LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 20 Codice di Procedura Civile

Pagina 12 di 13

244 provvedimenti

Foro erariale: quando il giudice può contestarlo?
Una società creditrice ha citato in giudizio un'Amministrazione statale presso il Tribunale di Roma, che si è dichiarato incompetente a favore del Tribunale di Milano. Quest'ultimo, ritenendo a sua volta di non avere competenza, ha sollevato un regolamento di competenza d'ufficio. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'istanza inammissibile, chiarendo che il giudice a cui viene trasferita la causa non può contestare d'ufficio i criteri facoltativi del foro erariale, la cui eccezione spetta esclusivamente alle parti.
Continua »
Foro del consumatore: una società semplice è consumatore?
Una società semplice ha avviato un'azione legale contro una società di mediazione immobiliare. Quest'ultima ha contestato la competenza del tribunale adito, indicando una clausola contrattuale che stabiliva un foro diverso. La Corte di Cassazione ha stabilito che una società semplice non può essere qualificata come consumatore, pertanto non si applica il Foro del consumatore e deve essere rispettato il foro concordato nel contratto.
Continua »
Foro societario: quando si applica per le quote S.r.l.?
La Corte di Cassazione stabilisce che la competenza territoriale per una controversia tra soci, relativa all'esercizio del diritto di prelazione e all'interpretazione delle clausole statutarie, spetta esclusivamente al tribunale del luogo in cui la società ha la sede legale. Questo principio, noto come foro societario, prevale sui fori generali (come quello di residenza del convenuto) quando la disputa non riguarda un semplice contratto di compravendita, ma attiene direttamente al rapporto sociale e alle norme interne della società.
Continua »
Competenza Sezioni Impresa: il caso di concorrenza
Una società ha citato in giudizio un'azienda concorrente e i suoi dirigenti, ex dipendenti della prima, per concorrenza sleale basata sulla sottrazione di informazioni riservate. La società convenuta ha eccepito l'incompetenza del tribunale ordinario, sostenendo la competenza delle Sezioni Specializzate in materia di Impresa. Il tribunale ordinario ha respinto l'eccezione, ma la Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza delle Sezioni Impresa sussiste anche quando la causa, pur formalmente qualificata come concorrenza sleale, si fonda su fatti che integrano la violazione di diritti di proprietà industriale, come i segreti commerciali. Poiché la domanda civile faceva esplicito riferimento a una precedente condanna penale per violazione di segreti industriali, il collegamento sostanziale con la materia specialistica era evidente, radicando così la competenza del tribunale delle imprese.
Continua »
Competenza territoriale: la scelta spetta all’attore
La Corte di Cassazione stabilisce che in una causa per vizi di un immobile, la competenza territoriale può essere radicata alternativamente presso il tribunale del luogo in cui il contratto è stato concluso o dove il bene doveva essere consegnato. La Corte chiarisce che la scelta effettuata dall'acquirente (attore) tra i due fori previsti dalla legge è decisiva, rigettando il ricorso della venditrice che contestava la scelta del tribunale.
Continua »
Competenza territoriale pagamento: la Cassazione decide
Una società fornitrice di calcestruzzo ha agito in giudizio per ottenere il pagamento di una fornitura. La società acquirente si è opposta, eccependo l'incompetenza territoriale del Tribunale adito. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha chiarito che in tema di competenza territoriale pagamento per la vendita di beni mobili, si applica la norma speciale dell'art. 1498 c.c. Pertanto, se il pagamento non avviene alla consegna, il foro competente è quello del domicilio del venditore-creditore, a prescindere da contestazioni sul prezzo che attengono al merito della causa.
