LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2119 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

Pagina 23 di 35

693 provvedimenti

Altri anni per Art. 2119 Codice Civile

Licenziamento condotta extra-lavorativa: la Cassazione
Un dipendente di un'azienda automobilistica è stato licenziato per la detenzione di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per condotta extra-lavorativa, stabilendo che un comportamento così grave rompe irrimediabilmente il rapporto di fiducia con il datore di lavoro, a prescindere dall'impatto diretto sulle mansioni lavorative.
Continua »
Termine licenziamento: quando decorre la scadenza?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15324/2024, chiarisce un punto fondamentale sul termine licenziamento disciplinare. Un dipendente, licenziato per gravi irregolarità, ha impugnato il provvedimento sostenendo la violazione del termine previsto dalla contrattazione collettiva. La Corte ha stabilito che la scadenza per la comunicazione del licenziamento decorre dalla conclusione delle difese del lavoratore (l'audizione) e non può essere posticipata da adempimenti successivi meramente formali, come il deposito di un indice di documenti già forniti. Di conseguenza, avendo l'azienda comunicato il recesso oltre il termine, il licenziamento è stato dichiarato illegittimo per vizio procedurale, con rinvio alla Corte d'Appello per la determinazione delle conseguenze.
Continua »
Licenziamento giusta causa: furto extralavorativo
Un lavoratore è stato licenziato per giusta causa dopo essere stato arrestato in flagranza per il tentato furto di 200 litri di gasolio ai danni della società committente del suo datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, dichiarando inammissibile il ricorso del dipendente. L'ordinanza sottolinea che un atto così grave, sebbene compiuto in ambito extralavorativo, è sufficiente a ledere irreparabilmente il vincolo fiduciario, giustificando il recesso immediato dal rapporto di lavoro, a prescindere dalle previsioni specifiche del contratto collettivo.
Continua »
Licenziamento disciplinare per fatti extra-lavorativi
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare di un collaboratore scolastico coinvolto in un'indagine penale per la formazione di referti medici falsi, conclusasi con un patteggiamento. La Suprema Corte ha stabilito che la condotta, sebbene extra-lavorativa, era idonea a ledere irrimediabilmente il vincolo di fiducia con l'Amministrazione. Sono stati inoltre respinti i motivi di ricorso relativi a vizi procedurali, chiarendo che il termine per la riapertura del procedimento decorre dalla comunicazione della sentenza penale integrale e che la terzietà dell'organo giudicante è garantita anche se monocratico.
Continua »
Licenziamento giusta causa: social e reintegro
La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento per giusta causa di un lavoratore che, subito dopo aver ottenuto un ordine di reintegrazione, aveva pubblicato contenuti diffamatori contro l'azienda sul proprio profilo social. La Corte ha stabilito che il rapporto di lavoro si considera legalmente ripristinato dal momento dell'ordine del giudice, rendendo il lavoratore immediatamente soggetto agli obblighi di lealtà. La condotta del dipendente è stata ritenuta una grave violazione del rapporto fiduciario, tale da giustificare il recesso immediato.
Continua »
Preavviso licenziamento comporto: obbligo per l’azienda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13491/2024, ha stabilito che la mancata comunicazione da parte del datore di lavoro dell'imminente superamento del periodo di comporto, se prevista dal CCNL, rende il licenziamento illegittimo. Questo obbligo di preavviso licenziamento comporto è un elemento essenziale per il corretto esercizio del potere di recesso e la sua violazione comporta la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.
Continua »
Licenziamento per giusta causa: furto e fiducia
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento per giusta causa inflitto a un lavoratore addetto allo smistamento postale che si era appropriato di un portafoglio rinvenuto sul nastro trasportatore. La Corte ha stabilito che la violazione del rapporto di fiducia e del "minimum etico" del dipendente è sufficiente a giustificare il recesso, indipendentemente dal valore del bene sottratto e dalla mancanza di una specifica procedura aziendale per la gestione degli oggetti smarriti.
Continua »
Condotta extralavorativa: quando non è giusta causa
La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità di un licenziamento per giusta causa inflitto a un assistente di volo per un'offesa a colleghi. L'episodio, avvenuto al di fuori dell'orario di lavoro, è stato giudicato una condotta extralavorativa disciplinarmente irrilevante, in quanto non idonea a ledere il vincolo di fiducia con l'azienda. La Corte ha quindi disposto la reintegrazione del lavoratore, chiarendo che l'insussistenza del fatto che la giustifica non riguarda solo l'inesistenza materiale dell'evento, ma anche la sua mancanza di illiceità disciplinare.
Continua »
Licenziamento disciplinare: la Cassazione decide
Una cassiera di banca viene licenziata per gravi irregolarità in operazioni bancarie, incluse violazioni della normativa antiriciclaggio e transazioni non autorizzate su conti di clienti. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento disciplinare, respingendo il ricorso della lavoratrice. La Corte ha chiarito che i principi di tempestività e specificità della contestazione sono stati rispettati, dato il tempo necessario per le indagini, e ha ribadito la propria impossibilità di riesaminare i fatti già accertati dai tribunali di merito.
Continua »
Licenziamento giusta causa per soste ingiustificate
