LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2033 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

Pagina 8 di 8

153 provvedimenti

Altri anni per Art. 2033 Codice Civile

Imposta di registro restituzioni bancarie: la Cassazione
Un istituto di credito ha impugnato un avviso di liquidazione per l'imposta di registro proporzionale su una sentenza che lo condannava a restituire somme a un cliente a causa di clausole di anatocismo nulle. Sostenendo che la restituzione rientrasse nell'ambito IVA, la banca riteneva dovuta solo l'imposta in misura fissa. La Corte di Cassazione, rilevando l'esistenza di orientamenti giurisprudenziali contrastanti sulla qualificazione di tali restituzioni ai fini fiscali, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la causa a una pubblica udienza per risolvere il conflitto interpretativo.
Continua »
Rimborso ritenute indebite: diritto pieno e immediato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6208/2025, ha stabilito che un contribuente, tenuto a restituire somme precedentemente percepite e tassate, ha diritto al rimborso delle ritenute indebite versate. Tale diritto sorge nel momento in cui viene accertato l'obbligo di restituzione delle somme lorde e non è subordinato all'effettiva restituzione rateale. Il contribuente può scegliere tra la deduzione dell'onere e l'azione diretta di rimborso, senza che la prima opzione precluda la seconda.
Continua »
Compensazione orizzontale: errore e rinuncia al ricorso
Una società duplica erroneamente un pagamento tramite compensazione orizzontale a causa di un errore di sistema. L'Amministrazione Finanziaria contesta l'uso duplicato del credito. La commissione tributaria regionale dà ragione alla società. In Cassazione, l'Amministrazione rinuncia al ricorso per mancanza di interesse, data la procedura fallimentare della società. La Corte Suprema dichiara quindi l'estinzione del giudizio, evidenziando le criticità della compensazione orizzontale e l'impatto degli esiti procedurali.
Continua »
Credito revolving accise: la Cassazione chiarisce
Una società ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta derivante da versamenti di accise eccedenti il dovuto. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di rapporto continuativo, il credito ha natura di 'credito revolving'. Di conseguenza, il termine di decadenza biennale per la richiesta di rimborso non decorre da ogni singolo versamento, ma dalla data di presentazione dell'ultima dichiarazione annuale che certifica un'eccedenza non più compensabile, proteggendo così il diritto del contribuente.
Continua »
Imposta di registro fissa per nullità parziale del contratto
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che una sentenza che dichiara la nullità parziale di un contratto (nello specifico, clausole bancarie su interessi e commissioni) e condanna alla restituzione delle somme, sconta l'imposta di registro fissa e non proporzionale. Secondo la Corte, anche in caso di nullità di singole clausole, la funzione della sentenza è meramente restitutoria e ripristinatoria dello status quo ante, senza generare un nuovo trasferimento di ricchezza. Questa interpretazione estende l'applicazione dell'art. 8, comma 1, lett. e) della tariffa anche ai casi di nullità non totale del contratto.
Continua »
Compensazione crediti tributari: eccezione o difesa?
L'Agenzia delle Entrate ha contestato un rimborso IRAP, sostenendo che parte dell'imposta era stata pagata tramite compensazione crediti tributari e non versata direttamente. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che, sebbene l'argomento non fosse un'eccezione nuova inammissibile, l'Agenzia non aveva fornito prova specifica della coincidenza tra i crediti compensati e le somme richieste a rimborso. La valutazione del giudice di merito sul carattere generico della contestazione è stata ritenuta insindacabile.
Continua »
Interessi rimborso IRES: decorrenza dal versamento
Una società creditizia ha richiesto un rimborso IRES a seguito della sopravvenuta deducibilità parziale dell'IRAP. La controversia riguardava la data di decorrenza degli interessi su tale rimborso. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che gli interessi decorrono dalla data dell'originario versamento e non dalla data di entrata in vigore della legge che ha introdotto la deducibilità. La Corte ha chiarito che la normativa tributaria sui rimborsi è speciale e prevale su quella civilistica dell'indebito, affermando la natura compensativa degli interessi, volti a reintegrare il patrimonio del contribuente dal momento in cui ha effettuato il pagamento non dovuto, a prescindere dalla buona fede dell'Amministrazione Finanziaria. La sentenza ha quindi cassato la decisione di secondo grado, che aveva fissato una decorrenza successiva, e ha accolto il ricorso incidentale dell'Amministrazione Finanziaria su un altro punto processuale.
Continua »
Interessi rimborso IRAP: decorrenza e calcolo
Una società di telecomunicazioni ha richiesto il rimborso di una quota di IRAP versata tra il 2004 e il 2007, a seguito di una norma del 2008 che ne ha riconosciuto la parziale deducibilità. Il dibattito si è concentrato sulla data di decorrenza degli interessi su tale rimborso. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei gradi inferiori, ha stabilito che gli interessi non decorrono dall'entrata in vigore della legge, ma dalla data originaria in cui il contribuente ha effettuato il versamento non dovuto. La Corte ha chiarito la natura compensativa degli interessi, volti a reintegrare il patrimonio del contribuente per il mancato godimento delle somme.
Continua »
Rimborso interessi fiscali: la decorrenza corretta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17826/2025, ha stabilito che in tema di rimborso interessi fiscali, la decorrenza è la data del versamento e non quella della domanda. Il caso riguardava una società che aveva versato imposte in eccesso e chiedeva il rimborso con interessi. La Corte ha chiarito la natura compensativa degli interessi, accogliendo il ricorso del contribuente e cassando la decisione della commissione tributaria regionale.
Continua »
Emolumenti indebiti: tassazione anche se da restituire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che gli emolumenti indebiti, come stipendi percepiti per errore, costituiscono reddito tassabile nell'anno in cui vengono incassati. Il fatto che tali somme debbano essere restituite non ne esclude la tassabilità al momento della percezione. La successiva restituzione potrà essere considerata un onere deducibile solo nell'anno in cui avviene effettivamente, e non retroattivamente. La Corte ha respinto il ricorso di una contribuente che, avendo ricevuto emolumenti non dovuti da un precedente datore di lavoro pubblico, ometteva di dichiararli ritenendoli non tassabili.
Continua »
Rinuncia al ricorso: effetti e conseguenze in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a seguito della rinuncia al ricorso da parte delle agenzie fiscali ricorrenti. Sebbene non notificata formalmente, la rinuncia ha determinato una sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, con conseguente condanna delle agenzie al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Autofatturazione IVA: quando si ha diritto al rimborso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34612/2019, stabilisce un principio fondamentale in materia di autofatturazione IVA. Se un committente versa l'IVA tramite autofatturazione per una prestazione che si rivela essere esente, tale versamento è considerato un pagamento non dovuto. Di conseguenza, il rapporto che si instaura con l'Agenzia delle Entrate non è di natura tributaria, ma privatistica. Per questo motivo, la richiesta di rimborso non è soggetta al termine di decadenza biennale tipico delle istanze fiscali, ma al più lungo termine di prescrizione ordinaria di dieci anni previsto dal Codice Civile.
Continua »
Rimborso IVA: decisivo il giudicato interno
Con la sentenza n. 34578 del 30/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. 5, ha rigettato il ricorso di una società di riscossione per il rimborso dell'IVA. La richiesta, basata su una precedente condanna a rimborsare l'imposta a terzi, è stata respinta a causa del formarsi di un giudicato interno. La Corte ha stabilito che la mancata impugnazione specifica, nel merito, della questione relativa all'esistenza di un 'provvedimento coattivo' ha reso la decisione del giudice precedente definitiva e non più riesaminabile.
Continua »