soggetto, condannato per bancarotta fraudolenta e truffa in qualità di amministratore di fatto di una società fallita, ha presentato ricorso in Cassazione contestando tale qualifica. La Corte Suprema ha rigettato il motivo, ribadendo che la figura dell'amministratore di fatto si configura attraverso l'esercizio continuativo di funzioni gestorie, a prescindere da nomine formali. La sentenza chiarisce che una procura non è sufficiente a escludere tale ruolo. La Corte ha inoltre dichiarato estinti alcuni reati di truffa per prescrizione e remissione di querela, rideterminando la pena finale.
Continua »
Amministratore di fatto: responsabilità penale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta a carico sia dell'amministratore di diritto che dell'amministratore di fatto di una società. La sentenza chiarisce che la responsabilità penale sorge dalla co-gestione effettiva, provata anche da elementi indiziari convergenti, come l'ideazione di operazioni fraudolente (un indebito rimborso IVA), la riscossione congiunta di crediti e l'uso promiscuo degli strumenti societari. Viene respinta la tesi difensiva che mirava a sminuire il ruolo di entrambi gli imputati, riaffermando il principio che la gestione condivisa, anche senza una nomina formale, comporta una piena responsabilità per i reati commessi nell'interesse della società.
Continua »
Amministratore di fatto: prova e onere motivazionale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta, poiché la Corte d'Appello non aveva adeguatamente motivato in merito al ruolo di amministratore di fatto dell'imputato. La decisione sottolinea che il giudice di secondo grado non può liquidare con formule generiche le argomentazioni difensive che propongono una lettura alternativa delle prove, come le intercettazioni, ma deve confrontarsi analiticamente con esse. L'annullamento è stato disposto con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Amministratore di diritto: responsabilità e bancarotta
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di tre amministratori, ritenuti responsabili nonostante la presenza di un amministratore di fatto. La sentenza chiarisce che l'amministratore di diritto ha un obbligo di vigilanza e risponde penalmente per non aver impedito gli illeciti, essendo sufficiente una generica consapevolezza delle attività illegali.
Continua »
Amministratore di fatto e bancarotta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un amministratore unico e di un amministratore di fatto, condannati per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. La sentenza ribadisce che la qualifica di amministratore di fatto si basa sull'esercizio concreto e continuativo di poteri gestionali, indipendentemente da qualifiche formali o da una precedente sentenza civile che lo riconosceva come dipendente. La Corte ha confermato la condanna, ritenendo provata sia la gestione di fatto che la distrazione di fondi e la tenuta irregolare della contabilità, finalizzata a nascondere le operazioni illecite.
Continua »
Amministratore di fatto: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta di un amministratore di fatto. L'imputato, pur non avendo cariche formali in un consorzio, ne era il dominus effettivo e aveva architettato un complesso schema di evasione fiscale che ha portato al fallimento della società. La sentenza chiarisce i criteri per identificare la figura dell'amministratore di fatto e la sua responsabilità penale per i reati fallimentari.
Continua »
Amministratore di fatto: la Cassazione sulla prova
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta di un amministratore di fatto, sottolineando come l'accertamento di tale ruolo sia una valutazione di merito insindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata. La sentenza ribadisce inoltre che le nuove norme processuali, anche se più favorevoli, non hanno efficacia retroattiva, essendo regolate dal principio 'tempus regit actum'.
Continua »
Amministratore di fatto: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta di un manager, riconoscendolo come amministratore di fatto. La sentenza chiarisce che per assumere tale qualifica non è necessario esercitare tutti i poteri gestori, ma è sufficiente un'ingerenza continuativa e significativa nella vita aziendale. Il ruolo sostanziale prevale sulla qualifica formale, estendendo la responsabilità penale a chi governa l'impresa pur senza un incarico ufficiale.
Continua »
Amministratore di fatto: prova e bancarotta penale
Un soggetto è stato condannato per bancarotta fraudolenta in qualità di amministratore di fatto di una società fallita. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna, specificando che la partecipazione a un singolo, seppur complesso, affare non è sufficiente a dimostrare il ruolo di gestione continuativo e significativo richiesto per qualificare un soggetto come amministratore di fatto. La Corte ha inoltre dichiarato l'estinzione per prescrizione di un reato tributario connesso.
Continua »
Amministratore di fatto: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta di un imprenditore, ritenuto amministratore di fatto di una società svuotata dei suoi beni a favore di un'altra entità da lui controllata. La sentenza chiarisce che per provare la figura dell'amministratore di fatto sono sufficienti elementi sintomatici di un inserimento organico e continuativo nella gestione aziendale, anche senza esercitare tutti i poteri formali.
Continua »