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Art. 2424 Codice Civile

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114 provvedimenti

Accertamenti bancari: la prova contro il Fisco
Un contribuente impugna un avviso di accertamento basato su accertamenti bancari. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando che spetta al contribuente fornire una prova analitica e rigorosa per superare la presunzione legale di reddito derivante dai versamenti ingiustificati sul conto corrente. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è rivalutare le prove nel merito.
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Contratto di listing: inammissibile il ricorso generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda produttrice relativo a un presunto inadempimento di un contratto di listing. La Corte ha stabilito che la ricorrente non ha adeguatamente provato di essere subentrata nel contratto originario, né ha specificato le clausole contrattuali violate, tentando impropriamente di ottenere una nuova interpretazione del contratto in sede di legittimità.
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Tremonti Ambiente: quando spetta l’agevolazione?
Una società energetica ha richiesto il rimborso IRES per un investimento ambientale, ripartendo la deduzione su più anni. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11868/2024, ha stabilito che l'agevolazione fiscale nota come Tremonti Ambiente deve essere richiesta per l'intero importo nell'anno di realizzazione dell'investimento, annullando la possibilità di 'spalmare' il beneficio su più periodi d'imposta. La Corte ha però confermato la legittimità della singola società a richiedere il rimborso anche se parte di un consolidato fiscale.
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Contratto di mandato: l’obbligo di rendiconto
Un investitore aveva affidato a un amico una somma di denaro per avviare un'attività di ristorazione in Turchia. A fronte del parziale inadempimento dell'amico, che non aveva investito l'intera somma come pattuito, l'investitore ha agito in giudizio. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha rigettato il ricorso dell'amico, sottolineando che anche un rapporto amichevole può configurare un contratto di mandato. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per motivi procedurali, ribadendo che la consegna di denaro per uno scopo specifico crea un obbligo di utilizzarlo come concordato e di renderne conto.
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Responsabilità amministratori di fatto e onere prova
Una società immobiliare agisce contro i suoi ex soci, sostenendo una loro responsabilità come amministratori di fatto in un'operazione di presunta distrazione patrimoniale. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando la decisione d'appello che negava la qualifica di amministratori di fatto e riteneva l'operazione finanziaria patrimonialmente neutra. La pronuncia sottolinea i rigorosi oneri probatori e i requisiti formali per i ricorsi per cassazione.
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Motivazione apparente e utili: la Cassazione decide
Un creditore pignora gli utili di una socia presso la società da lei partecipata. La Corte d'Appello li quantifica, ma la Cassazione annulla la decisione per motivazione apparente, non avendo spiegato in modo trasparente e logico come ha calcolato tali utili e perché certe somme dovessero essere considerate tali.
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Detassazione ambientale: la Cassazione chiarisce
Una società contesta un avviso di accertamento IRES per il 2010, relativo al calcolo della detassazione ambientale per un impianto fotovoltaico. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società, stabilendo che, per l'anno d'imposta in questione, la norma di riferimento è il Regolamento (CE) n. 800/2008. Tale regolamento, a differenza della precedente disciplina, non richiede di sottrarre i profitti operativi dei primi cinque anni dal costo dell'investimento ammissibile. La Corte chiarisce la gerarchia delle fonti UE e il concetto di 'rinvio mobile' della normativa nazionale a quella comunitaria.
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Svalutazione delle rimanenze: la prova in giudizio
Un'azienda nautica ha subito un accertamento induttivo per zero ricavi a fronte di rimanenze di magazzino. La società ha giustificato la situazione con una totale svalutazione delle rimanenze, provata da una perizia di parte. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, ritenendo la perizia inidonea e insufficiente a superare le presunzioni dell'amministrazione finanziaria, poiché non specificava i criteri legali di svalutazione né descriveva analiticamente lo stato dei beni.
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Prelievi soci: quando diventano ricavi in nero?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34372/2025, ha stabilito che i cospicui prelievi dei soci da una S.r.l., giustificati come 'acconto utili' ma di importo superiore ai profitti reali, costituiscono un artifizio contabile. Tali somme vengono legittimamente riqualificate dal Fisco come maggiori ricavi non dichiarati (utili extracontabili) per la società e, di conseguenza, come maggior reddito per i soci stessi. La mera iscrizione del prelievo come 'credito verso soci' non è sufficiente a evitare la tassazione.
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Credito prededucibile: escluso per quote non versate
Una società consortile chiedeva l'ammissione al passivo fallimentare di una sua consorziata per un credito relativo a quote di capitale non versate, richiedendone la natura di credito prededucibile. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, chiarendo che l'obbligo di versare il capitale deriva dal contratto di società, che non rientra tra i contratti pendenti o ad esecuzione continuata disciplinati dalla legge fallimentare. Di conseguenza, il credito non gode di alcuna priorità e va trattato come chirografario.
