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Art. 2 Codice di Procedura Civile

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369 provvedimenti

Soccombenza reciproca: come si dividono le spese?
La Corte d'Appello di Firenze ha riformato una sentenza di primo grado che aveva addebitato tutte le spese legali ai debitori in un'opposizione all'esecuzione. Nonostante la loro opposizione fosse stata respinta, la Corte ha riconosciuto una soccombenza reciproca, poiché anche un'eccezione preliminare del creditore era stata rigettata. Di conseguenza, le spese sono state parzialmente compensate, stabilendo che i debitori dovessero rimborsare solo i 3/4 dei costi, in applicazione di un più corretto principio di ripartizione.
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Difetto di giurisdizione: opposizione a pignoramento
Un contribuente si oppone a un pignoramento di stipendio per un debito di oltre 500.000 euro, eccependo la prescrizione. Il Tribunale di Milano dichiara la propria carenza di giurisdizione, affermando che le questioni sull'esistenza del debito tributario sono di competenza del giudice tributario. La sentenza affronta anche la carenza di legittimazione passiva dell'agente di riscossione per crediti previdenziali e l'estinzione parziale del processo per un vizio di notifica.
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Prova cessione del credito: Gazzetta non basta
In un caso di opposizione a decreto ingiuntivo, il Tribunale di Milano ha stabilito che la prova della cessione del credito non può basarsi unicamente sulla pubblicazione dell'avviso di cessione in blocco in Gazzetta Ufficiale. Il creditore cessionario ha l'onere di dimostrare la titolarità dello specifico credito attraverso il contratto di cessione. Mancando tale prova, il decreto ingiuntivo è stato revocato e la pretesa del creditore respinta.
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Esonero contributivo: esteso a docenti precarie
Una docente con contratto a tempo determinato e madre di tre figli si è vista negare l'esonero contributivo previsto dalla L. 213/2023, riservato per legge ai soli lavoratori a tempo indeterminato. Il Tribunale di Torino ha accolto il suo ricorso, stabilendo che tale esclusione costituisce una discriminazione vietata dal diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, il giudice ha disapplicato la norma nazionale, riconoscendo il diritto della lavoratrice a beneficiare dell'esonero e condannando l'amministrazione alla restituzione delle somme trattenute.
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Interruzione prescrizione: come si calcolano i termini
Un debitore si oppone a un pignoramento sostenendo la prescrizione dei crediti. Il Tribunale di Torino analizza gli atti interruttivi prodotti dal creditore, accogliendo parzialmente l'opposizione. La sentenza chiarisce l'onere della prova in materia di interruzione prescrizione, annullando solo il credito per cui non è stata provata un'interruzione tempestiva e confermando la legittimità dell'esecuzione per gli altri.
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Difetto di giurisdizione: tasse auto al Giudice Tributario
Il Tribunale di Napoli, riformando una decisione del Giudice di Pace, ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in una causa su tasse automobilistiche non pagate. La Corte ha ribadito che tutte le controversie sui tributi, inclusa l'opposizione a una cartella esattoriale per il bollo auto, rientrano nella competenza esclusiva del Giudice Tributario. Di conseguenza, la sentenza di primo grado è stata annullata.
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Nomina giudiziale liquidatore: l’intervento del Tribunale
A seguito del decesso del socio unico, gli eredi deliberano lo scioglimento di una società ma non riescono a nominare un liquidatore. Il Tribunale di Brescia, su ricorso degli stessi eredi, procede alla nomina giudiziale liquidatore ai sensi dell'art. 2487 c.c., definendone poteri e doveri per portare a termine la liquidazione del patrimonio sociale e prevenire la paralisi dell'attività.
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Rappresentanza processuale condominio: appello inammissibile
Un condominio ha appellato una sentenza relativa a un'azione esecutiva. L'amministratore, però, ha agito senza una delibera di autorizzazione o ratifica da parte dell'assemblea. Nonostante la Corte d'Appello avesse concesso un termine per sanare il vizio, il condominio non ha adempiuto. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'appello principale inammissibile per difetto di rappresentanza processuale condominio e, di riflesso, l'appello incidentale della controparte è stato dichiarato inefficace. Il condominio è stato condannato al pagamento delle spese legali.
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Distanze tra costruzioni: chi paga i danni?
Una causa per violazione delle distanze tra costruzioni si conclude con una sentenza complessa: il Tribunale accerta una violazione reciproca da parte di entrambi i proprietari confinanti. Di conseguenza, rigetta la richiesta di risarcimento danni e ordina a entrambe le parti di chiudere le aperture irregolari. Il progettista dell'opera più recente viene ritenuto responsabile e condannato a manlevare i propri clienti dai costi. Tuttavia, la sua compagnia assicurativa non è tenuta a pagare, poiché il professionista era a conoscenza della violazione prima di stipulare la polizza, configurando una reticenza che rende il contratto inefficace.
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