Continua »
Eccezione di incompetenza: guida completa e oneri
Un committente ha citato in giudizio un professionista invocando il foro del consumatore. Il professionista ha sollevato un'eccezione di incompetenza, negando la qualifica di consumatore all'attore. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha dichiarato competente il tribunale originariamente adito, non entrando nel merito della questione "consumatore", ma rilevando un vizio procedurale: l'eccezione del convenuto era incompleta, poiché non contestava tutti i possibili fori alternativi previsti dalla legge. Questa omissione ha reso l'eccezione nulla, radicando la competenza presso il giudice scelto dall'attore.
Continua »
Competenza territoriale: quando il credito è liquido?
Una società facente parte di un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) ha richiesto e ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti del consorzio capogruppo per il mancato pagamento di una fattura. Il consorzio si è opposto eccependo l'incompetenza territoriale del tribunale adito, sostenendo che il credito non fosse liquido. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha chiarito che ai fini della determinazione della competenza territoriale, un credito è considerato liquido quando il suo ammontare è determinato o facilmente determinabile in base al titolo, a prescindere dalle contestazioni del debitore. Di conseguenza, ha dichiarato la competenza del tribunale del domicilio della società creditrice.
Continua »
Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
Una società proponeva un regolamento di competenza contro un'ordinanza del Tribunale che aveva affermato la propria giurisdizione in modo molto sintetico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che tale mezzo di impugnazione non è esperibile contro provvedimenti che, non essendo stati preceduti da una rimessione in decisione della causa, mancano del carattere della decisorietà e sono quindi revocabili dal giudice stesso.
Continua »
Foro del creditore: Cassazione chiarisce competenza
Una società creditrice ha impugnato la decisione di un tribunale che si era dichiarato incompetente a decidere su un mancato pagamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di inadempimento nel pagamento di forniture di beni mobili, si applica il foro del creditore, ovvero la competenza territoriale del tribunale del luogo in cui il venditore ha il proprio domicilio, ribaltando la decisione precedente e affermando un principio chiave in materia di competenza territoriale.
Continua »
Eccezione di incompetenza: come formularla bene
Un fideiussore ha citato in giudizio una società di gestione crediti. Quest'ultima ha sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale, accolta in primo grado. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'eccezione era inefficace perché incompleta: la convenuta non aveva contestato tutti i possibili fori concorrenti applicabili. La competenza è stata quindi confermata in capo al primo giudice adito.
Continua »
Competenza territoriale e debito liquido: la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce la nozione di debito 'liquido' ai fini della competenza territoriale. In un caso di restituzione di somme pagate per una sentenza poi riformata, la Corte ha stabilito che il credito è liquido fin dall'origine. Di conseguenza, la competenza territoriale spetta al tribunale del luogo dove ha sede il creditore (forum destinatae solutionis), e non a quello del domicilio del debitore. La decisione ribalta la sentenza della Corte d'Appello, affermando un principio chiave per le azioni di recupero crediti.
Continua »
Competenza sezioni specializzate imprese e appalti
Una società in fallimento ha contestato la giurisdizione del tribunale ordinario in una disputa su un contratto di lavori pubblici. La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusiva competenza delle sezioni specializzate imprese. La decisione si fonda sul valore del contratto che, calcolato sulla base d'asta e superando la soglia UE, qualifica l'appalto come di "rilevanza comunitaria", ricadendo così nella giurisdizione del tribunale specializzato, a prescindere da normative regionali.
Continua »
Incarico professionale società: chi paga i costi?
La Corte di Cassazione ha stabilito che i soci fondatori che conferiscono un incarico professionale per la costituzione di una società sono personalmente responsabili del pagamento dei compensi, anche se l'incarico è finalizzato alla creazione dell'ente. La Corte ha chiarito che tale rapporto non rientra nella tutela del consumatore e che la previsione statutaria di accollo delle spese da parte della società non libera automaticamente i committenti originari.
