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art. 23-bis d.l. n. 137 del 2020

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48 provvedimenti

Rito cartolare: inefficace l’astensione dell’avvocato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa e spendita di monete false. La Corte ha stabilito che, nel contesto del rito cartolare emergenziale, l'adesione del difensore all'astensione dalle udienze non comporta l'obbligo di rinvio del processo, poiché le parti non avevano richiesto la discussione orale. Gli altri motivi, relativi alla consapevolezza della falsità delle banconote, sono stati ritenuti una mera riproposizione di questioni di fatto già valutate.
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Nullità assoluta: udienza scritta senza la difesa
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per nullità assoluta. L'udienza si era svolta con rito scritto nonostante la difesa avesse tempestivamente richiesto la trattazione orale. Questa omissione ha violato il diritto di difesa, rendendo nullo il giudizio. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova celebrazione nel rispetto del contraddittorio.
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Porto d’armi improprie: arco e frecce in auto
La Corte di Cassazione ha stabilito che il trasporto di un arco e frecce in auto, al di fuori di un contesto sportivo e senza un giustificato motivo, integra il reato di porto d'armi improprie. Nel caso esaminato, un uomo è stato sorpreso con l'attrezzatura nel proprio veicolo senza che fosse diretto a un'attività sportiva. La Corte ha rigettato il ricorso, sottolineando che tale condotta espone a un rischio concreto di utilizzo illecito, impedendo il riconoscimento della particolare tenuità del fatto. È stata inoltre respinta l'eccezione di prescrizione, applicando i termini di sospensione previsti dalla legge.
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Deposito tardivo conclusioni: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso basato sul deposito tardivo delle conclusioni scritte del Procuratore generale in un giudizio d'appello. La Corte ha stabilito che la semplice tardività non è sufficiente a causare la nullità del procedimento se il ricorrente non dimostra in modo specifico e concreto quale pregiudizio sia derivato al proprio diritto di difesa. Un'eccezione generica, che non illustra l'effettiva incidenza del ritardo sull'esito del giudizio, viene considerata aspecifica e quindi inammissibile.
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Fatture false: la Cassazione e il ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per dichiarazione fraudolenta mediante l'uso di fatture false. La Corte ha chiarito che la condanna si basa sulla falsità di specifiche fatture, provata da numerose incongruenze, e non sulla totale assenza di rapporti commerciali. Sono stati inoltre respinti i motivi procedurali relativi al rito cartolare e alla prescrizione del reato, confermando la condanna.
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Particolare tenuità del fatto: la Cassazione annulla
Un imputato, condannato per falsa testimonianza e favoreggiamento, ha ottenuto l'annullamento della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso basato sulla mancata valutazione della richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), resa applicabile ai reati contestati da una recente riforma. La Suprema Corte ha ribadito la retroattività della norma più favorevole e la compatibilità dell'istituto con il reato continuato, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Bancarotta fraudolenta: onere della prova e dolo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un amministratore condannato per bancarotta fraudolenta. La Corte ha stabilito che, in assenza di prove concrete sulla destinazione dei fondi prelevati, la responsabilità ricade sull'amministratore. Una giustificazione generica, come il pagamento di lavoratori non documentato, non è sufficiente a escludere il dolo e la natura distrattiva delle operazioni, confermando così la condanna per bancarotta fraudolenta.
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Dichiarazione di assenza in appello: le regole
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. Il motivo, basato su una presunta illegittima dichiarazione di assenza, è stato ritenuto infondato. La Corte chiarisce che le nuove e più stringenti norme sulla verifica dell'assenza in appello non sono applicabili retroattivamente ai ricorsi presentati dall'imputato stesso prima del 1° luglio 2024, e che la notifica al difensore di fiducia domiciliatario è da considerarsi valida.
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