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PEX: bilancio prevale sulla volontà, errore non scusa
Una società si è vista negare il regime di esenzione fiscale PEX (Participation Exemption) su una plusvalenza perché, nel primo bilancio utile, aveva classificato la partecipazione nell'attivo circolante anziché tra le immobilizzazioni finanziarie. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale classificazione è un requisito formale e indispensabile, non superabile adducendo un mero errore materiale o facendo riferimento a indicazioni contrarie presenti nella nota integrativa. La correzione del bilancio, avvenuta solo dopo l'inizio della verifica fiscale, è stata giudicata tardiva e ininfluente.
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Attendibilità bilancio fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro la sua dichiarazione di fallimento. La decisione si fonda sulla scarsa attendibilità del bilancio, poiché un immobile di rilevante valore non era stato correttamente iscritto tra le immobilizzazioni materiali. Questo ha reso inattendibili i dati presentati per dimostrare il mancato superamento delle soglie di fallibilità, confermando che il giudice può sindacare la veridicità dei documenti contabili.
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Valutazione stato di insolvenza: i pozzi termali
Un Comune, socio di maggioranza di una società termale fallita, ha impugnato la dichiarazione di fallimento sostenendo che il valore di alcuni pozzi termali avrebbe dovuto essere incluso nell'attivo patrimoniale, rendendo la società solvibile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che nella valutazione stato di insolvenza contano solo gli attivi concretamente e prontamente liquidabili per soddisfare i creditori. I pozzi, data la loro natura e la titolarità pubblica della concessione, non rispondevano a tale requisito.
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Tremonti Ambiente: Cassazione sulla detassazione
Una società si è vista negare l'agevolazione fiscale 'Tremonti Ambiente' per un investimento in un impianto fotovoltaico. L'Agenzia delle Entrate contestava la data della perizia asseverata, successiva all'abrogazione della norma. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che il diritto al beneficio matura con la data di realizzazione dell'investimento, non con la data della documentazione. È stato inoltre confermato il principio secondo cui la dichiarazione dei redditi, quale dichiarazione di scienza, può sempre essere emendata per correggere errori a svantaggio del contribuente.
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Prova rimborso fiscale: onere probatorio del contribuente
Una società commerciale si è vista negare un rimborso fiscale per investimenti ambientali. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha stabilito che per la prova del rimborso fiscale, il contribuente deve fornire un quadro probatorio completo e coerente. Una perizia tecnica da sola non è sufficiente, specialmente se altri elementi, come le transazioni commerciali con i fornitori, risultano poco chiari o ingiustificati. L'onere della prova grava interamente sul contribuente.
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Tremonti ambiente: quando spetta il beneficio fiscale?
Una società energetica ha richiesto il beneficio Tremonti ambiente per un impianto idroelettrico tramite dichiarazione integrativa. La Cassazione ha negato il beneficio, chiarendo che non è cumulabile per impianti idroelettrici e non spetta alle imprese di scopo la cui unica attività è la produzione energetica.
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Agevolazione Tremonti ambiente: conta l’investimento
Una società si è vista negare l'agevolazione Tremonti ambiente per un impianto fotovoltaico realizzato nel 2010, a causa dell'abrogazione della norma nel 2012. L'Agenzia delle Entrate e la Commissione Tributaria Regionale ritenevano che il diritto fosse decaduto non essendo stato avviato il procedimento prima della nuova legge. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il diritto all'agevolazione matura al momento dell'investimento e non della richiesta formale. L'abrogazione non ha effetto retroattivo su investimenti già completati.
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Appello inammissibile: l’omessa impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro la propria dichiarazione di fallimento. L'appello è stato respinto perché la società ha contestato solo una delle due motivazioni autonome e sufficienti della sentenza d'appello, ovvero l'inattendibilità dei bilanci. Questo caso di appello inammissibile sottolinea l'importanza di impugnare tutte le 'ratio decidendi' di una decisione.
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Finanziamento soci: cessione di quote simulata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un socio che chiedeva l'ammissione al passivo fallimentare di un credito derivante da una cessione di quote. L'operazione è stata qualificata come un finanziamento soci dissimulato, basandosi su prove presuntive come la qualifica data dallo stesso socio all'operazione e il lungo tempo trascorso prima della richiesta di pagamento. La Corte ha ribadito che la nozione di finanziamento soci è ampia e la valutazione delle prove è riservata al giudice di merito.
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Agevolazione Tremonti-ter: quando è valido?
Una società energetica si è vista negare l'Agevolazione Tremonti-ter dall'Agenzia delle Entrate perché, nonostante un contratto antecedente, gli impianti eolici erano stati completati dopo la scadenza del 30 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Agenzia, stabilendo che per accedere al beneficio non basta la data del contratto, ma è necessario che l'investimento sia effettivamente 'fatto', ovvero che il costo sia sostenuto entro il termine, secondo il principio di competenza temporale dell'art. 109 TUIR.
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