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Art. 2120 Codice Civile

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296 provvedimenti

Indennità di buonuscita: onorari e affidamento
Un ente pubblico ha richiesto la restituzione di una parte dell'indennità di buonuscita erogata a un proprio ex avvocato dipendente, sostenendo che gli onorari professionali fossero stati indebitamente inclusi nel calcolo. I giudici di primo e secondo grado hanno dato ragione all'ente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare rilevanza giuridica, soprattutto alla luce del principio di tutela del legittimo affidamento del lavoratore, e ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Retribuzione pubblico impiego: CCNL è legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8134/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla retribuzione nel pubblico impiego. Anche quando un rapporto di lavoro viene riconosciuto come subordinato solo a posteriori (ex art. 2126 c.c.), la retribuzione spettante al lavoratore non può superare quella prevista dalla fascia iniziale del contratto collettivo nazionale (CCNL) di riferimento. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva riconosciuto al dipendente una retribuzione superiore, affermando che nella Pubblica Amministrazione non è ammessa la stipula di contratti 'atipici' o più favorevoli rispetto alla contrattazione collettiva, e che ogni somma erogata in eccedenza è da considerarsi indebita.
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Indennità di buonuscita: TFR per dipendenti ex DGAC
Un ex dipendente di un'autorità pubblica per l'aviazione, confluito in un nuovo ente nazionale, ha rivendicato il diritto a mantenere l'indennità di buonuscita anziché passare al regime del TFR. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la legge speciale istitutiva del nuovo ente ha legittimamente disposto il passaggio al TFR. La Corte ha chiarito che i diritti acquisiti sono stati salvaguardati attraverso la conversione della buonuscita maturata in una quota iniziale del nuovo TFR, in linea con l'obiettivo di armonizzare i trattamenti del personale proveniente da enti diversi.
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Pagamento TFR Fondo Garanzia: No alla doppia imposta
Un lavoratore ha richiesto il pagamento del suo TFR al netto dall'INPS. L'ente ha erroneamente trattato tale somma come lorda, applicando una seconda ritenuta fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, stabilendo che in caso di richiesta netta per il pagamento TFR Fondo Garanzia, l'istituto deve ricalcolare il lordo corrispondente e applicare le imposte una sola volta, garantendo al lavoratore la somma netta corretta e impedendo una illegittima doppia imposizione.
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Licenziamento disciplinare dirigente: analisi Cassazione
Un manager di un'azienda di trasporti pubblici è stato licenziato per aver violato le procedure interne nell'affidamento di consulenze esterne. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare dirigente, ribadendo la differenza tra 'giusta causa' e 'giustificatezza'. La Corte ha inoltre accolto un ricorso dell'azienda su un punto procedurale relativo alla retribuzione variabile, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Fondo di Garanzia TFR: diritto anche se fallimento revocato
La Corte di Cassazione ha stabilito che i lavoratori hanno diritto alla prestazione del Fondo di Garanzia TFR anche se la sentenza di fallimento del loro datore di lavoro viene successivamente revocata. Il diritto sorge nel momento in cui, pendente la procedura fallimentare, il credito del lavoratore viene ammesso allo stato passivo e viene presentata la domanda all'ente previdenziale. La successiva revoca del fallimento, non avendo effetto retroattivo sui diritti già perfezionati, non può annullare la prestazione richiesta, poiché al momento della domanda sussistevano tutti i presupposti di legge.
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Deducibilità TFM amministratori: limiti non applicabili
Una società ha contestato un avviso di accertamento che limitava la deducibilità del TFM (Trattamento di Fine Mandato) per i suoi amministratori, applicando le stesse regole del TFR per i dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità TFM non è soggetta ai limiti quantitativi dell'art. 2120 c.c. previsti per i lavoratori subordinati. La Corte ha ribadito che il TFM è deducibile per competenza solo se previsto da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del mandato.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista negare la deducibilità integrale degli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei propri amministratori, poiché l'Agenzia delle Entrate applicava i limiti previsti per il TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, confermando la piena deducibilità TFM amministratori, a condizione che il diritto a tale trattamento risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. La Corte ha ribadito che non esiste alcuna norma che equipari fiscalmente il TFM al TFR.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
Una società ha contestato un avviso di accertamento che negava la piena deducibilità dei costi per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che i limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti non si applicano al TFM. La piena deducibilità TFM è ammessa secondo il principio di competenza, a patto che il diritto all'indennità risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto.
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Deducibilità TFM: i limiti del TFR non si applicano
L'Agenzia delle Entrate contestava a due società la deducibilità di accantonamenti per il TFM degli amministratori, sostenendo l'applicazione dei limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che la deducibilità TFM non è soggetta ai limiti dell'art. 2120 c.c. e segue le proprie regole, basate sul principio di competenza se l'indennità è prevista da un atto scritto con data certa anteriore al rapporto.
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Deducibilità TFM: Cassazione esclude il limite TFR
Due società hanno contestato un avviso di accertamento che limitava la deducibilità del Trattamento di Fine Mandato (TFM) dei propri amministratori, applicando le stesse regole del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso delle società, stabilendo che i limiti quantitativi previsti per il TFR non sono applicabili al TFM. Per la piena deducibilità TFM secondo il principio di competenza, è sufficiente che l'indennità sia stabilita da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto, che ne specifichi l'importo.
