LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2560 Codice Civile

Pagina 6 di 15

281 provvedimenti

Responsabilità solidale cessionario: guida Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità solidale cessionario in caso di conferimento d'azienda. Una società aveva impugnato una cartella esattoriale per debiti tributari del conferente, ma i giudici di merito avevano dichiarato inammissibile il ricorso ritenendolo un'indebita contestazione del merito del debito già definitivo. La Suprema Corte ha invece stabilito che le doglianze relative all'applicazione dell'art. 14 d.lgs. 472/1997 sono pienamente ammissibili, in quanto riguardano i presupposti specifici della responsabilità del cessionario e non il merito dell'imposizione fiscale originaria.
Continua »
Cessione ramo d’azienda: debiti e responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un istituto bancario che pretendeva la responsabilità solidale di una società beneficiaria per un debito non iscritto nei libri contabili obbligatori. Nel caso di cessione ramo d'azienda, la responsabilità dell'acquirente è limitata ai debiti che risultano formalmente dalle scritture contabili, specialmente quando il perimetro del ramo trasferito è chiaramente definito in un atto pubblico.
Continua »
Cessione ramo d’azienda: i debiti pregressi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33675/2023, chiarisce la responsabilità per i debiti in caso di cessione ramo d'azienda. L'impresa cedente non è liberata dai debiti sorti prima della cessione se il creditore aveva già eseguito la sua prestazione. In tal caso, si applica l'art. 2560 c.c., che prevede la responsabilità solidale del cedente, e non la successione nel contratto ex art. 2558 c.c. Il ricorso è stato rigettato, confermando la condanna in solido del cedente e del cessionario al pagamento dei debiti pregressi.
Continua »
Accollo debiti concordato fallimentare: la tassazione
Una società, agendo come terzo assuntore in un concordato fallimentare, ha contestato un avviso di liquidazione che applicava l'imposta di registro proporzionale sull'ammontare dei debiti assunti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33442/2023, ha stabilito un principio fondamentale per l'accollo debiti concordato fallimentare: la tassazione proporzionale si applica solo sul valore dei beni trasferiti, mentre l'assunzione del debito, essendo una disposizione collegata, è esclusa dalla base imponibile ai sensi dell'art. 21, comma 3, del Testo Unico sull'Imposta di Registro. Di conseguenza, la Corte ha cassato parzialmente la sentenza impugnata, rinviando il caso per un nuovo calcolo dell'imposta.
Continua »
Passività ente ponte: anche i debiti potenziali
Un cliente ha citato in giudizio un istituto di credito per operazioni di investimento scorrette. Durante la causa, la banca è stata posta in risoluzione e le sue attività e passività sono state trasferite a un nuovo ente-ponte. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda del cliente, sostenendo che il debito risarcitorio, non essendo ancora formalizzato in una causa al momento della cessione, non era stato trasferito. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale sulle passività dell'ente ponte: anche i debiti "potenziali", come le richieste di risarcimento non ancora azionate in giudizio, si trasferiscono al nuovo ente, a meno che non siano stati espressamente esclusi dall'autorità di vigilanza. La responsabilità, quindi, segue l'azienda bancaria ceduta.
Continua »
Richieste istruttorie: come reiterarle in appello
Una società si è vista respingere l'appello perché il giudice ha ritenuto abbandonate le sue richieste istruttorie. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la reiterazione delle istanze, anche tramite riferimento a un verbale di udienza specifico, è sufficiente per evitarne l'abbandono. Il caso evidenzia l'importanza di una corretta formulazione degli atti processuali per la tutela dei propri diritti.
Continua »
Titolarità del credito: onere della prova e motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva confermato un'ingiunzione di pagamento. Il caso verteva sulla contestata titolarità del credito da parte di una banca, a seguito della cessione di un ramo d'azienda. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito non può liquidare l'eccezione del debitore con un generico riferimento a una "copiosa documentazione" prodotta dal creditore, ma deve esaminare specificamente le prove documentali prodotte dal debitore che contestano tale titolarità, pena la nullità della sentenza per motivazione apparente.
Continua »
Promessa di pagamento del debito altrui: è nulla
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31296/2023, ha stabilito che la promessa di pagamento del debito altrui, effettuata con un atto unilaterale come un'email, è da considerarsi giuridicamente nulla. La Corte ha chiarito che l'istituto della promessa di pagamento, previsto dall'art. 1988 c.c., ha solo un effetto processuale di inversione dell'onere della prova e può riguardare esclusivamente un debito proprio del dichiarante, non potendo creare nuove obbligazioni a carico di terzi. Per assumere il debito di un'altra persona sono necessari specifici contratti come l'espromissione.
Continua »
Imposta di registro concordato: esclusi i debiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29955/2023, ha chiarito come si calcola l'imposta di registro concordato fallimentare con terzo assuntore. È stato stabilito che la base imponibile deve includere solo il valore dei beni e dei diritti trasferiti, escludendo il valore dei debiti che il terzo assuntore si accolla. La Corte ha inoltre precisato che devono essere applicate aliquote differenti a seconda della specifica natura dei beni che compongono l'attivo fallimentare.
Continua »
Concordato fallimentare: tassazione dei debiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29951/2023, ha stabilito un principio fondamentale sulla tassazione del concordato fallimentare con terzo assuntore. La Corte ha chiarito che la base imponibile per l'imposta di registro non è costituita dal valore dei debiti accollati dal terzo, bensì dal valore degli attivi trasferiti. L'accollo del debito, essendo contestuale e collegato alla cessione dei beni, è escluso da tassazione autonoma. Di conseguenza, la sentenza impugnata, che aveva applicato un'aliquota del 3% sull'ammontare dei debiti, è stata cassata con rinvio.