Una guardia giurata è stata licenziata dopo che un'agenzia investigativa ha scoperto ripetute soste ingiustificate durante il turno, finalizzate a ottenere il pagamento di straordinari non necessari. La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento per giusta causa, ritenendo legittimi i controlli difensivi del datore di lavoro e la condotta del lavoratore sufficientemente grave da ledere il vincolo fiduciario.
Continua »
Indennità di preavviso agenti: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12860/2024, ha affrontato il caso di un'agente di commercio licenziata per un presunto storno di clienti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito sull'insussistenza della giusta causa, ma ha accolto il ricorso dell'agente riguardo al calcolo dell'indennità di preavviso. È stato stabilito che tale indennità deve essere calcolata su una base diversa rispetto a quella di fine rapporto (ex art. 1751 c.c.), correggendo così un errore della Corte d'Appello e rinviando per la corretta quantificazione.
Continua »
Lavoratore in CIGS: obbligo di disponibilità e preavviso
Un pilota di elicottero in CIGS è stato licenziato per giusta causa dopo essersi recato in vacanza all'estero senza informare l'azienda, rendendosi così indisponibile a una chiamata di servizio. Tale indisponibilità ha causato la perdita di una commessa. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, sottolineando che il lavoratore in CIGS ha un inderogabile obbligo di disponibilità, la cui violazione, specialmente se causa un danno patrimoniale, costituisce un inadempimento grave che giustifica la risoluzione del rapporto.
Continua »
Licenziamento giusta causa: il caso della doppia conforme
Un ex quadro direttivo di un istituto di credito viene licenziato per irregolarità contabili e prelievi per oltre 700.000 euro. Dopo la conferma della legittimità del licenziamento in primo e secondo grado, la Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del lavoratore, applicando il principio della "doppia conforme". La decisione sottolinea come il licenziamento per giusta causa sia fondato quando il vincolo fiduciario è irrimediabilmente compromesso.
Continua »
Incarico extraistituzionale: obbligo autorizzazione
Un infermiere del servizio sanitario pubblico è stato licenziato per aver svolto un incarico extraistituzionale come presidente di una cooperativa senza autorizzazione, oltre che per un'assenza ingiustificata e un debito orario. La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento, stabilendo che anche se l'attività in cooperativa non rientra nell'incompatibilità assoluta, essa richiede sempre una preventiva autorizzazione formale da parte dell'amministrazione. La mancata richiesta costituisce un grave illecito disciplinare.
Continua »
Revoca incarico dirigenziale: onere della prova P.A.
Un dirigente pubblico, il cui incarico a tempo determinato era stato revocato anticipatamente, ha ottenuto ragione in tribunale. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9480/2024, ha confermato le decisioni dei giudici di merito, dichiarando inammissibile il ricorso dell'Amministrazione. Il punto focale della decisione è l'onere della prova: spetta all'ente pubblico dimostrare concretamente la sussistenza di una giusta causa o di una giustificatezza per la revoca incarico dirigenziale, onere che in questo caso non è stato assolto.
Continua »
Licenziamento dirigente: quando è giustificato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26609/2025, ha confermato la legittimità del licenziamento di un dirigente ritenendolo 'giustificato' pur in assenza di 'giusta causa'. Il caso riguardava un direttore generale licenziato per inadeguato coordinamento in un appalto internazionale. La Corte ha chiarito che per il licenziamento dirigente è sufficiente una condotta che mini il rapporto fiduciario, anche se non così grave da impedire la prosecuzione temporanea del rapporto. Di conseguenza, al dirigente spetta l'indennità di preavviso ma non l'indennità supplementare prevista dalla contrattazione collettiva.
Continua »
Recesso per giusta causa: l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un agente che aveva effettuato un recesso per giusta causa da un contratto con un istituto bancario. L'agente sosteneva che la banca avesse violato gli obblighi di buona fede. La Corte ha respinto il ricorso per motivi procedurali, confermando le decisioni dei gradi precedenti e sottolineando che non può riesaminare i fatti del caso, specialmente in presenza di una "doppia conforme".
Continua »
Cessione d’azienda e fallimento: il licenziamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9131/2024, ha chiarito che i lavoratori di un'azienda fallita, legittimamente licenziati a seguito della cessazione totale dell'attività, non possono rivendicare la continuazione del rapporto di lavoro con la società che successivamente ne gestisce i beni. Se il licenziamento precede la presunta cessione d'azienda e si fonda su un giustificato motivo oggettivo, come il diniego dell'esercizio provvisorio, viene a mancare il presupposto per l'applicazione dell'art. 2112 c.c., ovvero un rapporto di lavoro in essere da trasferire.
Continua »
Licenziamento falsa attestazione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un dipendente pubblico contro il licenziamento per falsa attestazione della presenza. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto provata la condotta e proporzionata la sanzione espulsiva.
Continua »
Licenziamento falsa timbratura: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un dipendente pubblico contro il licenziamento per falsa timbratura. Il lavoratore era stato licenziato per essersi allontanato dal servizio in più occasioni senza registrare l'uscita. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, confermando così la validità del licenziamento deciso nei gradi di merito.
Continua »