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Deducibilità TFM amministratori: no a limiti TFR
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità TFM amministratori non è soggetta agli stessi limiti quantitativi previsti per il TFR dei dipendenti. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato a due società la deduzione di accantonamenti TFM ritenuti eccessivi. La Corte ha chiarito che, in assenza di una norma specifica, non si può applicare per analogia l'art. 2120 del codice civile. La deducibilità per competenza è ammessa a condizione che il diritto al TFM e il suo importo risultino da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. In caso contrario, si applica il principio di cassa.
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Doppia trattenuta fiscale TFR: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità della prassi di un ente previdenziale di applicare una seconda trattenuta fiscale sul TFR e sulle ultime mensilità erogate dal Fondo di Garanzia, quando i lavoratori avevano già ottenuto un titolo esecutivo per le somme nette. Secondo la Corte, l'ente, pur essendo sostituto d'imposta, deve calcolare le imposte sul valore lordo della prestazione, evitando una illegittima doppia imposizione a danno del lavoratore.
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Deducibilità TFM: sì se previsto da atto scritto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia Fiscale, confermando la piena deducibilità dell'accantonamento per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) di un amministratore. La Corte ha stabilito che, per la deducibilità secondo il principio di competenza, è sufficiente che il TFM sia previsto da un atto scritto con data certa, anteriore all'inizio del rapporto, che ne specifichi l'importo o i criteri di calcolo. Non è necessario applicare le regole previste per il TFR dei lavoratori dipendenti, né l'amministrazione può sindacare la congruità dell'importo se tali condizioni sono rispettate.
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TFM Amministratori: deducibilità senza limiti TFR
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4854/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando la piena deducibilità degli accantonamenti per il TFM amministratori. La Corte ha stabilito che non si applica per analogia il limite di calcolo previsto per il TFR dei lavoratori dipendenti (compenso annuo diviso 13,5). La deducibilità per competenza è ammessa a condizione che il trattamento sia previsto da un atto con data certa anteriore all'inizio del mandato che ne specifichi l'importo. In assenza di tali requisiti, la deduzione avviene per cassa, al momento del pagamento.
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Rinuncia TFR: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che una rinuncia onnicomprensiva, firmata da un lavoratore in un accordo transattivo dopo la cessazione del rapporto, preclude qualsiasi pretesa futura, inclusa quella relativa a presunti omessi versamenti al fondo pensione. L'ampiezza della rinuncia TFR e ad ogni altra azione risarcitoria è stata ritenuta decisiva, rendendo irrilevante che l'accordo non menzionasse specificamente tali versamenti. La Corte ha rigettato il ricorso del lavoratore, confermando la validità della transazione che chiudeva ogni pendenza con il datore di lavoro.
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Indennità di trasferta TFR: quando va calcolata?
Una società ha contestato l'inclusione di un'indennità di trasferta, corrisposta con regolarità a un dipendente, nella base di calcolo del suo TFR. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. L'elemento chiave è la natura non occasionale ma strutturale dell'emolumento, che lo rende parte integrante della retribuzione utile al calcolo dell'indennità di trasferta TFR. Sono state respinte anche le eccezioni procedurali sulla validità dell'atto di precetto.
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Deducibilità TFM amministratori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13540/2025, ha stabilito che la deducibilità del TFM (Trattamento di Fine Mandato) per gli amministratori non è soggetta ai limiti quantitativi previsti per il TFR dei lavoratori dipendenti. La deduzione annuale delle quote, secondo il principio di competenza, è legittima a condizione che il diritto all'indennità risulti da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. In assenza di tale requisito, la deducibilità segue il principio di cassa.
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Deducibilità TFM amministratori: no ai limiti del TFR
Una società si è opposta alla pretesa dell'Amministrazione Finanziaria di limitare la deducibilità degli accantonamenti per il Trattamento di Fine Mandato (TFM) degli amministratori, applicando le stesse regole del TFR dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la deducibilità TFM amministratori segue il principio di competenza se l'emolumento risulta da un atto scritto con data certa anteriore all'inizio del rapporto. Ha escluso l'applicazione analogica dei limiti quantitativi previsti per il TFR, poiché non esiste una norma specifica che lo imponga.
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Promessa di riassunzione: come si calcola il danno?
Un giornalista, licenziato dalla società cessionaria di un ramo d'azienda, si è visto negare il rientro nell'azienda cedente, nonostante una specifica clausola contrattuale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24016/2025, ha chiarito i criteri per il calcolo del risarcimento del danno derivante dalla violazione di una promessa di riassunzione. Pur respingendo la richiesta di costituzione coattiva del rapporto di lavoro, ha accolto il ricorso del lavoratore sul punto del 'dies ad quem' (termine finale) per il risarcimento, stabilendo che la data di conferimento dell'incarico al CTU, scelta dalla Corte d'Appello, era un limite temporale immotivato. La Corte ha rinviato il caso per una nuova determinazione del periodo risarcibile, confermando che il danno deve coprire l'intero pregiudizio patrimoniale subito dal lavoratore a causa dell'inadempimento.
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