Continua »
Accollo debiti concordato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29849/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di imposta di registro per il concordato fallimentare. Sebbene il trasferimento di beni al terzo assuntore sia soggetto a imposta proporzionale, l'accollo dei debiti concordato deve essere escluso dalla base imponibile. Questa decisione chiarisce che l'assunzione delle passività non costituisce una prestazione patrimoniale autonoma tassabile, ma una componente necessaria e contestuale alla cessione dell'attivo.
Continua »
Concordato fallimentare con terzo assuntore: la tassa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29842/2023, ha stabilito i criteri di tassazione per il concordato fallimentare con terzo assuntore. L'imposta di registro è proporzionale e calcolata sul valore dei beni trasferiti, ma la base imponibile deve escludere l'accollo dei debiti da parte dell'assuntore, poiché non costituisce materia imponibile autonoma.
Continua »
Concordato preventivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la decisione di rigetto di un reclamo contro la dichiarazione di fallimento di una società. Il caso verteva su un complesso tentativo di concordato preventivo, che prevedeva il conferimento dell'azienda in una nuova società (newco). La Corte ha ritenuto infattibile il piano, azzerando il valore della partecipazione nella newco poiché questa, per legge, rispondeva dei debiti dell'azienda conferita. Questo ha reso inammissibili gli altri motivi di ricorso, confermando la legittimità della sentenza di fallimento.
Continua »
Cessione d’azienda fraudolenta: la responsabilità
Una società che acquista un'azienda da un'altra entità in difficoltà finanziaria, appartenente allo stesso gruppo familiare, è responsabile per i debiti fiscali pregressi. La Corte di Cassazione ha qualificato l'operazione come cessione d'azienda fraudolenta, finalizzata a sottrarre beni alla garanzia del fisco. La Corte ha inoltre chiarito che, per far valere la responsabilità solidale del cessionario, è sufficiente notificare a quest'ultimo l'intimazione di pagamento, senza necessità di notificare anche gli avvisi di accertamento originariamente indirizzati al cedente.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi confusi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato da una società contro un istituto bancario e una società di gestione patrimoniale. La Corte ha stabilito che l'inammissibilità del ricorso per cassazione deriva dalla formulazione confusa e cumulativa dei motivi, che mescolavano vizi procedurali e di merito, impedendo una chiara identificazione delle censure. Inoltre, anche nel merito, il ricorso non affrontava la questione decisiva relativa all'esclusione dei rapporti bancari già estinti dalla cessione di azienda.
Continua »
Responsabilità solidale: cessione d’azienda e debiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società energetica, confermando la sua responsabilità per i debiti ICI di una centrale termoelettrica, maturati prima della cessione d'azienda. La sentenza chiarisce che la questione del "beneficium excussionis" (diritto a che venga escusso prima il cedente) non invalida l'avviso di accertamento, ma attiene alla successiva fase di riscossione. Viene inoltre negata la formazione di un giudicato interno sulla carenza di legittimazione passiva della società acquirente, in quanto la Corte stessa aveva demandato tale verifica al giudice di rinvio. La decisione sottolinea la piena operatività della responsabilità solidale nella cessione d'azienda per i tributi.
Continua »
Giudicato trasferimento d’azienda: effetti sul debito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10527/2024, chiarisce l'efficacia del giudicato nel trasferimento d'azienda. Una società acquirente è stata ritenuta vincolata da una precedente sentenza emessa contro l'azienda cedente, che accertava la continuità di un rapporto di lavoro. La Corte ha stabilito che, avendo l'acquirente partecipato al processo di cassazione precedente, il giudicato si è formato direttamente nei suoi confronti, obbligandola al risarcimento del danno (retribuzioni non corrisposte) a favore della lavoratrice.
Continua »
Cessione d’azienda: chi paga le bollette postume?
Con l'ordinanza n. 10902/2024, la Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione d'azienda, la responsabilità per le bollette di utenze maturate dopo il trasferimento ricade sul nuovo proprietario (acquirente). Questo perché il contratto di fornitura, essendo a prestazioni continuative, si trasferisce automaticamente all'acquirente ai sensi dell'art. 2558 c.c., liberando il cedente dalle obbligazioni future. La Corte distingue nettamente questa fattispecie da quella dei debiti pregressi, regolata dall'art. 2560 c.c.
Continua »
Cessione d’azienda debiti: la Cassazione decide
Una società è stata dichiarata fallita per un debito ereditato tramite un trasferimento d'azienda, originariamente mascherato da conferimento in natura. La Cassazione ha confermato che in una cessione d'azienda debiti fraudolenta, l'acquirente risponde anche se i debiti non sono registrati nei libri contabili, specialmente quando manca una reale distinzione tra le parti. La conoscenza effettiva del debito da parte dell'acquirente diventa quindi decisiva.
Continua »
Risarcimento del danno: rivalutazione e interessi
Una società ha citato in giudizio un'altra azienda per contraffazione brevettuale. La Corte d'Appello, pur riconoscendo il danno, ha omesso di calcolare la rivalutazione monetaria e gli interessi compensativi, limitandosi a dimezzare l'importo richiesto. La Corte di Cassazione ha annullato questa parte della decisione, stabilendo che per un integrale risarcimento del danno è obbligatorio includere tali voci accessorie per adeguare la somma al valore attuale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova e corretta liquidazione.
Continua »