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Art. 2120 Codice Civile

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296 provvedimenti

Ricalcolo TFR: quali voci includere nella base?
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un gruppo di lavoratori contro un'azienda di gestione autostradale, stabilendo un principio chiave per il ricalcolo TFR. La Corte ha chiarito che, per legge, tutte le somme corrisposte in modo non occasionale devono essere incluse nella base di calcolo del TFR. Un contratto collettivo può derogare a questa regola solo con una previsione esplicita e inequivocabile, non per implicita esclusione. L'onere di provare tale esclusione spetta al datore di lavoro. La sentenza d'appello, che aveva erroneamente invertito l'onere della prova, è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Definizione Agevolata: come si calcola il dovuto?
Un'azienda ha richiesto la definizione agevolata per una controversia fiscale. L'Agenzia delle Entrate ha negato la richiesta, sostenendo una vittoria parziale su un punto ormai definitivo. La Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini del calcolo per la definizione agevolata, si deve considerare solo la parte della lite ancora pendente. Poiché l'Agenzia era risultata perdente in entrambi i gradi di merito sull'unica questione ancora in discussione, l'azienda aveva correttamente applicato la percentuale minima prevista dalla legge, ottenendo l'estinzione del giudizio.
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TFR e divorzio: niente quota se versato in un fondo
Con la sentenza n. 20132/2025, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di TFR e divorzio. Se un coniuge trasferisce il proprio TFR maturato in un fondo di previdenza complementare prima dell'inizio della causa di divorzio, l'altro coniuge non ha diritto alla quota del 40% prevista dalla legge. Questo atto è considerato una legittima disposizione del credito, non una percezione. Tuttavia, la rendita pensionistica derivante da tale conferimento deve essere considerata per la determinazione o la modifica dell'assegno di divorzio, come avvenuto nel caso di specie con l'aumento dell'assegno dal tribunale di merito.
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Indennità sostitutiva preavviso: inclusione bonus
Un dirigente di un'importante azienda automobilistica impugna il licenziamento. Due procedimenti paralleli portano a sentenze d'appello contrastanti sul calcolo delle sue spettanze. La Corte di Cassazione, riunendo i ricorsi, stabilisce che nel calcolo dell'indennità sostitutiva preavviso devono essere inclusi anche i bonus variabili erogati negli ultimi tre anni. La Corte risolve anche una questione di giudicato esterno su differenze retributive, cassando senza rinvio la sentenza sfavorevole al lavoratore.
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Calcolo TFR: MBO inclusi anche se incerti
Un lavoratore ha ottenuto l'inclusione dei bonus MBO (Management by Objective) nel suo calcolo TFR. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che i pagamenti erogati per diversi anni consecutivi, anche se legati a obiettivi aziendali incerti, non hanno natura 'occasionale' e devono quindi essere computati nella base di calcolo del trattamento di fine rapporto.
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Collaboratori linguistici: diritto alla retribuzione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13490/2024, ha affrontato il caso di due collaboratori linguistici contro un'università per il corretto inquadramento retributivo e previdenziale. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ateneo, confermando la natura privatistica del rapporto di lavoro. Il punto cruciale della decisione è il riconoscimento del diritto alla retribuzione per un collaboratore anche per il periodo di lavoro svolto dopo una dichiarazione di decadenza per cumulo di impieghi, stabilendo che le norme sull'incompatibilità del pubblico impiego non si applicano a questa categoria.
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Domanda giudiziale TFR: come formularla bene
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il pagamento del TFR maturato in un rapporto di lavoro proseguito con due diversi datori di lavoro. La Corte ha chiarito che se la richiesta di TFR è inserita in un'unica domanda giudiziale fondata esclusivamente sull'applicazione di un diverso contratto collettivo, il rigetto di tale presupposto travolge anche la pretesa sul TFR. La sentenza sottolinea l'importanza di formulare domande distinte e autonome per evitare il rigetto dell'intera pretesa.
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Indennità di fine rapporto: la Cassazione la tutela
Una ex dipendente di un consolato italiano all'estero ha citato in giudizio il Ministero per ottenere il riconoscimento dell'indennità di fine rapporto (TFR) dopo una complessa successione di contratti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13242/2024, ha accolto il ricorso della lavoratrice, cassando la precedente sentenza d'appello. La Corte ha stabilito che la riforma del 2000 (D.Lgs. n. 103/2000) ha salvaguardato il diritto all'indennità di fine rapporto per tutto il personale già in servizio a quella data, anche in caso di rinnovo contrattuale, applicando il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato.
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Affidamento legittimo e TFR: Cassazione n. 13244/2024
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13244/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di TFR per i dipendenti pubblici con contratti a termine. Il caso riguarda una lavoratrice che non aveva richiesto il TFR alla scadenza di ogni contratto, fidandosi di una circolare dell'ente previdenziale che ne posticipava l'esigibilità. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva dichiarato prescritto il diritto, affermando che il giudice deve valutare l'affidamento legittimo generato dalla condotta dell'ente stesso, che non può poi contraddirsi eccependo la prescrizione.
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TFR pubblico impiego: diritto alla liquidazione immediata
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dipendente pubblico ha diritto alla liquidazione immediata del TFR maturato durante un contratto a tempo determinato, anche qualora questo sia seguito, senza interruzioni, da un'assunzione a tempo indeterminato presso lo stesso ente. La sentenza chiarisce che il presupposto per il diritto al TFR pubblico impiego è la cessazione giuridica del singolo rapporto di lavoro, non la continuità dell'iscrizione previdenziale.
