LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2118 Codice Civile

Pagina 8 di 8

146 provvedimenti

Licenziamento giusta causa per violazione sicurezza
Un caposquadra viene licenziato per gravi violazioni della sicurezza sul lavoro e per aver falsamente attestato il rispetto delle norme in un verbale. La Corte di Cassazione conferma il licenziamento per giusta causa, sottolineando che la condotta del lavoratore, aggravata dal suo ruolo di responsabilità e dalla falsa attestazione, ha irrimediabilmente compromesso il vincolo fiduciario con il datore di lavoro. La sentenza chiarisce anche la validità di una contestazione disciplinare che richiama documenti noti al dipendente.
Continua »
Danno mancata pausa: il risarcimento è dovuto
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda sanitaria, confermando la condanna al risarcimento per il danno da mancata pausa. La Corte ha stabilito che la violazione sistematica per dieci anni del diritto alla pausa di 10 minuti per i dipendenti del servizio di emergenza integra un danno da usura psicofisica, la cui esistenza può essere provata anche tramite presunzioni basate sulla gravità e durata dell'inadempimento, senza necessità di una prova specifica del pregiudizio biologico.
Continua »
Obbligo di fedeltà del lavoratore: i limiti del divieto
Un lavoratore è stato licenziato per giusta causa per aver svolto attività per altre società. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, ritenendo la sanzione sproporzionata. La Corte ha chiarito i confini dell'obbligo di fedeltà del lavoratore, affermando che la condotta, sebbene disciplinarmente rilevante, non era così grave da giustificare la risoluzione del rapporto, soprattutto in assenza di un danno effettivo per il datore di lavoro e considerato il tempo trascorso dai fatti.
Continua »
Recesso socio: efficacia della comunicazione
Una socia di una società di persone comunicava il recesso per giusta causa. Il Tribunale, pur negando la giusta causa, riconosceva il recesso con preavviso, facendolo decorrere da una seconda comunicazione. La Corte di Appello ha riformato la decisione, stabilendo che la data di efficacia del recesso socio decorre dalla prima comunicazione, la quale, anche se infondata nella motivazione, si converte automaticamente in un recesso con preavviso. La sentenza chiarisce un punto fondamentale sulla certezza dei rapporti societari.
Continua »
Licenziamento giusta causa: abuso di potere legittima
Un dipendente, dopo un incidente, ha incaricato una ditta esterna per la bonifica, eccedendo i propri poteri. Inizialmente reintegrato dal Tribunale, la Corte d'Appello ha riformato la decisione, ritenendo legittimo il licenziamento per giusta causa. La Corte ha stabilito che agire senza poteri rappresenta una grave lesione del vincolo fiduciario che giustifica il recesso, a prescindere da un danno economico diretto per l'azienda.
Continua »
Licenziamento dirigente per giusta causa: la guida
Un dirigente è stato licenziato per aver dirottato un'importante opportunità commerciale verso una società concorrente di cui era socio, violando il dovere di fedeltà. Il Tribunale ha confermato la legittimità del licenziamento dirigente per giusta causa, respingendo la tesi del motivo ritorsivo. Il giudice ha rigettato quasi tutte le richieste economiche del lavoratore, inclusa quella per l'inquadramento superiore e il patto di non concorrenza, riconoscendogli solo una penale contrattualmente prevista per la mancata attuazione di un piano di incentivazione.
Continua »