Continua »
Competenza territoriale debito liquido: la decisione
La Corte d'Appello di Bologna ha rigettato l'appello di un ente pubblico contro un fornitore di energia, confermando la decisione di primo grado. Il caso verteva sulla contestazione di un decreto ingiuntivo per bollette non pagate. La Corte ha stabilito che la competenza territoriale spetta al tribunale del luogo dove ha sede il creditore, poiché il debito, basato su fatture con dati precisi, è da considerarsi liquido. Viene quindi applicato il principio del 'forum destinatae solutionis' per la competenza territoriale debito liquido, escludendo la necessità di una perizia tecnica (CTU) richiesta dal debitore, ritenuta meramente esplorativa.
Continua »
Continenza di cause: quando si trasferisce il processo
Con ordinanza del 30/06/2025 (N.R.G. 631/2025), il Tribunale di Ancona ha affrontato un caso di potenziale conflitto tra giudicati. Una banca aveva citato un'azienda per l'adempimento di una transazione, mentre l'azienda aveva già un causa pendente a Napoli contro la banca sullo stesso rapporto. Il giudice ha dichiarato la continenza di cause, trasferendo il procedimento a Napoli per garantire una decisione unica e coerente, condannando la banca ricorrente al pagamento delle spese legali.
Continua »
Azione revocatoria: donazione e competenza territoriale
La Corte d'Appello di Torino ha confermato la sentenza di primo grado che accoglieva un'azione revocatoria promossa da un ente creditore. Il caso riguarda una madre che, dopo aver ricevuto avvisi di accertamento per un debito fiscale, donava diversi immobili alle figlie. La Corte ha rigettato l'eccezione di incompetenza territoriale, stabilendo che il foro competente è quello del domicilio del creditore. Ha inoltre qualificato gli atti come donazioni pure e semplici, ritenendo sussistenti sia il pregiudizio per il creditore (eventus damni) sia la consapevolezza del debitore di arrecare tale danno (scientia damni), data la stretta vicinanza temporale tra la notifica del debito e gli atti di donazione.
Continua »
Riduzione compensi gioco lecito: la decisione
Una sentenza della Corte di Appello di Firenze ha confermato la condanna di una società di gestione di apparecchi da gioco a pagare una somma a una società concessionaria a titolo di 'riduzione compensi gioco lecito', un prelievo introdotto dalla Legge di Stabilità 2015. La Corte ha rigettato tutti i motivi di appello, stabilendo la competenza territoriale del Tribunale in base al domicilio del creditore al momento della scadenza dell'obbligazione. Ha inoltre ritenuto manifestamente infondata la questione di costituzionalità sul criterio di calcolo del prelievo, basato sul numero di apparecchi anziché sul volume delle giocate, e ha confermato che il gestore è responsabile del versamento, avendo trattenuto indebitamente somme destinate alla filiera.
Continua »
Clausola vessatoria: quando è valida se illeggibile?
Una società di telecomunicazioni appella una sentenza che l'aveva condannata per un disservizio, contestando la competenza territoriale del tribunale. La Corte d'Appello accoglie l'appello, basandosi sulla validità di una clausola vessatoria che stabiliva un foro esclusivo. Sebbene la clausola fosse scritta con caratteri poco leggibili, la Corte ha stabilito che, in assenza di una contestazione al momento della firma, la clausola è da ritenersi valida e approvata, ribaltando la decisione di primo grado e trasferendo la causa al tribunale indicato nel contratto.
Continua »
Opposizione decreto ingiuntivo fornitura: il rigetto
Il Tribunale di Milano ha rigettato l'opposizione a un decreto ingiuntivo per una fornitura di energia elettrica non pagata. La società cliente aveva contestato la competenza territoriale, la validità del contratto firmato elettronicamente e l'eccessività dei consumi. Il giudice ha respinto tutte le eccezioni, ritenendo incompleta quella sulla competenza, pienamente valido il contratto con firma OTP, e generiche le contestazioni sui consumi, poiché l'onere di provare il malfunzionamento del contatore gravava sul cliente. Di conseguenza, il decreto ingiuntivo è stato confermato.
Continua »