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TFR pubblico: diritto alla liquidazione immediata
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dipendente pubblico ha diritto alla liquidazione immediata del TFR maturato durante un contratto a tempo determinato, anche se questo è immediatamente seguito da un'assunzione a tempo indeterminato presso lo stesso ente. La Corte ha respinto la tesi dell'ente previdenziale secondo cui il TFR pubblico sarebbe indivisibile e legato alla continuità del rapporto assicurativo, ribadendo invece che il diritto sorge con la cessazione giuridica di ogni singolo rapporto di lavoro, in linea con la disciplina del settore privato.
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TFR pubblico impiego: spetta alla fine del contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9141/2024, ha stabilito che il TFR pubblico impiego matura e deve essere liquidato alla cessazione di ogni singolo contratto a tempo determinato, anche qualora il lavoratore venga immediatamente assunto a tempo indeterminato dalla stessa amministrazione. La Corte ha respinto la tesi dell'ente previdenziale secondo cui il TFR sarebbe esigibile solo alla cessazione definitiva del rapporto di lavoro complessivo. La decisione si fonda sull'armonizzazione della disciplina del TFR pubblico con quella del settore privato (art. 2120 c.c.), che lega il diritto alla prestazione alla cessazione giuridica di ciascun rapporto di lavoro, riconoscendone la natura di retribuzione differita.
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TFR contratti a termine: diritto al pagamento immediato
Una lavoratrice con plurimi contratti a termine presso una Pubblica Amministrazione ha citato in giudizio l'ente previdenziale per il mancato pagamento del TFR alla scadenza di ogni contratto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'ente, stabilendo che per i TFR contratti a termine il diritto alla liquidazione sorge alla cessazione di ogni singolo rapporto di lavoro, e non solo al termine definitivo del servizio. La Suprema Corte ha ribadito che il TFR ha natura di retribuzione differita e il suo pagamento è legato alla conclusione del rapporto di lavoro, non a quello previdenziale.
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TFR contratti a termine: diritto alla liquidazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9137/2024, ha stabilito che per i lavoratori del pubblico impiego con una successione di contratti a termine, il diritto al TFR matura alla scadenza di ciascun singolo contratto e non solo al termine definitivo del rapporto con la Pubblica Amministrazione. L'ente previdenziale sosteneva che la natura previdenziale del TFR pubblico giustificasse un pagamento unico finale, ma la Corte ha rigettato questa tesi, confermando l'assimilazione della disciplina a quella del settore privato (art. 2120 c.c.), dove il diritto sorge con la cessazione di ogni specifico rapporto di lavoro.
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Premio di servizio: calcolo e retribuzione esclusa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione di posizione non rientra nel calcolo del premio di servizio per i dipendenti pubblici. La decisione si fonda sull'interpretazione restrittiva della Legge n. 152/1968, che elenca in modo tassativo le voci retributive utili a tal fine, escludendo la possibilità per la contrattazione collettiva di integrare tale elenco. Il caso riguardava un dirigente di un ente locale che chiedeva di includere nel suo premio di servizio la retribuzione di posizione percepita in modo continuativo.
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Indennità di mensa TFR: quando va calcolata?
La Cassazione chiarisce che l'indennità di mensa TFR non rientra nel calcolo del trattamento di fine rapporto, a meno che un contratto collettivo non lo preveda espressamente. La sua natura non è intrinsecamente retributiva. La Corte ha cassato la decisione d'appello che l'aveva inclusa per la sua erogazione continuativa, rinviando per un nuovo esame basato sulla normativa contrattuale.
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Indennità di mensa TFR: la Cassazione chiarisce
Un ospedale ha contestato una sentenza che includeva l'indennità di mensa nel calcolo del TFR di una ex dipendente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ospedale, stabilendo che l'indennità di mensa TFR è un binomio generalmente non valido. Secondo la Corte, questa indennità è per legge esclusa dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto, a meno che un contratto collettivo non preveda esplicitamente il contrario. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Calcolo TFR: la Cassazione sulle voci retributive
La Corte di Cassazione interviene sul corretto calcolo del TFR di una ex dipendente ospedaliera. La Corte ha annullato la decisione d'appello per errori di calcolo sul TFR ante-1982 e sull'applicazione delle norme transitorie relative all'indennità di contingenza. È stato inoltre stabilito che l'indennità di mensa può avere natura retributiva e rientrare nel TFR se il contratto collettivo prevede un'indennità sostitutiva in denaro. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questi principi.
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Comportamento antieconomico: non deducibili i costi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7731/2024, ha chiarito importanti principi sulla deducibilità dei costi. In particolare, ha stabilito che le sanzioni amministrative non sono mai deducibili a causa della loro natura punitiva. Inoltre, ha affermato che in caso di comportamento antieconomico, come la sistematica concessione di dilazioni di pagamento senza interessi a società collegate, l'onere di provare la logica economica dell'operazione ricade sul contribuente e non sull'Agenzia delle Entrate. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame su questi specifici punti.
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Calcolo TFR: quali voci includere? La Cassazione chiarisce
Due ex dipendenti di un ente ospedaliero hanno contestato il calcolo del TFR, sostenendo la mancata inclusione di alcune indennità. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7590/2024, ha rigettato il ricorso, fornendo importanti chiarimenti sulla base di computo del trattamento di fine rapporto. L'analisi si è concentrata sulla natura dell'indennità integrativa speciale e sui limiti procedurali per le nuove contestazioni in appello, offrendo una guida precisa per il corretto calcolo TFR.
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